CHIUSI, I SELFIE DI BETTOLLINI NON SONO TUTTI UGUALI: RAGAZZINO ERITREO RIPORTATO DA SUA MADRE, COSA BEN FATTA

giovedì 24th, novembre 2016 / 11:14
CHIUSI, I SELFIE DI BETTOLLINI NON SONO TUTTI UGUALI: RAGAZZINO ERITREO RIPORTATO DA SUA MADRE, COSA BEN FATTA
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CHIUSI – Povero Bettollini, da un po’ di tempo gira come una trottola per fare campagna per il Sì al referendum, quasi più di quanto ha fatto nella campagna elettorale comunale, sarà stanco morto.betto-si

Poi ogni tanto si complica pure la vita da solo, magari facendosi un selfie mentre guida. Senza cinture. E allora giù polemiche sul “cattivo esempio”… Per metterci una toppa, si automulta, per guida senza cinture, ma lo fa chiamando il Capo dei Vigili nel suo ufficio, con fotografo al seguito, e si fa immortalare nell’atto di sottoscrivere la contravvenzione, neanche fosse il Trattato di Yalta… Lì ha esagerato.

Non tanto con il selfie o il mancato uso della cintura, che è un peccatuccio che commettiamo in tanti, anche tra chi grida allo scandalo, ma per quella “toppa” peggiore del buco, che è sintomo di una politica intesa come spettacolo e comunicazione ad ogni costo… betto-giannini

Poteva pagare benissimo la multa, per pararsi il culo da eventuali successive contestazioni, ma avrebbe fatto meglio a farlo in silenzio e se mai esibire la ricevuta, nel caso qualcuno avesse insistito nel fargli le bucce. Così ha scatenato solo un putiferio su una cosa da poco…

Ieri un altro episodio, per certi versi simile. E ancora una messe di commenti sarcastici e polemici. Il sindaco di Chiusi ha fatto sapere stamattina con il solito post su Facebook, di aver accompagnato, con un assessore, una guardia comunale e un volontario della Misericordia, un ragazzino eritreo di 12 anni a Villa San Giovanni, da sua madre ospite in un centro di accoglienza in Sicilia…  Il ragazzino era arrivato non si sa come a Chiusi, da solo, e individuato dalla Polizia era stato affidato temporaneamente alla Casa Famiglia, ma da lì era scappato a più riprese… Un soggetto difficile, insomma, che aveva solo un obiettivo, quello di riabbracciare sua madre… E così Bettollini, compiendo alcuni atti ufficiali da sindaco, ha rintracciato la donna, ottenuto l’affido temporaneo del ragazzo  e, come già detto, appena possibile si è messo in viaggio per operare il ricongiungimento. Cosa che è avvenuta appunto ieri. Con qualche momento di commozione, ha scritto il sindaco nel post su facebook.

E proprio quel post ha scatenato sentimenti opposti. Da una parte i tanti “bravo!” e dall’altra invece il biasimo di alcuni consiglieri di opposizione e di altri cittadini che lo hanno accusato di spettacolarizzare i sentimenti e di lucrare mediaticamente sul dolore e le difficoltà di quel ragazzino eritreo… Insomma per molti, Bettollini avrebbe fatto meglio ad agire in silenzio, senza poi farsi pubblicità con questa la vicenda.

Certo. Il sindaco di Chiusi poteva anche non spiattellare la cosa su facebook. Poteva tenersela per sé. Lasciarla nell’angolo in cui si tengono le cose che si fanno, senza sentire il bisogno che tutti lo sappiano. Senza pretendere che nessuno ci dica “bravo!”… Però il sindaco è una figura pubblica, non un cittadino qualunque. E la questione per come è andata ha assunto i toni di una iniziativa “pubblica” e non privata. E’ stata una scelta del Comune e non della persona Juri Bettollini. Tant’è che con il sindaco sono partiti un assessore e una guardia comunale… In questo senso l’azione raccontata nel post di Bettollini, assume i connotati di un messaggio per far sapere alla cittadinanza cosa è stato fatto, il che è sempre giusto e doveroso, ma anche per dire a tanti altri sindaci che certe questioni si risolvono così e non alzando muri e facendo manifestazioni e barricate, come è successo di recente in quel paesino sul delta del Po… bimbo-eritreo

Se fosse stato il gesto del tutto personale e privato di un singolo cittadino non doveva finire su facebook, trattandosi invece del gesto e di una azione di un’amministrazione comunale, a nome di una comunità, crediamo che non sia uno scandalo. Ma un messaggio positivo, utile, mentre ne circolano tanti negativi… Insomma il post con il capoguardia per l’autocontravvenzione il sindaco di Chiusi poteva evitarlo (ed evitarcelo). La notizia del ragazzo riportato da sua madre a Villa San Giovanni ha invece fatto bene a farla sapere. Perché è la comunità di Chiusi che ha accolto quel ragazzo e, con l’impegno di alcuni suoi amministratori, si è data da fare per fargli ritrovare sua madre… Ma non solo: perché quella notizia ci dice che i migranti non possono essere considerati solo un problema, un fastidio.

m.l.

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