INCHIESTA RIFIUTI: LA GARA FU TRUCCATA E FAVORI’ SIENAMBIENTE E IL CONSORZIO COLLEGATO

mercoledì 09th, novembre 2016 / 15:55
INCHIESTA RIFIUTI: LA GARA FU TRUCCATA E FAVORI’ SIENAMBIENTE E IL CONSORZIO COLLEGATO
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SIENA – Confermato. Come anticipato nell’articolo precedente, l’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari per il direttore dell’ATO Toscana Sud, è quella del 2014 sull’affidamento del servizio rifiuti. In particolare riguarda la gara di appalto del servizio, che sarebbe stata “truccata”.

In una conferenza stampa, gli inquirenti hanno spiegato che di fatto il bando di gara era strutturato “su misura” per favorire il raggruppamento con a capo Siena Ambiente e per scoraggiare eventuali altri concorrenti inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie. L’appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese. Sempre per le indagini, il direttore generale dell’Ato Toscana sud avrebbe ottenuto guadagni illeciti per oltre 380mila euro, tramite compensi che figuravano come consulenze, prestazioni d’opera professionale o altri costi tipo rimborsi spese. L’indagine, come hanno evidenziato il procuratore Giuseppe Creazzo e il procuratore aggiunto Rodrigo Merlo, è scaturita da una segnalazione anonima molto dettagliata, “con particolari che non si potevano trascurare”.

“Il direttore generale dell’Ato Toscana sud – ha spiegato il procuratore Creazzo – ha fatto mercimonio delle proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di intese davvero sconcertante a vantaggio dell’aggiudicatario dell’appalto e traendone vantaggi personali. Ha agito nonostante le incompatibilità funzionali. Controllati e controllori agivano insieme per raggiungere il risultato comune di far ottenere l’appalto ad un preciso raggruppamento di imprese”.

Il procuratore aggiunto di Firenze, Rodrigo Merlo, parlando delle indagini della guardia di finanza, ha riferito che “l’inchiesta è partita dalla nota di un anonimo indirizzata a questa procura, alla Gdf e alla Corte dei conti. Sono scritti che spesso non vanno molto al di là del pettegolezzo quelli anonimi, ma stavolta c’erano informazioni di dettaglio che non potevamo trascurare. Così la guardia di finanza, partendo da fonti aperte, materiali reperiti su Internet, ha dato il via alle indagini”, iniziate nel 2014, mentre la gara di appalto era stata bandita nel 2010 e assegnata nel 2013. “E’ emerso che l’appalto ha favorito un privato da parte di una realtà pubblica – ha aggiunto Merlo – quando invece sarebbero dovuti sussistere criteri di imparzialità per evitare commistioni e conflitti di interessi”. La vicenda fu sollevata a suo tempo anche dal Movimento 5 stelle toscano che adesso canta vittoria: “Avevamo ragione”, scrivono quelli di Siena…

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