CHIUSI, IL PALATENDA NON E’ PIU’ UNA BOIATA? IL COMUNE REPLICA AI 5 STELLE E VINCE IL TERZO SET…

mercoledì 30th, novembre 2016 / 20:37
CHIUSI, IL PALATENDA NON E’ PIU’ UNA BOIATA? IL COMUNE REPLICA AI 5 STELLE E VINCE IL TERZO SET…
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CHIUSI – E’ stata discussa oggi in Consiglio l’interrogazione del Movimento 5 Stelle sul costruendo Palasport di Pania.

Annunciata come la definitiva “resa dei conti” tra le opposizioni che sull’argomento hanno organizzato, come è noto, una iniziativa pubblica all’ex cinema Eden il 18 novembre scorso e l’amministrazione comunale, accusata neanche troppo velatamente, in quell’assemblea, di aver dichiarato il falso nelle dichiarazioni, nei comunicati stampa e perfino nelle risposte fornite in consiglio al capogruppo di maggioranza Annulli. Quindi anche nella delibera relativa alla seduta del 28 ottobre.

I 5 stelle nella loro interrogazione sono tornati sugli argomenti oggetto di puntualizzazioni e rilievi critici esposti nell’assemblea dell’Eden. E cioè le presunte  incongruenze  tra quanto dichiarato dagli amministratori e le carte progettuali, il tipo di copertura (a telo semplice o a doppio strato?), sui costi di costruzione, su quelli per il riscaldamento e sulla mancanza di un business plan per capire che tipo di utilizzo e di ritorno economico potrà avere la struttura…

Come già aveva fatto con l’interrogazione Annulli, è stato l’assessore Micheletti a rispondere, punto per punto. E Micheletti ha ribadito quanto affermato in tutte le occasioni precedenti e anche nella delibera del 28 ottobre. Ha spiegato che il costo delle opere realizzate (quello per lo stadio) ammonta a 1.951 mila euro; quello previsto per la costruzione della parte oggetto dell’appalto attuale a 995.000 euro, mentre la rotonda e l’accesso stradale costeranno 278.000 euro. L’importo per eventuali opere aggiuntive e migliorative (seconda tribuna, bar ecc…) non è stato invece quantificato, perché sarà oggetto di valutazione successiva con il soggetto gestore. Ha spiegato che la copertura prevista è “a doppio strato, con camera d’aria tra l’uno e l’altro” e che così è previsto nel progetto esecutivo e nelle indicazioni fornite alla ditta appaltatrice. Ha confermato che il riscaldamento sarà con impianto ad aria calda per l’area di gioco e le tribune e alimentato dall’impianto già esistente per spogliatoi e servizi… Insomma anche su questo tutto secondo copione.

Sulla copertura, il sindaco ha fatto intervenire uno degli ingegneri che stanno seguendo l’opera e questi ha confermato che sarà a “doppio strato con camera d’aria in mezzo” e che il materiale e questo particolare accorgimento (il doppio strato) garantiranno maggiore tenuta termica sia in estate che in inverno, ottima luminosità e impediranno la formazione di condensa… Sulla mancanza di business plan, sia Micheletti che il sindaco hanno spiegato che al momento non è stato fatto, perché spetterà al soggetto gestore, o verrà fatto insieme al soggetto gestore, insistendo però sul fatto che la struttura è pensata per un utilizzo per 365 giorni l’anno, e che si configura come un struttura che per ubicazione alla confluenza di tre regioni, al centro dell’Italia, può essere appetibile per stages, ritiri, tornei anche di carattere nazionale, garantendo al tempo stesso la possibilità di coprire insieme al palasport di Poggio Gallina, tutte le esigenze sportive della città, evitando alle varie società di utilizzare le palestre scolastiche o di emigrare in altri comuni…

Il sindaco Bettollini ha confermato che la scelta di fare il palasport a Pania è ormai compiuta e non si torna indietro, ma ha usato toni pacati, concilianti, si è detto disponibile a fornire qualsiasi informazione e ragguaglio e a ragionare insieme alle opposizioni su qualunque aspetto, anche relativamente alla gestione e alle prospettive di utilizzo. Le risposte fornite sono apparse ancora più circostanziate rispetto a quelle date ad Annulli.

In sostanza se i 5 stelle con l’assemblea dell’Eden avevano provato a demolire il progetto palaPania… Le risposte dell’amministrazione in risposta alla loro interrogazione hanno smontato e superato tutti o gran parte dei rilievi critici…

Alla fine, nonostante l’invito, posto anche in modo amichevole da Bettolini, i 5 stelle non hanno fatto alcuna dichiarazione. Non si sono dichiarati soddisfatti, ma neanche insoddisfatti.  La capogruppo Cippitelli è sembrata sul punto di vacillare e dire ok mi avete convinto… ma poi non lo ha fatto, provando a insistere sul tasto più facile e meno tecnico, quello della mancanza del business plan e quindi di una prospettiva di utilizzo certa e progettata… Ma la battaglia di Pania per i grillini si è per ora risolta in un nulla di fatto. Se non in una mezza disfatta.

Diciamo che se la partita era ferma sull’1-1, adesso l’amministrazione è passata in vantaggio, aggiudicadosi il terzo set… Alcuni degli argomenti portati dalle opposizioni come elementi di debolezza del progetto, sono stati confutati. Naturalmente le cose andranno verificate ad opera realizzata. Ma per ora la situazione è questa. L’accusa di aver dichiarato il falso, insomma è stata rispedita al mittente, con tanto di francobollo messo da uno dei tecnici incaricati di seguire la costruzione.

Da questa sera il Palatenda è un po’ meno Palapania. E anche meno boiata pazzesca. E’ un palatenda, con copertura a doppio strato, e pareti in telone con apposite guide per aprire e chiudere, con riscaldamento ad aria calda… Sarà sicuramente più energivoro di una struttura edilizia con muri di cemento, ma costa anche la metà…

Sulla opportunità di realizzarlo, di spenderci alla fine quasi 4 milioni di euro, di farlo come tensostruttura e non come “involucro edilizio” si può discutere fino al 2050, e ognuno rimarrà della sua opinione, con il giudizio politico che riterrà di dare… Ma il quadro progettuale e tecnico adesso è più chiaro, anche negli aspetti controversi, messi in discussione.

Micheletti si è limitato al compito scritto.  Bettollini, come dicevamo, ha teso la mano, non ha infierito, si è accontentato di vincere il round senza cercare di ammazzare l’avversario e quei toni concilianti, quasi inusuali, per lui che spesso è un po’ rigido e decisionista, sono stati però la mazzata più dura per i 5 stelle, costretti alla fine a far finta di niente, a rinunciare perfino alla replica… Diranno, naturalmente che l’assessore e il sindaco non li hanno convinti. Ma se lo dicevano in Consiglio era più chiara anche la loro posizione. In politica, come in guerra, o in certi sport, a volte bisogna tenere il punto, la posizione, anche se il terreno e  le difese  vacillano. Evitare di replicare, può sembrare una resa. O una ritirata.

m.l.

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