No al muro di Trump: Roger Waters pensa al concerto “the wall” al confine tra Usa e Messico

lunedì 20th, febbraio 2017 / 19:17
No al muro di Trump: Roger Waters pensa al concerto “the wall” al confine tra Usa e Messico
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Il neompresidente degli Stati Uniti Donald Trump insiste per la barriera al confine con il Messico. Il 26 gennaio scorso ha firmato il decreto esecutivo per la costruzione del muro che vorrebbe peraltro far pagare al Paese confinante.

Il suo ordine esecutivo rafforza anche il sistema per la deportazione degli illegali, aumenta i centri di detenzione e gli agenti. Il secondo decreto, sempre centrato sul tema della sicurezza nazionale, riguarda l’immigrazione. In particolare prende di mira le «città santuario», cioè quelle che proteggono gli illegali e non li consegnano agli agenti federali. Così il Presidente va allo scontro con Stati come la California e New York, che hanno già negato la loro collaborazione.

Tra i tanti artisti e intellettuali che dopo l’elezione di Trump hanno alzato la voce per gridare la loro preoccupazione per “il rischio Trump”, c’è anche Roger Waters, che è inglese, non americano. E che è sempre stato una voce libera, indipendente. E, diciamolo pure, di sinistra.  Suo padre, morto a Campo di Carne sul litorale romano, dopo lo sbarco di Anzio nel ’44, era comunista. E la figura del padre che non ha mai conosciuto (lui è nato nel ’43) lo comunque accompagnato anche nella produzione msicale. Quella dei Pink Floyd e poi qualla da solista. Ebbene, l’autore di The Wall avrebbe intenzione di portare il suo muro, cioè il concerto-spettacolo sull’album del ’79 dei Pink Floyd, proprio lì, al confine tra Usa e Messico.RogerWaters

“La resistenza inizia oggi” scriveva Roger Waters già nel giorno dell’insediamento di Donald Trump postando un video con le immagini di un suo concerto in Messico. Che all’artista Trump non piaccia è cosa risaputa. Ma questa che il cantante sta valutando sarebbe una vera e propria azione politica. L’ex Pink Floyd starebbe pensando di portare “The Wall” al confine tra Messico e Stati Uniti. Proprio per rispondere al decreto di Donald Trump con un evento che avrebbe certamente eco mediatica rilevantissima.
Già nel 1990 Roger Waters portò “The wall” a Berlino a otto mesi dalla caduta del muro che divideva in due la capitale tedesca simbolo della guerra fredda. Da allora The Wall dei Pink Floyd è stata associata alla caduta dei muri. Non certo alla costruzione di nuove barriere.

Il compagno Waters non si smentisce. Da 50 anni, detta la linea…  E da 50 anni la sua è una linea giusta…

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