CHIUSI, VENERDI’ 18 INIZIATIVA PUBBLICA DELLE OPPOSIZIONI SUL COSTRUENDO PALASPORT

martedì 15th, novembre 2016 / 16:51
CHIUSI, VENERDI’ 18 INIZIATIVA PUBBLICA DELLE OPPOSIZIONI SUL COSTRUENDO PALASPORT
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CHIUSI – Ieri sera il sindaco Bettollini ha spiegato al “popolo” Pd riunito nel circolo di Chiusi Scalo il progetto del nuovo palasport in costruzione in loc. Pania. Venerdì prossimo, 18 novembre, ore 21,00 nella sala ex Eden, sempre a Chiusi Scalo si terrà l’annunciata iniziativa pubblica dei 5 Stelle, alla quale si è associata anche l’altra forza di opposizione Possiamo-Sinistra per Chiusi. Dopo il Consiglio comunale in cui l’assessore Micheletti e il sindaco risposero all’interrogazione del gruppo di maggioranza, le opposizioni hanno deciso di fare fronte comune e presentare insieme i “rilievi” critici rispetto al progetto.

La posizione dei 5 Stelle è nota: l’impianto è energivoro (cioè consumerà troppa energia per il riscaldamento), alcuni particolari spiegati da Micheletti e Bettollini non troverebbero riscontro nelle carte progettuali, mancano alcuni servizi e quindi alla fine il costo sarà più di quello dichiarato, l’acustica sarà pessima quindi poco adatta ad ecenti non sportivi come concerti e convegni; non c’è un piano definito per la gestione.

I “podemos” invece finora non avevano preso posizione sull’argomento, limitandosi a criticare le procedure e le modalità di convocazione e svolgimento dell’ultima seduta del consiglio comunale o a rimarcare l’errore fatto a monte, con la scelta dello stadio… Adesso, evidentemente sono anche loro convinti della validità delle contestazioni dei 5 Stelle, i quali una volta tanto non giocheranno da soli, ma in tandem. E anche questa è una novità. A dire il vero però non hanno mai chiuso le porte a chi si accoda o accetta le loro posizioni.

I podemos forse irritati dalle parole del sindaco Bettollini che in consiglio aveva sottolineato la differenza di approccio tra loro e la pattuglia pentastellata, hanno scelto la barricata dei 5 stelle piuttosto che cercare di allargare il varco lasciato aperto dal sindaco e tentare magari di impostare una loro autonoma battaglia.

Naturalmente ogni occasione di confronto e informazione è utile e sarà interessante sentire “dal vivo” cosa diranno le opposizioni rispetto al progetto del palasport, vedere se si limiteranno a fare le bucce alle carte e a sottolinearne le incongruenze, le carenze, le “falle”, o se daranno anche indicazioni per migliorare la funzionalità della struttura. Quando si tratta di spendere soldi pubblici è sempre bene che ciò avvenga con oculatezza e con criterio, e le opere devono funzionare non essere solo veicolo di propaganda.

Come è stato più volte ricordato, anche su queste colonne, a questo punto non è più in discussione la scelta di fare o meno il palasport al posto dello stadio incompiuto, (quella è stata fatta nel 2014, con l’ok anche della Primavera), né quella di destinare all’opera il residuo del mutuo acceso a suo tempo per lo stadio…  Il problema, al momento è esclusivamente tecnico e operativo, riguarda cioè la funzionalità o meno della struttura, i costi di manutenzione e la gestione, partendo però da quella che era la cifra a disposizione del Comune: 1 milione di euro.

E’ chiaro, l’amministrazione questo lo ha spiegato a più riprese, che non sarà un palasport vero e proprio, ma sarà un “palatenda” senza pareti in muratura, tranne quella costituita dalla tribuna. Che sarà coperto con un tendone in Pvc a doppio strato (così è stato più volte dichiarato) e chiuso ai lati da altri tendoni mobili (apribili e chiudibili) sostenuti da appositi telai e apposite guide; che sarà riscaldato, per comparti separati, con impianto ad aria calda (con allo studio la possibilità di mandare anche aria fredda) alimentato da generatori, mentre gli spogliatoi e i locali di servizio già esistenti saranno riscaldati utilizzando l’impianto e la centrale anch’essi già esistenti; che tutta la struttura poggerà su  fondazioni profonde (pali di cemento armato per uno sviluppo totale di 800 metri), le capriate su cui poggerà la copertura saranno di legno lamellare a semicilindro, ancorate a cemento armato…

Certo la scelta di tornare ad investire, dopo il milione e 800 mila euro già spesi per lo stadio, in quel complesso, lontano due km dall’abitato può essere discutibile, può non piacere. Può essere considerata un errore. Ma c’era il problema di quei soldi già spesi e di come non gettarli al vento… E comunque si tratta di una scelta compiuta della quale l’amministrazione dovrà rendere conto, che oggi però non è più sul tappeto. Il palatenda è già in costruzione.

E, fanno sapere dal Comune (lo ha detto ieri sera Bettolini al circolo Pd dello Scalo) che la struttura non solo ha ottenuto l’ok dal Coni, ma è considerata anche sicura e idonea per accogliere e ospitare centinaia di persone in caso di calamità naturale o altra emergenza. Cosa peraltro obbligatoria in ogni comune, e al momento Chiusi una struttura del genere non ce l’ha…  Anzi sarebbe allo studio anche la possibilità di realizzare nell’area industriale, praticamente contigua al palasport, una struttura centralizzata in grado di produrre e servire i pasti per le mense scolastiche di Chiusi e di altri comuni limitrofi.

Naturalmente questa “opzione” è un di più. Il palatenda di Pania dovrà servire ad ospitare eventi e attività sportive, e se possibile anche eventi non sportivi. Se i 5 Stelle e non solo loro nutrono dubbi seri sull’acustica, la giunta scommette sulla bontà e funzionalità del progetto che non è certo il primo del genere in Italia.  Per ora il confronto tra le varie si è svolto a distanza ed è difficile ipotizzare una presenza del Comune all’iniziativa del 18 all’Eden. Pertanto tra le “falle” rilevate dai 5 stelle e le risposte fornite da Micheletti ad Annulli in Consiglio siamo sul punteggio di 1-1. Perché in assenza di confronto diretto, le posizioni degli uni valgono quanto le posizioni degli altri…

Prossimamente però ci sarà l’occasione di un confronto ravvicinato in sede istituzionale. Dopo Annulli per il Pd-Psi anche i 5 Stelle hanno presentato una interrogazione sull’argomento e la giunta dovrà rispondere. Anche in questo caso – come nel consiglio del 28 ottobre –  però il regolamento prevede che possano parlare solo gli interroganti e gli interrogati. “Possiamo”, che aveva accusato la giunta di aver voluto tagliar fuori le minoranze dal dibattito,  non potrà intervenire, così come non potrà intervenire il gruppo di maggioranza… La domanda quindi è, come mai l’iniziativa congiunta sì e un’interrogazione congiunta no? In questo caso i 5 Stelle hanno preferito pedalare da soli e non in tandem. O i podemos non sono saliti sul tandem?

m.l.

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