Chiusi, Fondazione Orizzonti: ora il sindaco può diventare presidente. Consiglio comunale secondo copione

giovedì 09th, febbraio 2017 / 13:23
Chiusi, Fondazione Orizzonti: ora il sindaco può diventare presidente. Consiglio comunale secondo copione
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CHIUSI – Tutto secondo copione e senza scosse, ieri al Consiglio Comunale sulle modifiche allo Statuto della Fondazione Orizzonti. Prima il vicesindaco Chiara Lanari, poi il presidente della Commissione Cultura Simone Agostinelli e infine il sindaco Bettollini hanno di fatto confermato quanto scritto a tal proposito su queste colonne nelle ultime settimane. La modifica serve per operare un cambio di passo e di strategia. Il Comune si riprende il timone della Fondazione, affidandone appunto per statuto, la presidenza al Sindaco della città. Che non vuol dire semplicemente a Bettollini, il quale non sarà sindaco in eterno. Sia Agostinelli che il sindaco hanno ammesso, senza troppe reticenze, che la Fondazione ha portato risultati significativi sul piano della proposta culturale, degli eventi, del richiamo e dell’attenzione sia mediatica che della Regione e del Ministero, ma non è riuscita ad entrare in sintonia con la popolazione, non è riuscita a coinvolgere la città e la cittadinanza e nemmeno le esperienze culturali locali, che, anzi si sono (o sono state) allontanate. E questo nonostante il buon lavoro fatto, soprattutto negli ultimi due anni, da Silva Pompili.

Da qui la decisione di imprimere una svolta, che è – anche questo è stato ammesso da Agostinelli e Bettollini – un ripensamento della strategia iniziale (quindi una sostanziale sconfessione della linea Scaramelli) e un passaggio che va a ridimensionare l’autonomia della Fondazione e recuperare un ruolo più forte negli indirizzi e nel controllo generale da parte del Comune. Quindi della comunità. Non è il superamento o l’accantonamento della Fondazione Orizzonti. Ma la delega non è più in bianco, come è stata fino ad ora.

Ribadito anche il concetto che il sindaco non sarà il nuovo presidente factotum dell’Ente, il deus ex machina della situazione, cioè colui che guida, mette i soldi per la benzina e sceglie pure i passeggeri… Sarà una “figura di garanzia”, per i cittadini e anche per le stesse  opposizioni, invitate a partecipare alla discussione sugli indirizzi, a dare un contributo fattivo nella formazione delle decisioni.

Dal canto loro sia Possiamo che i 5 Stelle sono rimasti sulle prorie posizioni. Si sono dichiarati poco convinti delle modifiche e della strategia e hanno votato contro. I podemos hanno comunque fatto qualche proposta per la gestione (gratuità del teatro e della varie strutture per le compagnie locali e le scuole, rappresentanza nel consiglio della Fondazione delle esperienze culturali cittadine ecc… )  segno di un atteggiamento non di totale chiusura. In Consiglio hanno tenuto il punto, ma sembrano disposti a ragionate sulle cose da fare. E Agostinelli e il sindaco si son detti disponibuli a valutare le proposte e ad accoglierle, quelle che non sono già approvate e operative…

I 5 Stelle hanno lamentato l’assenza della presidente Pompili, la mancata presentazione del bilancio 2016 prima di procedere alle modifiche statutarie e anche la mancata discussione fuori dal consiglio. Ma non hanno ribadito la posizione assunta in campagna elettorale che li vedeva sostenere la chiusura della Fondazione.

Nessuno dei due gruppi di minoranza ha chiesto rappresentanza o voce in capitolo nelle nomine del Consiglio di Indirizzo della Fondazione.

Con le modifiche statutarie, le nomine restano di competenza del sindaco, presidente per statuto, il quale si dovrà attenere alla delibera di indirizzo per le nomine approvata all’unanimità il giorno dell’insediamento del Consiglio Comunale. Come del resto è oggi. Le modifiche approvate ieri, a maggioranza, vanno ratificate dal consiglio di gestione della Fondazione, che ha già fissato appuntamento dal notaio per il 15 febbraio. Ma sarà un atto formale, di ratifica appunto. Le nuove norme non potranno essere modificate.

“La nuova impostazione permetterà, quindi, da un lato di continuare il percorso intrapreso nella produzione di arte e cultura a livelli nazionali e internazionali e allo stesso tempo di coinvolgere maggiormente le espressioni artistiche locali del territorio. Anche le componenti private e volontarie che fanno parte della Fondazione avranno la loro rappresentanza nei membri del CdA, con le quali, ed in sinergia con le direzioni, potranno operare per il pieno coinvolgimento e crescita cittadina, prevedendo anche altre nuove attività, di interesse e di coinvolgimento, di espressione e di carattere formativo e performativo locale”. Priorità assoluta sarà “stabilizzare la situazione economica e finanziaria attraverso una ripatrimonializzazione immobiliare e organizzando un piano di rientro sostenibile del debito pregresso del 2014”. Così si legge nella delibera.

La nuova governance della Fondazione Orizzonti dovrà operare secondo gli indirizzi del Consiglio Comunale (e a questo proposito appare importante l’apertura fatta alle opposizioi perché partecipino fattivamente); sarà composta da un minimo di quattro, ad un massimo di cinque soggetti.  Un CdA snello, composto da consiglieri nominati dal Comune e uno di rappresentanza privata, alla cui guida vi sarà proprio il primo cittadino che potrà avvalersi della figura del direttore artistico  e di un direttore generale con funzioni tecniche ed amministrative. Il direttore artistico c’è già ed è Andrea Cigni. Il direttore amministrativo sarà nominato una volta ristabilite tutte le coordinate. Questi ultimi non hanno diritto di voto nel Cda.

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