Chiusi, mercoledì il Consiglio Comunale decide sulla Fondazione Orizzonti. Molte schermaglie, poca discussione

domenica 05th, febbraio 2017 / 17:59
Chiusi, mercoledì il Consiglio Comunale decide sulla Fondazione Orizzonti.  Molte schermaglie, poca discussione
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CHIUSI –  Mercoledì prossimo (8 febbraio) alle 18,00 il Consiglio Comunale discuterà la modifica dello Statuto della Fondazione Orizzonti d’Arte, l’ente che sovrintende alla gestione delle attività e delle strutture culturali della città. Modifica che dovrebbe cambiare i criteri e le modalità di nomina del Consiglio, cancellare l’attuale incompatibilità e portare all’assunzione della presidenza direttamente da parte del sindaco. Un passaggio questo che andrà a configurare un ruolo più forte e decisivo del Comune e un ridimensionamento oggettivo dell’autonomia (fino ad ora pressoché totale) del management della Fondazione.

Naturalmente il sindaco presidente, per ovvie ragioni, legate anche agli impegni nella conduzione dell’amministrazione, non sarà una figura operativa, ma presumibilmente “di indirizzo e di controllo”. La gestione operativa sarà affidata, secondo quanto affermato dalla presidente uscente Silva Pompili in un recente colloquio con Primapagina e non smentito dal Comune, ad un Direttore Amministrativo o Soprintendente, come avviene in tante fondazioni e in tant teatri italiani, mentre la parte prettamete artistico-culturale resterà nelle mani del direttore Artistico Andrea Cigni, fresco di rinnovo dell’incarico sia per il festival estivo che, da quest’anno anche della stagione invernale del Mascagni. Se Cigni è una pedina sicura, così come la presidenza al Sindaco, non è ancora chiaro chi sarà il direttore amministrativo o Soprintendente.

Nei giorni scorsi è circolata la voce di un possibile incarico all’ex direttore di Banca Valdichiana, Fulvio Benicchi, attualmente in pensione  e libero da impegni e incarichi. La notizia l’abbiamo data proprio su queste colonne. Ma al momento il nodo sembra non essere ancora sciolto. Forse per riserve dello stesso Benicchi, forse per qualche “resistenza” nello stesso gruppo di maggioranza.

Intanto le opposizioni da un lato confermano il loro giudizio negativo sull’operazione Fondazione, su come la stessa è stata gestita in questi anni, e anche sui risultati. E pur salvando l’impegno di Silva Pompili (almeno i Podemos), preferirebbero superare la Fondazione, chiuderla in sostanza e tornare ad una gestione comunale; dall’altro criticano duramete il sindaco e la maggioranza per aver voluto fare, anche questa volta, tutto da soli senza coinvolgere le minoranze. E la riunione della Commissione Cultura del Consiglio comunale, nello stesso giorno deella seduta consiliare viene vista come un tentativo pro forma di intavolare un confronto, senza avere la volontà politica di farlo…

In effetti il sindaco, la giunta e la maggioranza, dopo la notizia delle imminenti dimissioni di Silva Pompili e le prime illazioni sull’assuzione della presidenza da parte del sindaco (uscite su Primapagina l’11 gennaio, quai un mese fa) non hanno proferito parola, aspettando di presentarsi in Consiglio con la pappa pronta e scodellata. Anche le opposizioni, però, al di là delle critiche di fondo sulla Fondazione e sulla condotta di Bettollini non hanno chiesto, preteso o tentato di organizzare un confronto preventivo nel merito della questione.

Fatto sta che mercoledì prossimo, salvo ripensamenti o novità legate all’esito della discussione, le modifiche allo Statuto della Fondazione saranno approvate. Probabilmente a maggioranza, con il voto contrario dei due gruppi di opposizione.

La maggioranza ha i numeri e tira diritto per la sua strada, senza tanti complimenti, come tante volte ha fattoi anche in passato. Le minoranze sembrano accontentarsi di dire “not in my name” e prendere le distanze. Più dai metodi che nel merito, perché del merito si è parlato poco.

Ogni posizione è legittima ed ha le sue ragioni, naturalmente. Ognuno può pensare che sia inutile ragionare con gli altri. E’ così anche a livello nazionale del resto.

Ma l’impressione è che anche stavolta su una questione non secondaria della vita sociale e amministrativa, la politica sia stata carente, se non assente. La politica è fatta anche di passi intermedi, di trattative, di accordi e incontri a metà strada, di compromessi, pure, se vanno nella direzione auspicata. Noi avremmo preferito opposizioni che cercavano di portare il loro contributo al problema, di imporre il loro punto di vista e comunque un confronto aperto e pubblico. Perché il problema non è solo se Bettollini & C. sono arroganti e poco democratici e le decisioni le prendono senza coinvolgere le minoranze, ma quello, visto che la Fondazione, almeno in questa fase non verrà sciolta e superata,  di come farla funzionare al meglio, di come gestire al meglio le attività culturali , quindi i festival, le stagioni teatrali, gli eventi, e il teatro, i musei e le sale pubbliche, gli spazi della città, le risorse presenti sul territorio ecc.

Ecco, su questo, al di là di qualche schermaglia procedurale, anche stavolta – lo ripetiamo – la discussione è mancata.

m.l.

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