Siena: attiva da duecento anni, un’antica bottega di Calderai rischia oggi di chiudere

venerdì 30th, dicembre 2016 / 12:52
Siena: attiva da duecento anni, un’antica bottega di Calderai rischia oggi di chiudere
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L’antica Bottega ‘Brocchi 1815’ di Siena potrebbe chiudere a breve dopo duecento anni di attività. Ne parliamo con Laura, erede della famiglia Brocchi

A due passi da Piazza del Campo a Siena, c’è ‘Brocchi 1815’, una bottega di Calderai, antica definizione attribuita agli artigiani che lavoravano i metalli, in particolare il rame.  Sta lì dal 1815. E dal 1815 ci lavora la famiglia Brocchi, tramandando l’arte della lavorazione dei metalli di padre in figlio.

Laura Brocchi, Epoche in Passerella 2016, Città della Pieve

Laura Brocchi, Epoche in Passerella 2016, Città della Pieve

Insieme al fratello Alessandro, Laura Brocchi è l’attuale discendente della famiglia. La sua specializzazione è la tecnica a sbalzo mentre Alessandro si dedica alla lavorazione del ferro battuto. Laura collabora con la bottega eseguendo lavori su commissione. Quando e se arrivano. In un mondo in cui le grandi firme dell’arredamento sono Ikea e Dalani, le richieste sono poche.

A Città della Pieve, in occasione di Epoche in Passerella, dove ha esposto alcuni dei suoi lavori, che cura dal disegno all’opera finita, Laura confessa che le cose non vanno tanto bene, che la bottega è a rischio di chiusura. Non è l’unica a barcamenarsi, continua, a Siena c’è il deserto. Sono già tanti quelli che hanno chiuso, altri sono in procinto.

Eppure “Brocchi 1815” è un rarissimo esempio in Italia di bottega artigianale dell’800 con un patrimonio di arnesi d’epoca tuttora funzionanti. Come è possibile che rischi la chiusura? La pressione fiscale (circa 60%) è insostenibile, nota Laura. Amministrazioni, Istituzioni e Confederazioni sono sorde a qualunque richiamo. Fosse anche solo di visibilità. Niente attenzione, incentivi, interventi, progetti. Nemmeno chiacchiere, che almeno dalle parti umbre si sprecano. Nessuna volontà di evitare la fine. Il Nulla più assoluto.

Il silenzio stupisce anche in merito alla località. Siena è una delle cinque città d’arte più visitate d’Italia. Data l’affluenza turistica, l’artigianato dovrebbe scoppiare di salute. Artigianato significa opera unica, simbolo di un’identità sfuggita alla globalizzazione, introvabile su Amazon. Una goduria per i turisti, soprattutto stranieri, che in Italia, anche nello shopping, cercano unicità e autenticità, perchè Italia è sinonimo di bello.

Corona elfica. Laura Brocchi

Corona elfica. Laura Brocchi

Per gli stranieri. Noi italiani siamo diseducati al bello, dice Laura. E sfonda una porta aperta. Qua di bellezza ce n’è a bizzeffe. Quello che scarseggia sono gli umani in grado di vederla, riconoscerla, capirne il significato, conoscerne la storia, e professionisti che sappiano metterla a frutto, se proprio la vogliamo dire tutta. A fare tendenza oggi sono la bruttura passata per moda, la volgarità spacciata per trasgressione, la maleducazione sfoderata come modernità. In altre parole, le diverse forme di un anti-estetismo socio-culturale. La vedo dura.

E non solo io. O Laura. Di artigiani che emigrano ce ne sono parecchi. Scelgono la Romania, uno degli stati più vantaggiosi in cui esercitare la loro professione. Curioso,vero?  Tanto rumore per gli immigrati che ommadonna l’invasione, e nel frattempo, di soppiatto, c’è un fenomeno emigratorio che non riguarda solo i benedetti cervelli. Una vera e propria fuga delle mani, nel silenzio di Istituzioni, Amministrazioni ,Associazioni, Confederazioni, Media. Tranne LA7, di cui segnaliamo il servizio. Aldilà del discorso sull’unicità e la bellezza insite nel concetto di artigianato, inutile dire che una della ragioni principali della fuga è proprio la pressione fiscale.

Fosse a Londra, un laboratorio artigianale dell’800 sarebbe il fiore all’occhiello del West End. In Germania, Francia e Spagna sarebbe una gemma da tutelare. In America e Australia sarebbe già diventata un luogo sacro. Qui, nel Belpaese, la abbandoniamo al suo rischio di chiusura. Senza colpo ferire

Elda Cannarsa

 

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