REFERENDUM, ECCO PERCHE’ VOTERO’ NO

lunedì 21st, novembre 2016 / 11:10
REFERENDUM, ECCO PERCHE’ VOTERO’ NO
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Tre sere fa a Cetona durante il confronto tra il Sì e il No al referendum, il sindaco di Chiusi Juri Bettolini, in veste di “relatore” per il Sì ha fatto l’elenco dei  sostenitori del NO, indicandoli come una accozzaglia di poco presentabile e anche poco credibile essendo fatta da gente che sta pure su sponde diametralmente opposte e che se l’è dette di tutti i colori: Salvini, la Meloni, Berlusconi, La Russa, Casa Pound e poi Grillo,  Di Maio, Ferrero, Civati, De Mita, D’Alema, Bersani e Travaglio e persino Cirino Pomicino… Insomma una bad company composta dalla destra più destra e dalla sinistra più compromessa, da vecchi arnesi del Pci-Pds alle cariatidi della Dc ‘ancient regime’…

Uscendo dalla sala cetonese, un altro amico, anche lui, credo, di fede Pd, mi sussurra: “Beh anch’io non sono tanto convinto di votare sì, ma certo che D’Alema e Salvini o Casa Pound mica sono un incentivo a votare no…”

In effetti, detta così si potrebbe anche concordare. Come se si guarda al quesito referendario: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?» Messo così, difficile non essere d’accordo. Ma è chiaro che la questione è un po’ più complessa. E infatti il quesito è stato “impugnato” perché mischia materie diverse ed eterogenee e quindi può risultare “ingannevole” come certi spot pubblicitari. E la pubblicità ingannevole è vietata… Il ricorso presentato dall’ex presidente della Corte Costituzionale Onida e da un pool di avvocati è stato per ora rigettato, ma la partita non è finita.

A pensarci bene, però, sia a Bettollini, che si è esposto e si sta esponendo molto per il sì, pur essendo sindaco ( secondo me lo può fare a patto che lo faccia come militante politico e non lo faccia usando sedi, momenti e strumenti istituzionali. Nè tantomeno la carica e il ruolo di sindaco. Un mese fa, con una intervista sul sito del Comune è stato costretto a fare marcia indietro e anche sulla modo in cui si è presentato a Cetona qualcuno ha avuto da ridire, lamentando una violazione delle norme sulla par condicio), sia all’amico cetonese mi verrebbe da rispondere che il “fronte del NO” non è fatto solo da Salvini, Berlusconi e Casa Pound, dai grillini e dalle cariatidi ex Pci ed ex Dc…

Faccio un piccolo elenco anche io. Come fosse la formazione di una squadra di calcio: Zagrebelskj, De Siervo, Onida, Spataro, Canfora, Camusso, Bonsanti, Don Ciotti, Rodotà, Smuraglia, Landini, e in panchina (ma potrebbero tutti giocare titolari) Antonio Padellaro, Lorenza Carlassare, Francesco Paolo Casavola, Enzo Cheli, Giovanni Maria Flick, Alessandro Pace, Andrea Manzella, Gino Strada e perfino Mario Monti… no

Mi sembra una compagnia molto meno imbarazzante. Per nulla imbarazzante, direi. C’è il presidente dell’ANPI (il partigiano Smuraglia), c’è il segretario della Fiom e quello confederale della Cgil, ci sono i più autorevoli costituzionalisti, compresi ex presidenti della Corte Costituzionale, giornalisti non accusabili di faziosità congenita, come Manzella, Padellaro, Pace, personaggi della società civile come Don Ciotti o Gino Strada, figure di riferimento del pensiero laico e di sinistra come Rodotà, ex ministri “moderati” come Monti o Flick… Insomma io con gente così mi sento in buona compagnia. Mi sento a casa.  E scommetto se fosse italiano anche Borja Valero probabilmente voterebbe NO, perché ha dimostrato di essere non solo un ottimo giocatore di calcio, in questo momento il “simbolo” della Fiorentina, ma anche una persona seria, attenta alle cose del mondo, alle disuguaglianze, ai pericoli per la democrazia… Ma Borja non è italiano e questa è solo una battuta.

I nomi che ho citato come figure non imbarazzanti del fronte del NO sono anche le stesse che negli ultimi 25 anni abbiamo  sempre trovato a combattere (o a resistere) contro le mafie, la corruzione, le leggi ad personam, contro le forzature e gli slabbramenti della Costituzione, contro le guerre e la partecipazione italiana a guerre di altri… E siccome si parla di Costituzione e dell’architettura istituzionale del paese, il fatto che i massimi esperti in materia (i costituzionalisti e gli ex presidenti della Corte) ritengano la riforma Renzi-Boschi una riforma quantomeno fatta e scritta male e che va nella direzione di un accentramento dei poteri e di una riduzione degli spazi di partecipazione e delle forme controllo (i contrappesi), mi sembra una buona ragione, da sola, per riflettere. Per pensare bene alle conseguenze del voto del 4 dicembre. Così come mi sembra una buona ragione per riflettere l’appoggio alla riforma sbandierato dalla Confindustria, dalle agenzie di rating internazionali (che cosa c’entrano le agenzie di rating?), da Jp Morgan o Goldman Sachs… Quando vedo o sento quei nomi, io a fiuto sono portato a schierarmi dalla parte avversa…

Francamente non credo che ci saranno cataclismi e sconvolgimenti epocali sia che vinca il SI’ sia che vinca il NO, certo Renzi ha politicizzato la sfida: se vince regnerà a lungo, se perde il castello si sgretola e si dovrà andare presto ad elezioni…

Non mi pare però che la battaglia sia come dicono i sostenitori del Sì, tra innovatori che hanno voglia di volare e conservatori abbarbicati alle poltrone e decisi a difendere vecchi privilegi… Io, tanto per rimanere in tema di compagnie, Alfano e Verdini come innovatori ce li vedo poco…

Quanto ai “conservatori” mi pare che stiano difendendo la Costituzione (definita anche da Renzi “la più bella del mondo”) da uno strappo. Qualcuno dice da uno… stupro. Lo stupro di chi la ritiene troppo “socialista” (è stato detto anche questo) e quindi un freno ai propri affari, un freno ad una politica più decisionista, più personalizzata, con meno vincoli e bilanciamenti. A me invece la Costituzione piace così com’è. Riformarla si può, per carità, ma se la riforma invece di migliorarla, la peggiora, meglio evitare. Scelgo il male minore. Sarà un po’ datata, ma stiracchiarla e deformarla, per interessi contingenti di chi comanda, a mio avviso non è una buona mossa. Anzi è una mossa pericolosa.

Sarò un nostalgico, ma  credo proprio che il 4 dicembre voterò NO. E se votano No anche Casa Pound, Salvini e D’Alema, pazienza. Nei referendum c’è solo il SI’ e il NO. Il forse, il Ni e il vorrei ma… non sono contemplati…

Marco Lorenzoni

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