I terremotati sotto la neve: la resa incondizionata del Governo e della classe politica italiana

giovedì 19th, gennaio 2017 / 10:51
I terremotati sotto la neve: la resa incondizionata del Governo e della classe politica italiana
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Tra i profughi e migranti in fila, con le ciabatte, in mezzo alla neve davanti alla stazione dismessa di Belgrado,  quei poveracci, profughi e migrati anche loro, ammassati nel capannone di Sesto Fiorentino e i terremotati di Amatrice, Accumoli, Ussita, Preci ecc. c’è poca differenza.  Le immagini di Belgrado e Sesto Fiorentino rimandano a quelle dei lager nazisti e ai gulag di Stalin, che pensavamo di non dover più vedere. Nel 2017 cose del genere nel cuore dell’Europa, in Italia – l’ho già scritto – non sono accettabili, non sono sopportabili.Belgrado

Nello stessa misura però non è sopportabile la situazione in cui si trovano le popolazioni terremotate dell’Abruzzo, del Lazio, dell’Umbria e delle Marche… Isolate, in mezzo alla neve alta, a 20 gradi sotto zero e ancora nelle tende o nelle roulottes. Con gli animali, risorsa economica fondamentale di quei territori, che muoiono di freddo, di fame e di sete.animali

E’ vero che la nevicata di questi ultimi giorni ha assunto proporzioni eccezionali, erano 50 anni e passa che non succedeva una cosa simile, ha detto il sindaco di Amatrice, ma in 5 mesi, perché la prima scossa devastante c’è stata il 24 agosto e le altre due il 26 e 30 ottobre, le casette di legno dovevano esser state assicurate. Perché lì, in quella zona in mezzo agli Appennini, d’inverno nevica sempre, magari non così tanto, ma nevica e fa freddo. Ogni anno. Quelli del Governo lo sapevano, dovevano saperlo. E non sono stati in grado di assicurare una soluzione minimamente accettabile, ancorché provvisoria.

Hanno sì predisposto il trasferimento di massa nei paesi della costa o in altre zone (compresa quella del Trasimeno), ma per tutte le persone che hanno deciso e voluto rimanere lì, accanto ai propri animali (che sono fonte di reddito, risorsa economica non lo dimentichiamo), accanto ai loro laboratori artigiani, per vedere se potevano ricominciare a lavorare, per quelle persone la soluzione, nonostante il grande sforzo della Protezione Civile e delle associazioni di volontariato, dell’esercito, dei Vigili del Fuoco ecc. si è dimostrata del tutto inadeguata.

Ieri, in seguito all’ultima forte scossa e alla nevicata sono crollate e rimaste inagibili anche alcune strutture di soccorso (ambulatori, tende con servizi…). Una vergogna. Il Governo, prima quello di Renzi, adesso questo di Gentiloni, non hanno colto la gravità della situazione, hanno deliberato misure salvabanche per milioni e milioni di euro, ma non sono  stati capaci di inviare e montare i “moduli abitativi” prima che comiciasse a nevicare… Ripetiamo, non è una novità o una cosa eccezionale il fatto che ad Amatrice o a Visso, a Preci o a Ussita nevichi copiosamente e la temperatura scenda sotto lo zero…

Nell’immagine delle tendopoli e delle roulottes sommerse dalla tormenta di neve, nelle immagini di quegli animali abbandonati al freddo e al gelo, c’è la fotografia impietosa e drammatica dell’inadeguatezza del governo e della classe politica italiana. Di fronte alle immagini che giungono dalle zone terremotate in queste ore, il sorriso radioso di Maria Elena Boschi, le frasettine di circostanza dei mistri Pinotti e Alfano, le cazzate stratosferiche di Poletti, stridono come il gesso sulla lavagna… Quella a cui assistiamo impotenti è una resa senza condizioni di un paese in gnocchio, una resa all’inconsistenza, all’incapacità, al nulla cosmico che costituisce la base culturale e politica del governo e del partiti che lo sostengono. E il maggior partito di opposizione che si fa comandare a bacchetta e dettare la linea da una Srl commerciale, con uno degli amministratori delegati (sono due) che è lì solo per diritto societario, per successione familiare ereditaria non può essere una alternativa credibile. Un disastro su tutti i fronti insomma.

E vedere Gentiloni, Padoan e compagnia che vanno a trattare con Angela Merkel e i vertici Europei sui conti pubblici, con una situazione del genere, mi fa rabbia. Come e quanto le capriole di Grillo sull’Europa e l’Euro. Dovrebbero dire, semplicemente: scusate, noi in questo momento abbiamo da fare… ci sentiamo più avanti. Anzi, se ci date una mano ci fate un piacere. Stop. Chiedano aiuto ai Paesi del Nord, che di casette di legno se ne intendono e di freddo polare pure, se da soli, in Italia, non ce la fanno ad assicurarle in tempi brevi.

Con l’immagine delle zone terremotate sotto la neve negli occhi e nella testa, ho sognato un governo in cui invece delle madonnine renziane senza arte né parte e degli ex alfieri berlusconiani con qualche sciacquabicchieri di Confindustria, ci fosse gente più quadrata, più capace. Uno come Gino Strada, sono sicuro avrebbe saputo far meglio. O come Don Luigi Ciotti. O anche una con la tigna di Ilaria Cucchi. O Tomaso Montanari, quello che racconta l’arte in Tv. Sì perché uno che conosce l’arte conosce anche le persone, e conosce il Paese. Credo che Gino Strada e Montanari lo avrebbero saputo che negli Appennini d’inverno nevica…

Marco Lorenzoni

 

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