Chiusi, i 65 anni del “Carnevale dei ragazzi”

lunedì 27th, febbraio 2017 / 16:58
Chiusi, i 65 anni del “Carnevale dei ragazzi”
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CHIUSI –  Sono passati 65 anni, non un giorno, da quell’inverno del ’52, quando un’insolito prete pre-conciliare, ma già molto attento alla parte più giovane della popolazione che voleva avvicinare alla parrochia, ma anche a valori forti, si inventò a Chiusi il Carnevale dei Ragazzi.

Ebbene a distanza di 65 anni, con qualche acciacco, qualche ruga, il Carnevale chiusino c’è ancora. E ieri, con la sfilata per le strade di Chiusi Scalo ha dimostrato pure una certa vuitalità. Non è più il Carnevale degli anni ’60 e ’70… I Carri sono più poveri e rimediati, e pure meno numerosi e anche la partecipazione adesso è meno spontanea, più “organizata”. Si basa infatti sulla presenza “in maschera” delle scuole dell’infanzia, delle associazioni volontaristiche (Auser, Ada, Volto amico ecc..) che partecipano volentieri,  E’ ormai quasi esclusivamnete una festa di bambini e per i bambini. E anche loro sono meno numerosi rispetto a 40-50 anni fa.. Si nasce di meno, c’è poco da fare. Anche il carnevale ne risente.

Resta il fatto però che ieri, complice anche una bella giornata di sole, il Carnevale dei ragazzi ha registrato un bel pienone. Tanta gente come non si era mai vista negli ultimi 10 anni. Da quando cioè è cominciata la crisi… da quando anche Chiusi Scalo ha cambiato volto e ha cominciato a veder chiudere le saracinesche.

Abbiamo scritto tante volte, su queste colonne, che il primo problema, la prima emergenza da risolvere per Chiusi è quella di riportare la gente fuori di casa. Ieri il Carnevale allo Scalo c’è in qualche modo riuscito. Bambini e genitori soprattutto. Certo. Ma anche questo può essere un piccolo segnale di risveglio.folla carnevale

Qualcuno parla di “effetto Bettollini”, individuando nella gente scesa in piazza a tirare coriandoli, gran parte di quel “popolo” che lo ha sostenuto alle elezioni del giugno 2016. Che è, appunto, il popolo delle associazioni spesso irreggimentate, allineate e coperte, mai contromano o controvento… Può essere.

Ma in ogni caso, da qualunque parte la si guardi, la giornata di ieri con l’invasione di bambini e anche adulti mascherati, per la città è stata una giornata positiva. Un successo per gli organizzatori e gli animatori del carnevale.  E anche il segno, non il primo a dire il vero, che quando c’è un minimo di coesione e collaborazione tra associazioni, enti e istituzioni, qualcosa esce fuori.

Martedì si replica a Chiusi Città che – se possibile – è più deserto dei tartari dello Scalo e quindi ha più bisogno dello Scalo di trovare qualche momento di vitalità, al di là del festival Orizzonti tra luglio e agosto…  La ricorrenza del 65esimo compleanno, il ricordo di Don Mosè Mannelli che ne fu l’ideatore, potrebbe far da detonatore ad una edizione un po’ più scoppiettante, dietro alle note del Maestro Roberto Fabietti e la sua “Banda Bassotti”.banda bassotti

Viene in mente Chico Buarque: “Una tristezza così, non la sentivo da mai, ma poi la banda passò, e allora tutto cambiò. Tutta la gente cantava per scordare il dolor, quando la banda passò, cantando cose d’amor… E una ragazza che era triste sorrise all’amor.. Ed una rosa che era chiusa, di colpo sbocciò. Ed una frotta di bambini festosi si mise a suonare, come fa la banda. E un uomo serio il suo cappello per aria lanciò. Fermò una donna che passava e poi la baciò. Dalle finestre quanta gente spuntò, quando la banda passò, cantando cose d’amor…”

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