Chiusi, muore Luigi Marchettini il number one del mattone negli anni del boom

Chiusi, muore Luigi Marchettini il number one del mattone negli anni del boom
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FU ANCHE PRESIDENTE DELLA SQUADRA DI CALCIO BIANCOROSSA

CHIUSI – Si è spento questa mattina Luigi Marchettini. Una figura che ha segnato la storia recente della città. Aveva 86 anni e da tempo non stava bene. A Chiusi, Marchettini era molto conosciuto, per essere stato il presidente della locale squadra di calcio negli anni ’80-90 , ma soprattutto per la sua attività di costruttore edile. Arrivato dalla vicina Umbria alla fine degli anni ’50, contribuì con la propria impresa e con altri costruttori (Nardelli e Moretti su tutti) alla grande crescita edilizia di Chiusi Scalo nel periodo del boom economico e nel decennio successivo. Gran parte dei “condomini” di Chiusi Scalo costruiti tra il 1960 e il 1980 li ha realizzati Marchettini. In quegli anni Chiusi Scalo visse una espansione notevole, in altezza e in larghezza. Una crescita non proprio ordinata, ma sicuramente segnale inequivocabile di una altrettanto tumultuosa crescita sociale e demografica della città.

I contadini, gli ex mezzadri che lasciavano le campagne per venire a lavorare nel centro urbano trovarono negli appartamenti condominiali che l’impresa Marchettini & Seghini realizzava a ritmo vertiginoso, una risposta, spesso a costi e condizioni sostenibili. Case un po’ ovunque, ma anche casa per tutti. Questo sembrava essere il suo motto. All’epoca fu una strategia vincente.

Chiusi Scalo cambiò completamente il suo volto in quel periodo e da cittadina nata e disegnata originariamente in stile elegante e razionalista (si pensi agli edifici del centro: via Cassia Aurelia, via Leonardo da Vinci, via Buonarroti) diventò una sorta di piccola città esplosa, dove i palazzoni di 4, 5, 6 piani, prendevano via via il posto dei campi, come nella via Gluk di Celentano.

L’impresa Marchettini si espanse anch’essa, diventò, come altre, una specie di holding immobiliare e ampliò i propri orizzonti.

E tra mattone e sport Luigi Marchettini è stato senza dubbio un protagonista di prima fila nel bene e nel male (il bene di una crescita economica visibile e benefica e il male di uno sviluppo caotico, non regolato, forse addiritura gonfiato da aspettative fasulle e fuori scala…)  di una stagione piuttosto lunga a Chiusi e dintorni. Politicamente non si è mai esposto più di tanto, diciamo che è sempre stato governativo. Come lo sono sempre stati e lo sono tuttora tutti i cosruttori.

Contribuì, come abbiamo già detto, anche alla rinascita e al rafforzamento della squadra di calcio che dopo anni bui tornò, con la sua presidenza e grazie al sodalizio con Fabio Frullini, a calcare palcoscenici più consoni, quali la Promozione e l’Eccellenza.

Sport e mattone, dicevamo: e forse non è un caso se i figli sono uno (Giannetto) nei vertici della Confindustria e l’altro (Massimo) attivo da anni nella pallavolo, prima come giocatore e poi come allenatore e grande trascinatore della sua contrada da coach della formazione di Palla al Bracciale.

Con Luigi Marchettini scompare dunque una figura significativa, un attore importante della storia locale degli ultimi 50 anni. Un self made man che ha avuto successo. Uno di quelli che partiti con una cazzuola e un pennello riuscirono a diventare imprenditori con decine e decine di dipendenti… Oggi non sarebbe ugualmente possibile. Con la crisi economica dilagante che non ha certo risparmiato l’edilizia e con l’avanzare della malattia anche lui si è ritirato in disparte. Quel mondo che vide nascere e crescere imprese come quella di Marchettini non esiste più. E gli eredi fanno altro, rispetto all’impresa originaria. Ma Chiusi e soprattutto Chiusi Scalo (ma anche Sarteano, Castiglione del Lago, Po’ Bandino…) la firma Marchettini la portano addosso ed è una firma un po’ sbiadita, ma ancora chiaramente leggibile.

I funerali si terranno venerdì 27 gennaio alle 14,30, presso la Chiesa di Santa Maria della Pace a Chiusi Scalo.

m.l.

Nella foto: il centro residenziale-direzionale-commerciale in piazza XXVI giugno a Chiusi Scalo, una delle realizzazioni firmate Marchettini degli anni ’80.

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