Unione dei Comuni del Trasimeno: definire gli obiettivi di un progetto non basta

martedì 13th, dicembre 2016 / 17:34
Unione dei Comuni del Trasimeno: definire gli obiettivi di un progetto non basta
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L’Unione Comuni del Trasimeno è un realtà istituzionale con risorse culturali evidenti. Come sfruttarle e in quale direzione è un progetto ancora lontano.

Sabato 10 Dicembre scorso nel teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve i rappresentanti istituzionali della neonata Città del Trasimeno, con gradita partecipazione di alcuni, pochi, quasi nessun cittadino, hanno discusso l’iniziativa “Patrimoni Culturali per il futuro del Trasimeno”.

Presenti in sala i sindaci degli otto Comuni (Città della Pieve, Panicale, Paciano, Castiglione del Lago, Passignano,e Tuoro, Piegaro e Magione), la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il direttore della scuola di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università degli Studi di Perugia, Giovanni Pizza, la presidente della commissione Cultura e Istruzione al Parlamento Europeo onorevole Silvia Costa e Brunello Cucinelli, testimonial dell’Unione.

A turno, sindaci e assessori hanno evidenziato le aree di intervento individuate nei propri Comuni in merito agli obiettivi che l’Unione si propone di realizzare: valorizzazione del  territorio e della cultura, tutela del paesaggio, sviluppo della piccola e media impresa, sviluppo del turismo.

Dalla carrellata sono emerse alcune volontà comuni: una politica urbanistica che non sfregi l’ambiente; l’adozione di un piano del colore uniforme e distintivo della Città del Trasimeno; lo sviluppo del turismo come risorsa economica; il miglioramento della rete dei trasporti che sarebbe anche ora perché quella esistente non solo è risicata ma patisce pure le alternanze funzionali di giorni feriali e festivi.

Poi  varie idee, alcune più ambiziose di altre come la candidatura per diventare sito patrimonio dell’Unesco lanciata dal sindaco di Castiglione del Lago, Sergio Batino. La Città del Trasimeno non è ancora una realtà di fatto ma già si pensa in grande.

Dunque sì, in verità di progetti con obiettivi simili, negli ultimi anni, ne sono sfilati parecchi. Gli accoppiamenti linguistici con i termini di “sviluppo” e “rivalutazione” – del territorio, economico, culturale, del turismo- sono volate, copiose e invitanti, da un progetto all’altro. Tuttavia, sono rimasti soggetti linguistici in cerca di realizzazione pratica. Molto fumo e poco arrosto, pe’ capisse.

La sensazione è che ai vari “progetti” manchi…un progetto. Un esempio? Si parla di sviluppo del turismo. Assai se ne parla ma non si sa che tipo di turismo si vorrebbe attirare: di massa, di lusso, di nicchia; straniero, nazionale, europeo, oltre-oceanico.  L’individuazione di un target definisce competenze, strutture e risorse necessarie, permette di realizzare un preventivo e di stimare i tempi di attuazione a breve e largo raggio. Permette, insomma, di lavorare concretamente.

Lo ha capito bene il sindaco di Paciano Riccardo Bardelli che nella sua esposizione ha reso nota la scelta di  un turismo di nicchia, nello specifico il Turismo Verde, amante delle attività all’aperto come trekking, equitazione, biking. Di qui la richiesta di Bardelli di strutture preposte allo scopo: percorsi, maneggi, strutture ricettive all’altezza , ma anche promozione unitaria dei prodotti tipici dell’area: vino, olio e fagiolina, e la possibilità di migliorare la qualità di sagre ed eventi che, afferma il sindaco Bardelli, sono molto apprezzati ma“scontano le difficoltà della fase economica in cui viviamo”.

Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli

Lo sa molto bene Brunello Cucinelli che ha sottolineato il problema degli insetti che infestano il lago, un deterrente per l’affluenza turistica. Può essere un bel Trasimeno con tanto potenziale, ma una cena  a base di persico e moscerini non è glamour. Pragmatico, Cucinelli ha proposto una ricerca universitaria per analizzare flora e fauna del lago e individuare,se possibile, una soluzione.  E “se non c’è pazienza. Ce li terremo” ha concluso.

Certo, si obietterà che: ecco, il solito scetticismo. L’Unione è ancora in embrione, i 15 milioni stanziati dalla Regione Umbria ancora non ci sono e, dice la presidente Catiuscia Marini, non sono neanche tanti. Insomma, un po’ di pazienza… si stanno ancora presentando e valutando idee, diamo tempo al tempo….

Eh carini, il fatto è che tutto questo tempo non c’è più, e la pazienza è ai minimi termini. Abbiamo esaurito anche i Time Out. L’Umbria è bella che più bella non ce n’è ma l’Istat ci fa sapere che il rischio di povertà della regione è aumentato. “Scontiamo una debolezza della struttura produttiva e una scarsa capacità innovativa”, afferma Mario Bravi, segretario di Cgil Umbria.

Senza scomodare l’Istat, a Città della Pieve, tre attività commerciali sono in via di chiusura. “Maledetti Toscani”, aperto poco tempo fa in Corso Vannucci, ha già chiuso i battenti. Si vocifera che altre attività,  fresche di apertura, stiano andando nella stessa direzione.

Facciamoli i progetti. Ma definiamo il Cosa, il Come e il Dove vogliamo andare con precisione.

Elda Cannarsa

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