CANI ANTIDROGA NELLE SCUOLE DI CHIUSI. MA I LUOGHI DI SPACCIO E CONSUMO SONO ALTRI

venerdì 16th, dicembre 2016 / 12:58
CANI ANTIDROGA NELLE SCUOLE DI CHIUSI. MA I LUOGHI DI SPACCIO E CONSUMO SONO ALTRI
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CHIUSI –  Come altre scuole in vari paesi della provincia anche i due Istituti superiori Marconi ed Einaudi di Chiusi sono stati sottoposti a controlli antidroga.  Con l’aiuto di cani appositamente addestrati,  gli agenti del Commissariato di Ps di Chiusi hanno passato al setaccio gli studenti, fuori della scuola, poi le aule, i banchi e gli zaini e le aree comuni, anche all’esterno dei due plessi… Il tutto alla presenza degli insegnanti.

Risultato della “perquisizione”: Niente da segnalare. Nulla di irregolare. Tutto a posto. Neanche un mezzo grammo di hashish o marijuana. Nè pasticche, che sono senza dubbio più pericolose…

Il sindaco si è complimentato via facebook con i docenti e i dirigenti scolatici per “il buon lavoro che stanno facendo”. Ma si sapeva da giorni che erano in corso controlli in tutta la provincia… Tutti si son fatti trovare puliti, come quando passa il prete a benedire e fai trovare la casa linda e in ordine… Che tra i ragazzi circoli qualche sostanza stupefacente non è certo una novità, né un mistero. Ma nelle scuole, di droga, anche quella leggera, non ne è mai circolata tanta. Perché il rischio è alto.  Comunque il fatto che nulla sia stato trovato è una buona notizia. Ma è possible che gli studenti nella circostanza si siano dimostrati più svegli dei cani antidroga. E anche questa a suo modo è una buona notizia.

Poi, diciamolo, non sono certe le scuole i luoghi più “caldi” per lo spaccio e l’uso di sostanze stupefacenti. Le cronache degli ultimi mesi relativamente alla provincia di Siena parlano di altri luoghi e altro target: il 30 aprile, 4 arresti e 60 persone denunciata a piede libero per spaccio di cocaina, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento personale, un giro di sesso droga e rock’n roll con festini a luci rosse dove la cocaina scorreva a fiumi, all’interno di alcune ville tra Siena e Monteriggioni. Coinvolte molte persone della “Siena bene” (espressione usata dagli inquirenti).

Il 16 luglio, arresto di un 62enne a Radicondoli: aveva messo su una piantagione con 3.500 piante di cannabis…

L’11 novembre maxi sequestro di 10 kg di marijuana già confezionata e pronta ad essere smerciata nei locali della provincia di Siena e dintorni… 3 arresti a Poggibonsi.

Nel 2013 un’altra maxi operazione, con 19 persone indagate. Una di esse, uno spacciatore abituale, habitué di vari locali nel senese, con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la morte di un ragazzo per overdose avvenuta nel 2011. Gli aveva fornito la dose letale. L’operazione mise in evidenza i legami tra gli spacciatori senesi e la “piazza” di Perugia come principale luogo di approvvigionamento.

Tutti i casi citati riguardano persone che l’età scolastica l’hanno superata, alcune da un bel pezzo. Non così per 4 ragazzini tra i 18 e i 20 anni, tutti senesi e tutti di buona famiglia che ad agosto sono stati sorpresi a innaffiare una piccola piantagione di cannabis presso un residence abbandonato e sotto sequestro giudiziario, appena fuori città. “Volevamo fare qualcosa di diverso” dissero ai poliziotti. E anche ai genitori increduli…

Ecco, forse più che i poliziotti tra i banchi di scuola, sarebbe meglio che le famiglie dessero un’occhiata più attenta alle camerette dei figli…

 

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