La forza di una ragazza debole: violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, tre arresti a Chiusi. Una città sotto shock

sabato 07th, gennaio 2017 / 13:25
La forza di una ragazza debole: violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, tre arresti a Chiusi. Una città sotto shock
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CHIUSI –  Brutta storia, tutt’altro che natalizia, tra le mura della città di Chiusi. Anzi le brutte storie sono due. Probabilmente intrecciate. Fatto sta che tre persone sono finite sotto inchiesta e agli arresti. Due in carcere e una ai domiciliari.

La prima storia narra di una ragazza (E.P. di 27 anni ma con la capacità cognitiva di una bambina di 12),  disabile con invalidità al 100%, avvicinata, adescata e costretta ad atti sessuali da un vicino di casa anch’egli con handicap fisico e dalla compagna, una maestra elementare entrambi di 57 anni. G.P. e N.S. le iniziali dei due conviventi coinvolti e arrestati. La donna è ai domiciliari.

I due facendo leva sulla debolezza psicologica della giovane, con piccoli regali e attenzioni e sul fatto di essere conosciuti e “amici” hanno evidentemente avuto buon gioco, finché la ragazza non ha raccontato ciò che le stava succedendo ad un’altra vicina di casa e alla sorella. La quale, senza indugio e con l’assenso dei familiari, ha denunciato tutto alla Polizia.

Le indagini durate un anno – era l’inizio del 2016 – hanno portato all’epilogo di questi giorni. La ragazza che soffre di problemi relazionali, per una infanzia difficilissima (prima dell’adozione in Italia,) ha rischiato di rinchiudersi in se stessa di nuovo, di perdere anche la limitata autonomia conquistata negli anni. Ma adesso si è come liberata da un peso indicibile. L’incubo è finito. Sta bene. Ha avuto la forza di parlarne. Di tirar fuori quel peso… Nella sua debolezza, ne esce più forte.

La sorella e i genitori, appena inquadrato il problema, si sono messi in mano agli inquirenti. Che hanno usato molta cautela, vista anche la vulnerabilità della vittima e la delicatezza dei “contorni” della vicenda.

Le indagini sono ancora in corso e le misure cautelari sono state emesse proprio per evitare l’inquinamento delle prove. Ma le testimonianze raccolte dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Chiusi sembrano sufficienti a ricostruire il quadro della vicenda. Ed è un quadro desolante. Forse legato ad altre “vulnerabilità”, alla ricerca di diversivi per alleviare una condizione di vita complicata, ma sempre aberranti e ingiustificati, proprio per la debolezza della persona oggetto delle attenzioni…

Una brutta storia, dicevamo, che si intreccia con un’altra. Probabilmente contigua. Ed è quella di un dipendente comunale (A.M.di 58 anni) che non solo avrebbe probabilmente partecipato o favorito in qualche modo gli incontri e l’adescamento della giovane disabile, ma avrebbe anche orchestrato un giro di prostituzione, con ragazze e casalinghe del posto e non solo del posto. Particolare ancora più “scabroso” il fatto che l’organizzazione e la gestione del giro di squillo sarebbe avvenuto negli uffici del Comune. Le cronache parlano addirittura di un certo via vai nei corridoi del municipio. Gente che andava e veniva per fissare appuntamenti o per mettersi a disposizione… Il dipendente comunale pare fornisse pure il luogo per gli incontri a luci rosse, trattenendosi per sé una percentuale delle somme pagate per le prestazioni. Anche in questo caso si tratterebbe di donne in condizioni economiche difficili o “emotivamente vulnerabili”. L’uomo sarà sottoposto oggi stesso all’interrogatorio di garanzia in carcere.

Il Comune, anche per le connessioni con il proprio apparato, è in subbuglio. Il Sindaco Bettollini ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Innanzitutto voglio dire che ho piena fiducia nella giustizia e che ho massimo rispetto per il lavoro della magistratura e della polizia. Si tratta di una vicenda molto delicata che tocca nel vivo tutta la nostra cittadina. Esprimo la mia vicinanza e solidarietà alla ragazza che è stata vittima di abusi e alla sua famiglia. Ho appreso dalla stampa degli addebiti relativi al nostro dipendente comunale e anche delle contestazioni mosse ad una insegnante di Chiusi.
Considerata la delicatezza della situazione, confido nella rapidità dell’iter giudiziario e resto in attesa di risposte ufficiali in merito alle responsabilità. Come Amministrazione Comunale attueremo ogni provvedimento che si renda opportuno, necessario e conseguente”.

Per il dipendente coinvolto, potrebbe scattare la sospensione e anche il licenziamento.

Naturalmente tutta la città di Chiusi è scossa. Scossa la comunità scolastica per la presenza tra gli arrestati di una maestra in attività. Sono storie tristi, oltre che scabrose. Quando non le senti al Tg, ma te le ritrovi nel vicolo del tuo paese, fanno un effetto diverso. Naturalmente nessuno è colpevole, fino a prova contraria.

m.l.

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