PROFUGHI E MIGRANTI, IL GOVERNATORE DELLA TOSCANA ROSSI: “IMPIEGHIAMOLI IN LAVORI UTILI”

PROFUGHI E MIGRANTI, IL GOVERNATORE DELLA TOSCANA ROSSI: “IMPIEGHIAMOLI IN LAVORI  UTILI”
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La vicenda della rivolta dei migranti nella struttura di Cona in  Veneto ha riaperto il dibattito su come gestire l’accoglienza. Salvini, il governatore veneto Zaia e altri si son subito lanciati nella battaglia per le espulsioni di massa. Dalla Toscana si leva invece una voce diversa. Ed è una voce autorevole essendo quella del governatore Enrico Rossi.

«Al ministro dell’Interno Marco Minniti chiediamo: ci metta in condizioni di obbligare a lavori utili le persone che arrivano nel nostro Paese: è avere poco rispetto tenerle a non far nulla per un anno e più» ha detto Rossi in una trasmissione Tv della Rai. Ricordando che “in Toscana da tempo è stata adottata l’idea di una accoglienza diffusa: «rimango strabiliato vedere 1400 persone a Cona tenute in una struttura militare a non far nulla dalla mattina alla sera, è evidente che questo è focolaio di tensioni. Sarebbe stato meglio – ha detto in polemica con il governatore del Veneto Luca Zaia – fare come noi in Toscana: invece che fare proclami contro le invasioni di stranieri, adoperarsi per una accoglienza diffusa».

Stavolta siamo d’accordo con Rossi. Poco prima di Natale pubblicammo su queste stesse colonne un articolo che riferiva di una discussione avvenuta in un negozio di barbiere a Chiusi, riguardo alla presenza di giovani di colore, davanti ai supermercati. Giovani “profughi” alloggiati in alcune strutture della Misericordia o altre associazioni che per sbarcare il lunario e raccattare qualche euro stanno lì nella speranza che i clienti lascio loro il “gettone” del carrello della spesa… “Sono troppi, sono invadenti e insistenti, a volte sono pure violenti”, diceva qualcuno portando ad esempio episodi poi rivelatisi del tutto infondati…

E anche in quella circostanza venne fuori il problema non solo di come accogliere i migranti e i profughi, ma anche di come fare per non lasciarli “a zonzo”. Qualche Comune  ha preso delle iniziative, affidando ad alcuni di quei giovani dei lavori socialmente utili… ma si è trattato di iniziative sporadiche, parziali, riguardanti un numero esiguo di persone, rispetto alla totalità di quelle ospitate nel territorio. A Chiusi, per esempio ne furono impiegati 12 su più di 30… E questo perché le nome vigenti non lo consentono. Non consentono di impiegare quei ragazzi in lavori di manutenzione, di assistenza, o di qualsiasi altro tipo.

Ed è quello che dice anche il presidente della Toscana Rossi. Chiaro che persone sbarcate da chissà dove, senza un soldo in tasca, senza alcuna prospettiva immediata,  lasciate a se stesse per tutta la giornata (salvo il momento del pasto e del riposo notturno) possano diventare un fattore di rischio, di possibili tensioni, di paura. Ed il rischio è anche per loro, visto il clima generale, l’incertezza e la paura indotte anche dagli attentati terroristici, dalle notizie sulle tensioni internazionali ecc…

Per questo motivo, una soluzione che impegni i migranti e i profughi ospiti di città e paesi, ci appare indispensabile. Per garantire una accoglienza che non sia solo una risposta di tipo militare agli sbarchi (chiederli in una sorta di campo di concentramento questo è),  per affermare i principi della Costituzione e anche per ragioni di mera umanità. Che è cosa diversa dalla carità, che allevia il problema ma non lo risolve.

Anche per loro, per i migranti e i profughi –  in molti casi si tratta di persone che sanno lavorare, che hanno studiato –  darsi da fare, dare una mano ai paesi e alle città che li accolgono, sarebbe, crediamo, un modo meno umiliante che gironzolare davanti ai supermercati…

Il ministro degli esteri Alfano  invece dice che «dobbiamo accelerare su espulsioni e rimpatri: sono al lavoro per concludere accordi che diminuiscano gli arrivi impedendo le partenze». In questo sembra più d’accordo con Salvini che con Rossi.

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