Giorno della Memoria: ha ancora senso ricordare? Una piece francese per gli Arrischianti di Sarteano

giovedì 19th, gennaio 2017 / 12:17
Giorno della Memoria: ha ancora senso ricordare? Una piece francese per gli Arrischianti di Sarteano
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ANTEPRIMA NAZIONALE IL 27, 28 E 29 GENNAIO. REGIA DI LAURA FATINI. SUL PALCO, TRA GLI ALTRI, STORELLI E POLIZIANI

SARTEANO – Il 27 gennaio, in occasione del Giorno della memoria andrà in scena al Teatro Comunale degli Arrischianti di Sarteano, i e in replica nei giorni seguenti lo spettacolo “Dall’inferno alla luna” del drammaturgo francese Jean-Pierre Thiercelin, per la regia di Laura Fatini.

L’incontro dei due artisti, avvenuto 3 anni fa a Perugia, si concretizza quest’anno nell’anteprima nazionale a Sarteano dell’opera di Thiercelin: “nonostante la differenza di età, e di esperienza, ci siamo subito trovati a parlare una lingua comune, quella del teatro”- commenta la Fatini.

Jean-Pierre Thiercelin è un attore e drammaturgo francese molto conosciuto Oltralpe, dove le sue piéce per la radio sono trasmesse sulle frequenze nazionali;  nel testo che verrà messo in scena dalla Compagnia Teatro Arrischianti affronta, in maniera diretta, con humor e accenti grotteschi, il problema della trasmissione della memoria dell’indicibile: l’Olocausto.

In “Dall’inferno alla luna” infatti Thiercelin si chiede quale sia il valore delle commemorazioni storiche e delle cerimonie in occasione del Giorno della Memoria, e di come rendere vivo e reale il ricordo di quello che un’intera generazione europea ha vissuto e ormai quasi non ricorda più (o rinnega).

Quando ormai i testimoni diretti cominciano a mancare, ha senso parlare di campi di concentramento?

Nello spettacolo si confrontano con queste tematiche la generazione dei deportati e quella dei loro figli, e alla fine, dei loro nipoti, il tutto intorno ad una vicenda che ha dell’incredibile: quella del Barone von Braun, scienziato nazista che dirigeva le operazioni di ricerca presso il campo di concentramento di Dora-Mittlebau, dove si realizzavano i missili V1 e V2.

Quello stesso von Braun che fu naturalizzato americano, una volta finita la guerra, e che collaborò, proprio grazie a quanto realizzato nell’inferno di Dora, alla realizzazione del sogno dell’uomo: lo sbarco sulla luna. Lo stesso von Braun che possiamo vedere in immagini di repertorio a fianco di John Fitzgerald Kennedy, o sulla copertina di Time con l’appellativo di Missileman Braun.foto arrischianti

“Le opere di Thiercelin riescono a raccontare in maniera poetica e a volte comica le terribili vicende degli internati e dei deportati. Il mezzo teatrale – – prosegue Laura Fatini- si presta bene ad evocare nel pubblico emozioni contrastanti e a far pensare ridendo amaramente. A più di 70 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz questo è, secondo me, l’unico modo per far sì che la memoria non si perda.” Gli attori sono Francesco Storelli, Gianni Poliziani, Calogero Dimino, Pierangelo Margheriti, Maria Pina Ruiu e Giulia Peruzzi.  Dopo la prima del 27, le repliche sono previste sabato 28 alle ore 21,00 e domenica 29 ale ore 17,30 (info e prenotazioni prenotazioni@arrischianti.it 393.5225730, biglietto 10 euro).

Le opere di Thiercelin sono state tradotte dal francese da Gianni Poli per la casa editrice Morlacchi di Perugia: il libro, e lo spettacolo, saranno presentati da Laura Fatini e Vincenzo Sorrentino (autore dell’introduzione alle opere in italiano di Thiercelin) Sabato 28 Gennaio alle ore 17.30 presso la sala mostre di Sarteano.

Sarà questa l’occasione, più unica che rara, di poter parlare con l’autore del testo, Jean-Pierre Thiercelin, che verrà dalla Francia per assistere al debutto della compagnia, che si presenterà poco dopo in scena con gli interpreti.Belgrado

Un bell’impegno per la regista sarteanese, che sempre più spesso si confronta con testi contemporanei e autori internazionali.

E per Storelli & c. il Giorno della Memoria è un appuntamento consolidato con il palcoscenico. Un modo anche questo per ribadire che mantenere viva la memoria fa bene alla salute. E anche alla democrazia.

Le immagini che arrivano dalla Serbia e dai confini balcanici, con i migranti e profughi in fila, in mezzo alla neve, in condizioni disumane, somigliano molto, troppo, alle immagini dei lager di Auschwiz, Treblinka e Dachau. Meglio tenerla allenata la memoria. Meno male che c’è chi lo fa come Laura Fatini e gli Arrischianti.

 

 

 

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