CHIUSI SCALO, CERCASI PIAZZA DISPERATAMENTE

martedì 07th, febbraio 2017 / 18:31
CHIUSI SCALO, CERCASI PIAZZA DISPERATAMENTE
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CHIUSI  SCALO – Cercasi piazza disperatamente. Un tempo la piazza di Chiusi Scalo era quella della stazione. Piazza Dante. Lì si facevano i comizi dei partiti, le manifestazioni. Lì si incontrava la gente la domenica mattina, con il vestito buono… Adesso Piazza Dante è una rotonda, non è più una piazza. Per la festa dei Ruzzi della Conca viene montato lì il palco principale, ma solo perché non c’è un altro posto plausibile. E in effetti il “parterre” è un po’ rimediato, stretto tra la pensilona e la grande aiola centrale. sbottegando

Per il resto non esiste nel centro dello Scalo, un’altra piazza degna di tale nome. Ci sarebbe Piazza Garibaldi, detta comunemente la Piazzetta. Ma anche quella, dal 1999 è un giardinetto chiuso. Anche prima no era una piazza, ma non c’era il muro di cinta. Adesso sembra un fortino dove i bambini potrebbero giocare alla guerra. Se ci fossero i bambini. Ma nel cuore dello Scalo sono ormai pochi anche i bambini. Le famiglie più giovani stanno tutte in periferia. Nella zona Porto e Porto di Mezzo, a Santa Caterina, alle Biffe. Nelle zone di più recente edificazione insomma. L’associazione dei Commercianti Chiusinvetrina, che durante l’anno organizza degli eventi promozionali (dalla serata cabaret per i Ruzzi a Sbottegando, alle iniziative natalizie…) si è resa conto del problema e comincia a chiedersi come risolverlo. Come invenmarsi una piazza, che sia luogo di incontro, un po’ il salotto buono e un po’ parterre per eventuali spettacoli o eventi, non da stadio, ma da qualche centinaio di persone sì…

Quando fu rifatta la pavimentazione a sampietrini di Via Pasubio, l’intenzione era di farla diventare una sorta di piccola “via Margutta” locale, in collegamento doretto con la stessa Piazzetta Garibaldi che è lì di fronte. Ma l’operazione non è riuscita. Colpa anche della crisi, naturalmente, che ha falcidiato i negozi. Ma non solo. Colpa anche di una tendenza sempre più accentuata a non uscire di casa, ad andare altrove, a non fare più lo struscio, neanche il sabato pomeriggio.  Tra le idee che circolano tra gli stessi commercianti, ma non solo (a dire il vero ne aveva parlato anche il sindaco Bettolini durante la campagna elettorale) c’è quella di “ridisegnare” Piazza Garibaldi, togliendo di mezzo il muro perimetrale stile fortilizio, ampliando lo spazio per eventuali iniziative, per poi completare l’opera con un restyling anche di via Leonardo da Vinci, eliminando quelle aiole improbabili che ci sono adesso a lato strada, recuperando spazio e migliorando il look complessivo del “corso cittadino” e via Pasubio. via-leonardo-da-vinci

Alla fine degli anni ’80, sindaco Poggioni, fu tentato l’esperimento della chiusura al traffico di Via Leonardo da Vinci il sabato pomeriggio, trasformado la sstrada in una sorta di piazza. L’espErimento funzionò, ma i commercianti all’epoca protestarono e dopo qualche mese la zona blu fu accantonata.  E mai più ritentata se non in rarissime e sporadiche occasioni.

Potrebbe essere ripresa oggi? Secondo noi sì. Potrebbe essere l’unico modo per rilanciare il cuore dello scalo. A nostro avviso si potrebbe pensare anche ad un circuito di piste ciclabili urbane, da realizzare al posto degli attuali posteggi lato strada, costruendo un posteggio, magari multipiano, in un’area dismessa non lontana dal centro. Un reticolo ciclabile per collegare i punti nevralgici e più frequentati della cittadina: la stazione, le scuole elementari, i giardini pubblici, il centro medico…

Un’altra soluzione, non alternativa, ma complementare potrebbe essere quella di un utilizzo (previo minimo restyling) anche della piazza attualmente adibita a posteggio tra via Maroncelli e via Morgantini. Il luogo è abbastanza centrale, è facilmente raggiungibile, ha 3 ingressi (via Maroncelli, via Morgantini e via Oslavia), e potrebbe essere utilizzato per eventi che richiedano un palco e un certo numero di posti (200) e la necessità di chiudere gli accessi per poter far pagare un biglietto, come concerti, spettacoli teatrali, happening…

Avere un luogo o più luoghi idonei e non proprio “sgarrupati” per eventi, potrebbe consentire lo svolgimento anche allo Scalo di qualche concerto di Orizzonti in estate, di serate con i gruppi musicali e teatrali locali sempre in cerca di soluzioni a basso costo per esibirsi e potrebbe favorire un recupero di socialità che si è persa…

Naturalmente oltre ai luoghi all’aperto è assolutamente essenziale e improcrastinabile l’individuazione o la realizazione (magari attraverso il recupero di locali dismessi) di una sala polivalente pubblica per musica, teatro, convegni, incontri, mostre che allo Scalo non esiste. Esigenza questa emersa con forza anche durante le Conferenze sulla Cultura dell’ottobre e novembre scorsi. Il sindaco, nell’occasione, si disse pronto a cercare una possibile soluzione. Ecco, è il momento di pensarci davvero e di trovarla una soluzione. Piste ciclabili e sala polivalente figurano nche nel programma dei Podemos. Saranno pronti  a fare una battaglia in tal sesnso?

Così come l’idea di creare una piazza che al momento non c’è, ci sembra tutt’altro che balzana.  Se riportare la gente – i chiusini e gli abitanti dei dintorni – fuori di casa, a passeggiare e a vivere il centro di Chiusi Scalo è ua esigenza ormai avvertita da tutti, è difficile riuscirci se mancano luoghi adatti alla bisogna.

m.l.

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