L’Anpi e il Referendum: la lezione dei partigiani di ieri e di oggi. A Milano una festa per Smuraglia

martedì 13th, dicembre 2016 / 17:07
L’Anpi e il Referendum: la lezione dei partigiani di ieri e di oggi. A Milano una festa per Smuraglia
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C’è stato, nel corso della recente campagna referendaria, un soggetto politico che ha certamente avuto un peso specifico importante. E lo ha avuto probabilmente anche nell’esito del referendum, su quella valanga di NO che ha sepolto la riforma della Costituzione voluta da Renzi e dalla sua ministra Maria Elena Boschi (ma anche da altri, compresa Confindustria, banche d’affari, massoneria ecc…). Parlo di un soggetto politico che non è un partito, e neanche un movimento. Né un sindacato. E’ una associazione nazionale che sembrava relegata nell’armadio dei ricordi, messa lì a tener viva una fiammella sempre più labile, perché il tempo passa e delle cose lontane nel tempo, si perde anche la memoria.

Parlo dell’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani che proprio Maria Elena Boschi ha resuscitato, parlando improvvidamente di “partigiani veri e partigiani fasulli”, senza sapere (anche se dovrebbe saperlo) che quello della Resistenza, dell’antifascismo in Italia è un tasto ancora sensibile, e che di certe cose non si può parlare con leggerezza, con la sufficienza con cui si potrebbe parlare dell’associazione Sacro Cuore di Terranuova Bracciolini…

Ecco l’ANPI ha avuto senza dubbio un peso nella vittoria del NO al referendum, perché si è sostituita, ha surrogato altri soggetti, assenti ingiustificati o incapaci di trovare un punto comune di sintesi nella difesa della Costituzione da un tentativo di stravolgimento. Perché di questo si trattava, al di là delle implicazioni politiche e degli effetti sul governo…

In assenza di una sinistra in qualche modo riconoscibile, unita, presente,  è stata l’ANPI uno degli elementi fondamentali della battaglia per il NO, da sinistra.

Gli altri, la Lega, Forza Italia, i fascisti, e in buona misura anche i grillini hanno fatto un’altra battaglia, la loro. Legittima, ma diversa. Più contro il governo che per la Carta Costituzionale…

L’ANPI ha difeso la Costituzione senza se e senza ma, perché le fondamenta della Carta nata dalla Resistenza, potevano essere scardinate, minate nel profondo da una riforma scriteriata e scritta male.

Chiaro che l’ANPI che ha fatto la campagna referendaria non è costituita solo dai “partigiani veri”, da coloro cioè che imbracciarono il fucile tra il 1943 e il 1945. Quelli purtroppo se ne sono andati quasi tutti e chi è rimasto ha ormai 90 anni.

Chiaro che l’ANPI, sostenuta oggi anche da gente che non ha 90 anni, ma si riconosce nei valori dell’Antifascismo, della Resistenza, della Costituzione, può essere un luogo della memoria, un luogo di testimonianza attiva, di resistenza civile e democratica, come in effetti è, ma non può diventare il luogo del confronto a sinistra, non può sostituire qualcosa che somigli a un partito, a un movimento. Neanche in assenza del partito e del movimento.

Insomma per farla breve non può essere l’ANPI, a mio avviso, la scialuppa a cui noi reduci e orfani della sinistra ci si possa aggrappare. Non sarebbe neanche giusto, per rispetto dell’ANPI.

Ma è bene che l’ANPI ci sia, che viva, che resista, che continui a far sentire la propria voce e quella autorevolissima di persone come il suo presidente Carlo Smuraglia.  E’ giusto però che resti quello che è.

Aggrapparsi all’ANPI per sperare di ricreare qualcosa di sinistra mi pare un’idea illusoria e poco praticabile. Però quello che ha fatto l’ANPI nella campagna referendaria mi sembra una bella lezione. Di storia, di educazione civica e anche di… politica.

Per questo mi associo volentieri, personalmente e come direttore di questa testata, all’iniziativa promossa dall’amico e compagno di antica data e collaboratore di primapagina Alessandro Lanzani che a Milano sta organizzando, insieme ad altri una festa proprio per Carlo Smuraglia. L’appuntamento è per martedì 20 dicembre, presso il Circolo ANPI Barona, in via Modica 8 (anpibarona@fastwebnet.it).  L’organizzazione dell’evento offre ospitalità a chi volesse partecipare arrivando da fuori Milano. Durante l’iniziativa verrà lanciata una petizione per sostenere la nomina di Smuraglia a senatore a vita. Firmerò con piacere.

Marco Lorenzoni

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