STEFANO SCARAMELLI E LE TENTAZIONI DI UN “RAGAZZO DI CAMPAGNA”

giovedì 29th, dicembre 2016 / 12:23
STEFANO SCARAMELLI E LE TENTAZIONI DI UN “RAGAZZO DI CAMPAGNA”
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CHIUSI – Il “ragazzo di campagna” Stefano Scaramelli ha annunciato che non si candiderà a sindaco di Siena. Già qualche settimana fa una sua possibile candidatura per la guida della città del Palio, era stata bocciata e stoppata dall’ex sindaco e probabile candidato Pierluigi Piccini, proprio con l’argomento forte che “Scaramelli ha lo stesso problema di Ceccuzzi, viene dalla campagna.” Non usò il termine contado, Piccini, che forse sarebbe stato più appropriato per rendere l’idea che a Siena il sindaco deve essere uno che vive dentro le mura… Per un certo periodo, un lungo periodo, per fare il sindaco di Siena dovevi essere anche massone. E infatti nonostante il partito dominante fosse il Pci, i sindaci erano quasi sempre socialisti. E non a caso l’attuale Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia è un senese (Stefano Bisi, già direttore del Corriere di Siena e con un passato nel Psi pure lui).

Scaramelli, dicevamo non correrà alle prossime comunali senesi. Ma ancora una volta, in una intervista ad un quotidiano, boccia il sindaco attuale Valentini, la gestione del Pd cittadino e pure quella delle Scotte, dato che lui adesso è Presidente della Commissione Sanità in Regione, quindi quello è il suo pane quotidiano…

Per la verità il giovane Scara non è nuovo a sparate del genere. Ciclicamente le fa. E’ quasi un orologio in questo. La prima volta che sparò sulla “casta di Siena e del Pd senese” lo fece a Città della Pieve, in occasione di Cronache Italiane, il forum nazionale della stampa locale e autogestita, organizzato da Primapagina. Era l’ottobre del 2011 e Scaramelli era da poco diventato sindaco di Chiusi. Non aveva ancora abbracciato la causa renziana, ma già sgomitava contro Ceccuzzi & C.

Poi, via via si è ripetuto più volte, anche in relazione alla crisi Montepaschi, di cui è dipendente in aspettativa, come del resto Valentini. Piccini è in pensione.

E ogni volta il giovane Scara, “ragazzo di campagna”, ma ambizioso, lo ha fatto con gli stessi argomenti: rottamazione dei vecchi arnesi, più spazio ai giovani e alle nuove leve (meglio se renziane, naturalmente), la parola meritocrazia ripetuta come un mantra, salvo poi piazzare ovunque i fedelissimi più che i migliori… “Noi-non-siamo-come-loro” è stato lo slogan che ha usato nella campagna elettorale per le regionali, nella quale ottenne 15 mila preferenze, risultando il secondo degli eletti del Pd…E quel ‘loro’ era riferito ai vari Bezzini (candidato ed eletto nella stessa lista), Ceccuzzi, Valentini, Spinelli, Starnini, Cenni e compagnia cantante. La vecchia guardia insomma…

Nella citata intervista, Scaramelli, pur declinando l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Siena non esclude di tentare un salto ancora più impegnativo e clamoroso. Passata in cavalleria la possibilità di andare a fare il senatore come consigliere regionale designato (la riforma della Costituzione non è passata al referendum), ecco che l’ambizioso ragazzo di campagna guarda al 2020 e ad una candidatura a presidente della Regione… Lo dice senza alcuna titubanza. Come fosse una cosa del tutto normale, una sorta di approdo naturale. Prima però ci sarà il Congresso Nazionale del Pd e la resa dei conti tra i renziani e la minoranza Dem. L’attuale governatore della Toscana Rossi potrebbe essere uno dei candidati alla leadership del partito in alternativa a Renzi. Scaramelli oltre che ambizioso si è mostrato spesso anche impaziente. Ce la farà ad aspettare il 2020? Sta’ a vedere che ce lo ritroviamo pure in corsa per la guida del Pd. Bomba o non bomba arriveremo a Roma…

m.l.

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