Torrita di Siena, ancora schermaglie sulla fusione con Montepulciano. Il comitato per il No non demorde

martedì 31st, gennaio 2017 / 14:58
in Cronaca
Torrita di Siena, ancora schermaglie sulla fusione con Montepulciano. Il comitato per il No non demorde
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TORRITA DI SIENA – Queli del Comitato “No fusione” sono furiosi. La commissione di garanzia nominata dal sindaco Grazi per verificare l’ammissibilità della richiesta ha bocciato la proposta del Comitato di tenere il referendum sulla fusione dei comuni solo a Torrita. E comunque non insieme a Montepulciano, l’altro comune coinvolto.  Per la commissione la strada indicata dal Comitato non è percorribile e il Comitato si appella adesso al Consiglio Comunale, cui spetterà comunque la decisione. “Apra un confronto, valuti la cosa… altrimenti la via del ricorso agli organi competenti sarà una strada obbligata”. Insomma il Comitato No Fusione non demorde, non si ferma dinanzi al No della commissione e rilancia. Nel frattempo però critica, senza peli sulla lingua, il silenzio assordante del Pd, il partito di maggioranza, e accusa la giunta di voler evitare la discussione e di arroccarsi sulla posizione presa, in barba alla logica della democrazia e della partecipazione.

Secondo il Comitato la giunta Grazi vuole andare avanti verso la fusione con Montepulciano, senza sentire i cittadini, o facendoli esprimere solo nel referendum consultivo, a cose praticaente fatte, con Montepulciano nella parte del leone e Torrita in quella della gazzella.

Di sicuro il processo di accorpamento dei due comuni, su cui i due consigli comunali, i due sindaci e il Pd si sono pronunciati favorevolmente, si sta rivelando più complicato del previsto. Non proprio indolore e non accettato da tutti, in armonia.

A Torrita il fronte per il No è battagliero e sembra essere pure in crescita. Il Pd e lo stesso sindaco Grazi si giocano molto in questa battaglia. Il braccio di ferro ingaggiato con una parte di popolazione e di elettorato (non del tutto estraneo al Pd  e alla sinistra) potrebbe risultare pernicioso per la maggioranza. Il terreno della “fusione a tutti i costi” sembra sempre più scivoloso…

E anche a Montepulciano, dove inizialmente sembravano tutti d’accordo, adesso le perplessità sarebbero in aumento. C’è infatti chi giudica la fusione un’operazione a freddo, verticistica e poco ponderata. E non è vero che Montepulciano non abbia nulla da perdere, perché nei paesi limitrofi già adesso molti considerano la città del Poliziano come l’asso pigliatutto della Valdichiana e l’accusano di politica di potenza nel territorio. In questo senso la fusione con Torrita è vista come una sorta di “anchluss” del paese forte verso un paese più debole, il che andrebbe a rafforzare il concetto di asso pigliatutto.

A Sinalunga e Chiusi, le altre due cittadine leader, con Montepulciano, del territorio, i sindaci sono renzianissimi come il torritese Grazi e di sicuro loro non lo spingeranno a ripensarci, ma nella popolazione dei due comuni la politica leaderistica e, diciamolo pure, espansionistica di Montepulciano non è mai stata vista di buon occhio. Potrebbero nascere insolite alleanze e fronti inediti e inaspettati.

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