ELEZIONI ANTICIPATE? DIFFICILE: SALTEREBBE IL VITALIZIO A 580 PARLAMENTARI

mercoledì 07th, dicembre 2016 / 12:08
ELEZIONI ANTICIPATE? DIFFICILE: SALTEREBBE IL VITALIZIO A 580 PARLAMENTARI
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L’esito del referendum e le dimissioni, per ora congelate, del premer Renzi hanno spinto alcune forze politiche e molti commentatori a chiedere o parlare di elezioni anticipate. Magari a febbraio. O al massimo in primavera. E l’ipotesi non sarebbe campata in aria. Solo che c’è un fattore, non politico, che la rende quantomeno improbabile. Il “fattore V”. Ovvero il vitalizio. Per molti dei parlamentari attuali, le elezioni anticipate in primavera vorrebbero dire niente vitalizio.

Secondo le norme approvate nel 2012, tutti i parlamentari alla prima legislatura maturerebbero i requisiti per il diritto alla “pensione” dopo quattro anni, sei mesi e un giorno.

Il Parlamento italiano si è insediato il 15 marzo del 2013,  quindi per avere il vitalizio la legislatura non dovrà terminare prima del 16 settembre 2017. Se invece terminerà prima, per lo scioglimento anticipato delle Camere da parte del Capo dello Stato, addio vitalizio.

Nella Legislatura in corso i neo eletti, cioè al primo mandato, sono 580 su 945 (410 alla Camera e 170 al Senato). In pratica il 60% dell’intero Parlamento non aveva mai varcato il portone di Montecitorio o di Palazzo Madama prima del marzo 2013. E’ anche il Parlamento più giovane e con il maggior numero di donne della storia italiana.

I parlamentari al primo mandato, a rischio di perdere il vitalizio, sono sparsi in tutti i gruppi, quelli dei 5 stelle sono tutti nuovi, ma molti nuovi sono anche nella Lega, nel Pd, nelle file della destra… Ora, tutti loro sanno benissimo che in caso di elezioni anticipate molti non verrebbero ricandidati e quindi non metterebbero più piede alla Camera o al Senato…

Gli stessi 5 Stelle probabilmente adotterebbero modalità di selezione delle candidature diverse da quelle del 2013 (allora fu una “infornata” sulla base di una votazione sul web che coinvolse pochissime persone…). Nel Pd molti sono deputati e senatori eletti con Bersani. Poi ci sono quelli che hanno cambiato casacca e posizione passando da un gruppo all’altro, ci sono deputati che ora fanno capo ad Alfano o a Verdini che furono eletti con Forza Italia, ce la farebbero a tornare in parlamento con la nuova formazione? Sel ci sarà ancora?

Insomma 580 parlamentari, il 60% del totale, hanno tutti da perdere in caso di voto anticipato: 4 o 5 mesi di stipendio, il vitalizio e la possibilità di essere riproposti. C’è da scommettere che, se non tutti e 580, molti faranno resistenza, cercando di arrivare almeno al 17 settembre, alla soglia limite per il vitalizio.

La politica è passione, impegno, servizio… ma anche altro. E’, almeno per i parlamentari, uno stipendio – e una pensione – che molti non potevano nemmeno sognare. I sogni interrotti diventano incubi… E per questo, non sarà facile che si vada al voto a primavera.

m.l.

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