I 5 STELLE, L’INFORMAZIONE E IL CODICE ETICO: IO NON MI ISCRIVEREI MAI AD UN MOVIMENTO GESTITO DA UNA SRL

giovedì 05th, gennaio 2017 / 16:54
I 5 STELLE, L’INFORMAZIONE E IL CODICE ETICO: IO NON MI ISCRIVEREI MAI AD UN MOVIMENTO GESTITO DA UNA SRL
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Io non sono un fan di Beppe Grillo né del movimento 5 Stelle. Non mi convincono il linguaggio, certe parole d’ordine e men che meno i metodi di selezione dei gruppi dirigenti. Ma riconosco che i 5 Stelle alcuni meriti li hanno E li hanno avuti. Per esempio hanno contribuito a mettere alla berlina un sistema di potere trasversale e consociativo, hanno recuperato alla politica persone, in buona parte giovani, che altrimenti ne sarebbero rimaste lontane. Pur facendo spesso leva su atteggiamenti e slogan populisti, hanno raccolto, incanalato e mantenuto una certa rabbia sociale e la protesta politica su binari civili e democratici, evitando che l’una e l’altra potessero sfociare in soluzioni di tipo diverso, magari di tipo lepenista, fascistoidi, xenofobe e razziste, come è successo e sta succedendo in diversi paesi d’Europa. Si pensi all’Ucraina, ma anche all’Austria, all’Olanda, alla Danimarca, al  Vlaams Blok fiammingo, ad Alba Dorata in Grecia…

I 5 Stelle in Italia, seppur non immuni da suggestioni destrorse, non sono la Lega di Salvini, né il partito di Giorgia Meloni e La Russa.

Non mi è piaciuto il modo con il quale Virginia Raggi, per esempio, ottenne la candidatura a sindaco di Roma, ma ho sperato, dopo la sua vittoria al ballottaggio, in una stagione nuova per la Capitale, in una ventata di freschezza, al di là della presa di distanze dal sistema precedente. Non mi ha certo stupito l’attenzione quasi morbosa e l’attacco mediatico concentrico sulla nuova giunta capitolina. C’era da aspettarselo che avesse tutti contro…

A Roma però i 5 Stelle hanno fatto un disastro sopra un altro. Si sono dimostrati non solo inadeguati al governo di una realtà complessa come quella (nessuno nasce imparato, il noviziato era da mettere in conto), ma anche non esenti o immuni dalle logiche precedenti, si sono incartati da soli in una faida interna interminabile, tra ricatti, vendette, denunce, dimissioni, marce indietro ecc. Un pantano, insomma. E per uscirne, il capo in testa, il lider maximo, colui che detta la linea e al quale tutti si allineano senza discutere, mai,  cosa fa? Si inventa una serie di diversivi, per pararsi il culo in caso di coinvolgimento della sindaca Raggi in qualche affair giudiziario (cosa che è nell’aria) e per stare 24 ore su 24 sull’onda mediatica e costringere tutti (media, partiti, deputati e senatori) a parlare di ciò che vuole lui e non di ciò che succede… E’ un geniaccio della comunicazione Grillo, sa come si fa.

I diversivi però hanno la faccia un po’ così, e lui che è di Genova dovrebbe saperlo che con la faccia un po’ così, si va poco lontano.

Il codice etico, per esempio: tutti parlano della svolta “garantista” del Movimento, che dopo aver gridato per anni “onestà, onestà” e aver chiesto le dimissioni di sindaci, deputati, assessori al minino sospetto, ora dice che un avviso di garanzia non è di per sé un elemento di gravità… e i fatti vanno valutati caso per caso. E ci voleva tanto? l’avviso di garanzia è un atto a tutela dell’indagato, è semplicemente una comunicazione che la Procura invia ad una persona per informarla che sono in corso indagini che la riguardano… Non è una condanna. Era sbagliato l’atteggiamento di prima. E adesso anche i 5 Stelle scoprono che non tutti i reati sono uguali e che una cosa è l’abuso di ufficio, altra cosa la corruzione, l’associazione a delinquere, la truffa ecc… Benvenuti tra i comuni mortali, verrebbe da commentare. Più che una svolta sembra il riconoscimento di una banalità. Tardivo per di più. Ma comunque ben accetto. Un segnale di crescita…

Però non è che avere un codice etico sia di per sè garanzia di correttezza, moralità, onestà, e condotta pulita… Anche il Pd ha un suo codice etico, eppure di indagati, denunciati, condannati tra le proprie fila ne conta a decine. Poi il Codice etico dei 5 Stelle è stato approvato con consultazione e votazione on line, da circa 40 mila militanti. Per un movimento che aspira a governare il paese e che già governa la Capitale con 3 milioni di abitanti, 40 mila votanti non sono un campione molto robusto. Sono l’equivalente degli abitanti di Foligno. La forza della rete in questo caso sembra piuttosto una debolezza.

L’impalcatura scricchiola. A che serve un codice etico, se  il Movimento 5 Stelle fa firmare ai propri eletti un “contratto” con la Casaleggio & Associati che li impegna al rispetto della linea del movimento, prevedendo in caso contrario anche penali pecuniarie?

Anche Virgina Raggi ha firmato un contratto del genere e il 13 gennaio il Tribunale di Roma dovrà pronunciarsi sulla questione e stabilire se quel contratto violi o meno le norme della Costituzione e lo stesso regolamento del Comune di Roma… Il sindaco il “contratto” lo stipula con gli elettori nel momento in cui viene eletto, e ad essi risponde. Non può rispondere ad una Srl… Berlusconi veniva accusato di aver creato un partito-azienda, nel quale non si son mai fatti congressi. Qui siamo addirittura oltre, siamo all’azienda-partito. Che è un po’ diverso.

Questo aspetto getta una luce sinistra (si fa per dire sinistra, piuttosto destra diciamo) sui metodi di selezione del personale dirigente, sulla formazione delle candidature, sui chi siano i referenti veri di sindaci, parlamentari ecc nei 5 Stelle.  E  torna in ballo anche nel citato Codice Etico del movimento, nel quale viene messo nero su bianco l’obbligo per gli eletti di “informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato”.

Quindi anche in caso di ricevimento di un avviso di garanzia, l’eletto 5 Stelle deve informare “immediatamente e senza indugio” non il portavoce del partito/movimento o un organo dirigente, ma “il gestore del sito” cioè la solita Srl…

Ma che paese sarebbe un paese diretto e governato dai 5 Stelle? Questa roba ricorda 1984 di Orwell; ricorda  Fahrenheit 451, il romanzo di Ray Bradbury (o l’omonimo film di Truffault).

La stessa proposta lanciata dal solito onnipresente Beppe Grillo di istituire una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media, cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali, per evitare la diffusione di “bufale” mediatiche e di “post verità” ad uso e vantaggio del potere, mi pare che vada nella medesima direzione.

I giornali la giuria popolare ce l’hanno già, da sempre. Sono i lettori che possono scegliere. Possono comprare e non comprare questo o quel giornale. Per i Tg e i talk show c’è il telecomando. Se non ti aggrada puoi cambiare canale. E la giuria popolare fatta dai lettori è spietata: se una testata non piace, non vende e non trova pubblicità; se non vende e non trova pubblicità chiude. Per la tv è lo stesso discorso.

Chi deciderebbe poi la composizione di tale giuria popolare? la solita Srl attraverso una consultazione on line sul solito blog, che ci farebbe sopra anche qualche soldo? O chi altri?

Grillo sa come funziona l’informazione, è una volpe, ma a volte davvero sembra che cerchi solo dei diversivi… perché uno normale certe cose nemmeno le può pensare. E allora i diversivi puzzano. Mi stupisce il silenzio di tanti amici con un passato a sinistra e che si sono avvicinati ai 5 stelle. Possono digerire tranquillamente cose di questo genere?

Mi viene in mente una famosissima battuta di Groucho Marx (che non c’entra niente con Karl): “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me”. Ecco, io non mi iscriverei mai ad un partito o movimento gestito da una Srl.

Si può dire o anche questo fa parte dell’attacco mediatico ai 5 Stelle?

Marco Lorenzoni

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