CHIUSI E PONTICELLI, L’INQUINAMENTO DA NICHEL C’E’ ANCORA? I COMUNI FACCIANO CHIAREZZA

martedì 10th, gennaio 2017 / 11:50
CHIUSI E PONTICELLI, L’INQUINAMENTO DA NICHEL C’E’ ANCORA? I COMUNI FACCIANO CHIAREZZA
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CHIUSI – Ieri sera in tv su La7, davano un film americano del 2000: “Erin Brockovich” di Steven Soderberg, con una prorompente e cazzutissima Julia Roberts. Non è la prima volta che passa in Tv, ma è un film che vale. Julia Roberts ci vinse l’Oscar. Sola, con tre bambini da crescere e due matrimoni falliti alle spalle, disperata e senza un lavoro Erin riesce a farsi assumere come segretaria precaria in uno studio legale. Durante l’archiviazione di alcune vecchie pratiche, scopre casualmente dei referti medici contenuti in un fascicolo relativo ad alcune proprietà immobiliari. Incuriosita, la ragazza le legge e scopre che si tratta di un clamoroso insabbiamento di un caso di inquinamento. Per la precisione la contaminazione e l’avvelenamento della falda acquifera della cittadina di Hinkley in California, con conseguente scia di malattie e tumori nella popolazione del luogo… Appoggiata dallo studio, Erin raccoglie testimonianze e denunce da parte di più di 600 abitanti e riesce a portare in Tribunale la multinazionale Pacific Gas and Electric Company, colpevole della contaminazione e dell’insabbiamento, facendola condannare ad un risarcimento per svariati milioni di dollari alle famiglie colpite dalle malattie…

E’ una storia vera. Una storia vera che ricorda e richiama quanto successo anche dalle nostre parti con le ceneri di Fabro e Tavernelle, con le Procure che dopo 30 anni riaprono i fascicoli e tornano ad indagare su quel fiume di scorie e di denaro che invase la Valnestore e l’alto orvietano, dove sulle ceneri della centrale Enel di La Spezia il cui smaltimento veniva pagato a peso d’oro, si costruirono zone produttive, campi sportivi, piscine, strade. Con molti dubbi sulla innocuità di quel materiale e soprattutto sul fatto se in mezzo a quel materiale inerte non fossero stati interrati anche rifiuti di altro genere. Anche nella zona di Fabro e Tavernelle sono risultate contaminate falde acquifere e terreni e anche l’incidenza di malattie e tumori sembra essere superiore alla media. Ed è su questo che ancora si indaga…

Ma il film Erin Brockovich richiama anche la vicenda dell’inquinamento da nichel della falda acquifera e i canali superficiali del fondovalle, tra la zona industriale di Chiusi Scalo e la frazione pievese di Ponticelli. Una vicenda della quale si parlò molto tra il 2013 e il 2015, ma sulla quale è calata poi una coltre di silenzio. La notizia dell’inquinamento della falda fu data da questa testata nell’autunno 2013, in seguito ad alcune rilevazioni fatte dall’Arpat nell’area dell’ex Centro Carni. Poi sorse un comitato che raccolse dati, testimonianze, fece fare analisi alle acque e presentò un esposto alla Procura e ad altre autorità (febbraio 2014). Esattamente due anni fa, il 16 gennaio 2015 Primapagina organizzò una conferenza pubblica sul tema, introducendo anche l’argomento dei casi di tumore e malattie rare rilevati con una frequenza e concentrazione sospetta, nel quartiere delle Biffe di Chiusi Scalo e a Ponticelli, gli agglomerati urbani più vicini o comunque interessati dalla falda inquinata. A quell’iniziativa partecipò anche l’amministrazione comunale di Chiusi e l’allora vicesindaco Gianluca Sonnini spiegò lo stato degli atti dal punto di vista istituzionale. E confermò, come aveva fatto anche in Consiglio Comunale, la denuncia penale presentata dal Comune nei confronti di una azienda (la Nigi Agricoltura Srl) e del Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, in quanto responsabili di uno “sversamento” di materiale di risulta da macellazione di animali che si trovava stoccato, per conto del ministero appunto, in un capannone della suddetta società, in area contigua al Centro Carni.

Secondo il Comune, dopo varie verifiche, era stato quello sversamento la causa dell’inquinamento da nichel. La denuncia è dell’autunno 2014. Ad oggi però nessuno sa come sia andata a finire. Le opposizioni che avevano seguito la questione, nel frattempo sono cambiate. Quelle attuali (Possiamo e 5 Stelle) che pure nella campagna elettorale della primavera scorsa si erano impegnate a fare chiarezza sul tema e a riprendere l’argomento dell’inquinamento e della possibile incidenza sulla salute dei cittadini, ad oggi non lo hanno fatto. E della vicenda nichel non si è più parlato. Nessuno sa più come stanno le cose. Non si sa insomma se l’inquinamento c’è ancora, se la denuncia del Comune ha fatto qualche passo avanti o si è fermata lì; se l’Amministrazione comunale, che nel frattempo ha avviato la demolizione del Centro Carni, ha preso altre iniziative o fatto ulteriori verifiche; se l’Arpat ha continuato a fare controlli periodici ai piezometri dell’ex centro carni e che risultati hanno dato…

Quindi, così come avevamo cominciato, sull’argomento ci torniamo noi. E chiediamo al sindaco di Chiusi Juri Bettollini, che in altre circostanze si è mostrato disponibile ad ascoltare e a rispondere alle sollecitazioni, di fare il punto della situazione, informando la popolazione sull’iter della denuncia presentata dal Comune e facendo chiarezza sul livello di inquinamento della falda e dei canali superficiali nella zona industriale. E la stessa cosa la chiediamo al sindaco di Città della Pieve Fausto Scricciolo, per quanto riguarda Ponticelli che si trova a valle, quindi potenzialmente a rischio.

Il nichel non è il cromo esavalente del caso citato nel film con Julia Roberts, ma come Erin Brockovich crediamo che sia necessario avere comunque la certezza di ciò che è successo, delle responsabilità e soprattutto che il danno è tamponato o sotto controllo. L’impressione che il tasso di malattie rare e tumori nella zona delle Biffe e a Ponticelli sia un po’ più alta delle media noi ce l’abbiamo ancora, come nel 2014 e 2015. Anche su questo crediamo sia necessario fare maggiore chiarezza da parte delle autorità competenti. Ma, come nel film, sarebbe opportuno e importante che le famiglie che hanno avuto o hanno a che fare con casi clinici particolari  e sospetti li segnalassero.

Marco Lorenzoni

 

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