CHIUSI: ARRIVA UNA NUOVA BANCA PER FARE CONCORRENZA IN CASA ALLA “VALDICHIANA”? OMBRE FIORENTINE SULLA CITTADINA ETRUSCA

giovedì 09th, febbraio 2017 / 16:52
CHIUSI: ARRIVA UNA NUOVA BANCA PER FARE CONCORRENZA IN CASA ALLA “VALDICHIANA”? OMBRE FIORENTINE SULLA CITTADINA ETRUSCA
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CHIUSI – Secondo il Fondo Monetario Internazionale, ma anche secondo Bce e Banca d’Italia nel nostro paese le banche sono troppe. E soprattutto sono troppi gli sportelli: 50 ogni 100 mila abitanti. Uno ogni 2.000. Negli Usa uno ogni 3.000, per dire.

Per questo tutti spingono verso fusioni, incorporazioni, cambi di assetto degli istitituti di credito  everso un progressivo taglio delle filiali e degli sportelli.

Chiusi, nel territorio della Valdichiana era (e resta) una piccola Lugano. Negli anni ’90 c’erano due sportelli del Monte dei Paschi, 3 sportelli della Banca di Credito Cooperativo, poi c’era la Cassa di Risparmio di Firenze, la Banca dell’Agricoltura e il Banco di Napoli con uno sportello ciascuna. Adesso qualcuno ha lasciato la piazza (Banca Agricoltura e Banco Napoli), ma ne sono arrivate altre. Il Monte dei Paschi ha sempre due sportelli, uno allo Scalo e uno nel centro storico, la Bcc Valdichiana ne ha altri tre, uno allo Scalo, uno a Chiusi città e uno a Montallese (più uno a Po’ bandino, a meno di 1 km); la Cassa di Risparmio di Firenze, ora Banca CR Firenze, ha mantenuto il suo. In più ci sono Unicredit e Popolare di Spoleto, sbarcate più recentemente.

Nonostante la crisi abbia falcidiato imprese industriali, artigianali e negozi commerciali, dal punto di vista dell’offetta bancaria la piazza chiusina è rimasta molto servita: 5 banche e 9 sportelli. Più alcuni  operatori di “private banking” con relativo ufficio di consulenza (Fideuram, Allianz ecc…). Sotto questo aspetto la clientela chiusina ha da scegliere: più di uno sportello ogni 1.000 abitanti. Lugano, appunto.

Da qualche giorno circola la voce, sopratutto in alcuni ambienti economici, che a breve di banche potrebbe arrivarne un’altra. Si mormora che potrebbe insediarsi nel cuore dello Scalo, dove fino a non molti mesi fa c’era un bel negozio di elettrodomestici che ha chiuso i battenti.  Si parla di una banca di credito cooperativo che ha recentemente cambiato assetto uscendo dalla holding delle Bcc Iccrea. Non è la neonata Bcc Umbria formatasi dalla fusione tra Crediumbria (Moiano) e la Bcc Mantignana (Perugia) che è uscita sì dalla federazione toscana per affiliarsi a quella laziale, ma ha smentito qualsiasi interesse per l’operazione. “Se qualcuno ha deciso di aggredire il mercato chiusino non siamo noi. Non rientra nei nostri programmi”, dice il presidente Palmiro Giovagnola, togliendosi subito dagli impicci.

Il direttore di Banca Valdichiana Barbi ci scherza su: “Non ne so niente, ma se cercano una sede, noi possiamo cedere qualche locale dei nostri..”

Ma di quale banca potrebbe trattarsi? Le ipotesi sono due: Chianti Banca di San Casciano Val di Pesa, che ha incorporato il Credito Fiorentino di Verdini e sta facendo una certa politica di espansione, allargando gli orizzonti oltre l’area fiorentina, oppure la Banca Cambiano, la più antica Bcc d’Italia (1884) che da poco, dopo la fusione con la banca Agci (l’istituto delle cooperative laiche) si è trasformata da Bcc a Spa. Anche questa dell’area fiorentina. Per la precisione zona di Castelfiorentino-Empoli. Ai confini con le province di Pisa e di Siena. Non è una banchetta, ma una potenza con un patrimonio netto di 233 milioni di euro…

La prima (Chianti) è uscita dal gruppo Iccrea di cui  fanno parte Banca Valdichiana e Bcc Umbria, per aggregarsi alla holding trentina; l’altra non è più una Bcc, come dicevamo, quindi è fuori dal novero e dalle normative relative al credito cooperativo.

E se sul cielo di Chianti Banca  aleggia il fantasma di Verdini, la Banca Cambiano vede al vertice il padre del Ministro Lotti, braccio destro e fedelisimo di Renzi. In questo caso l’operazione avrebbe  probabilmente l’avallo e forse l’imprimatur del “giglio magico” e della componente super renziana del Pd, di cui Chiusi è considerata una roccaforte.

Ovviamente, come sempre accade in casi del genere, per ora sono solo voci di corridoio. Niente di ufficiale o di concreto. Ma le voci sono piuttosto insistenti e rimbalzano da un ambiente all’altro come un tam tam ossessivo. Dopo la non proprio indolore fusione di Banca Valdichiana con la Bcc di Montepuciano operativa dal luglio scorso e dopo l’uscita di scena anticipata del direttore generale Benicchi, con qualche malumore di contorno, naturale che questa notizia, anche se non ancora confermata, stia creando un certo scompiglio. Per le banche già presenti su piazza sarebbe un elemento di concorrenza e di destabilizzazione. Ma, vista la tendenza e i diktat di Bce e Banca d’Italia, l’operazione sembra veramente fuori linea. Diciamo pure fuori da ogni logica di mercato. Se il mercato una logica ce l’ha.

Chiusi è una piazza in declino, non certo in espansione. Si tratterebbe di dividere ulteriormente la solita torta. Sempre più piccola peraltro.

Ma c’è di più: tra le voci che si rincorrono ce n’è una che sarebbe ancora più clamorosa.  Quella che a fare da “grimaldello” per aprire il mercato alla nuova presenza, dovrebbe essere una figura del posto, di grande esperienza nel settore. Magari vicino alla pensione o da poco a riposo. Un manager che saprebbe a quali porte andare a bussare per fasi una clientela.  A Chiusi di figure del genere ce ne sono diverse. Sia di provenienza Mps, sia di provenienza Bcc o altre banche.

Naturalmente, in tutto questo c’è chi vi individua una opportunità per spuntare condizioni più vantaggiose, sfruttando la concorenza e chi invece vi intravede il rischio che la cosa possa rivelarsi solo una sorta di ripicca personale, una “vendetta” verso chi ha gestito operazioni come quelle che hanno portato alla crisi Mps o alla fusione delle Bcc, con conseguente perdita di potere e di peso specifico della componente chiusina… Della serie “Ora vi faccio vedere io!”

Sarà vero? Oppure, visto che siamo in periodo di carnevale, si deve pensare alla classica boutade buttata là, tanto per vedere l’effetto che fa?

m.l.

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