BERLINO, IL TERRORISTA UCCISO, IL CAMION… CE LA RACCONTANO GIUSTA?

martedì 27th, dicembre 2016 / 20:43
BERLINO, IL TERRORISTA UCCISO, IL CAMION… CE LA RACCONTANO GIUSTA?
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Strane cose succedono. Seguo le cronache e scrivo sui giornali da più di 30 anni. Da quando le BR sparavano per strada un giorno sì e l’altro pure, da quando i fascisti mettevano le bombe sui treni e nelle stazioni. Ogni tanto qualcuno lo prendevano, vivo o morto. Non ho mai sentito dare in Tv, al telegiornale, il nome di uno dei poliziotti o carabinieri che avevano partecipato all’operazione. Mai. Se li fotografavano, gli facevano calzare un passamontagna perché non venissero riconosciuti. Idem per i fatti di mafia.

Dei due che la notte del 23 dicembre scorso hanno ucciso l’attentatore di Berlino Anis Amri a Sesto San Giovanni dopo un conflitto a fuoco, è stato il ministro Minniti a dare i nomi. “Per giusto e doveroso riconoscimento” ha detto, e così ha ribadito anche il capo della Polizia Gabrielli. Ora però quei due agenti e le loro famiglie dovranno vivere sotto scorta. Magari cambiare faccia e identità. Perché gli amici di Amri potrebbero tentare di vendicarsi.  No? Ecco, dare quei nomi mi è sembrato un fatto strano, anomalo. E anche un po’ avventato e improvvido.

Come mi è sembrato anomalo che lo stesso Amri, il latitante più ricercato d’Europa dopo la strage al mercatino di Natale, sia riuscito a fuggire, abbia attraversato la Germania, la Francia (viaggiando in TGV), sia passato in in varie stazioni (Lione, Chambery, Torino) e in quella di Milano Centrale sia comparso verso l’una di  notte anche nelle telecamere della Polizia… Possibile che nessuno lo abbia visto e fermato? Strano. Chi controlla le immagini delle telecamere di sicurezza?

I due poliziotti che lo hanno ucciso a Sesto San Giovanni non sapevano chi fosse, stavano facendo un normale controllo, hanno sparato per difesa, per rispondere al fuoco. Così ci è stato raccontato. Alcuni giornali e agenzie di stampa prestigiose hanno addirittura fornito il nome del morto come quello dell’attentatore Anis Amri, dicendo però che il cadavere non era stato ancora identificato perché addosso non aveva documenti (e certo, li aveva lasciati nel camion in Germania)… Se non era stato identificato come facevano a sapere che si trattava con certezza dell’attentatore tunisino? L’Ansa e i giornali mica potevano sapere delle impronte digitali alle 8 di mattina, cioè solo 4 ore dopo la sparatoria. Strano no?

Come mai il terrorista fosse sceso a Sesto San Giovanni non è ancora chiaro. Ma guarda caso il camion usato da Amri a Berlino, proprio da Sesto San Giovanni era partito… Non credo volesse riportare le chiavi al magazzino…

Certo poi è strano pure che i terroristi lascino sempre i documenti sul mezzo che usano per compiere degli attentati. E’ successo ad Anis Amri e anche ad uno degli attentatori di Parigi dopo la strage al Bataclan e anche a uno di quelli dell’11 settembre 2001 a New York, ricordate?

I fascisti, i brigatisti, i mafiosi non li hanno mai lasciati da nessuna parte. Sono sempre stati più attenti. Questi invasati islamici chissà  a cosa pensano quando si apprestano a fare una strage…

Non solo: Amri avrebbe viaggiato per ore su quel camion con un cadavere sul sedile del passeggero. L’autista polacco trovato morto dopo l’impatto con l’albero di Natale al mercatino di Berlino, era morto da un bel po’. Così dicono le autorità tedesche dopo l’autopsia. Morto ammazzato con una coltellata (forse) e un colpo di pistola in testa (di sicuro), diverse ore prima della strage. Già è poco normale che un Tir di quelle dimensioni possa arrivare senza essere fermato nel mezzo di un mercatino in una centralissima piazza di una città come Berlino (così come era successo a Nizza il 14 luglio), ma che viaggi anche per almeno 3 ore con un morto a bordo, sul sedile davanti e non nel cassone, è circostanza anche questa poco chiara… Non è che sia semplicissimo guidare un mezzo del genere.

Di solito i terroristi islamici si immolano sul posto, finora è successo quasi sempre così. Anche il poliziotto turco che ha ucciso l’ambasciatore russo lo stesso giorno dell’attentato di Berlino non credo che pensasse di uscirne vivo dopo aver sparato al diplomatico durante una iniziativa culturale pubblica, davanti alle telecamere della televisione… Infatti non ne è uscito vivo. Amri, invece, come quelli del Bataclan o della strage nella redazione di Charlie Hebdo o all’aeroporto di Bruxelles non erano attentatori suicidi… Qualcuno lo hanno preso, dopo,  ma non si sono fatti saltare in aria. Stanno evidentemente cambiando anche i terroristi islamici.

Senza voler fare il complottista, o il bastian contrario per forza, io l’impressione che non ce l’abbiano raccontata tutta (e giusta) ce l’ho. Mi viene in mente una frase del libro ‘1984’ di George Orwell: “C’erano attentati continui e ingiustificati. Fatti a caso. Servivano allo Stato per limitare le libertà dei cittadini. Ad ogni attentato, si facevano leggi restrittive della libertà!” Ecco, la “profezia” del libro di Orwell mi sembra ancora molto calzante e attuale. E mi fa tornare in mente gli anni bui della strategia della tensione in Italia, che ricordavo al’inizio.

Qualche tempo fa un esponente del governo israeliano disse “è  bene che gli europei provino quello che proviamo noi, che quando andiamo al ristorante non siamo sicuri di tornare a casa”.  Anche  certi governi europei possono trovare conveniente tenere i loro cittadini nella tensione e nella paura, nel clima della lotta perpetua al Nemico Islamico, che è fra noi e colpisce quando vuole. Il nemico islamico alle porte può far comodo anche per non parlare di altro, del lavoro che non c’è, per esempio, delle delocalizzazioni delle fabbriche, dei diritti calpestati, delle periferie lasciate a se stesse, di una classe media che scompare, della povertà che cresce. E magari anche per non parlare di governi inefficienti ostaggi delle banche e della Finanza Internazionale, delle Costituzioni violentate e distorte ad uso e consumo di chi chiede mano libera e meno vincoli.

Naturalmente il terrorismo non è una invenzione, esiste, fa paura e danni incalcolabili. Ma può essere usato in tanti modi. Moro fu ucciso dalle Br, la morte di Moro fece comodo anche ad altri.

m.l.

 

 

 

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