APPELLO POST TERREMOTO: “COMPRIAMO I PRODOTTI DI NORCIA E ANDIAMO A VISITARE LE CITTA’ D’ARTE DI UMBRIA E MARCHE”

APPELLO POST TERREMOTO: “COMPRIAMO I PRODOTTI DI NORCIA E ANDIAMO A VISITARE LE CITTA’ D’ARTE DI UMBRIA E MARCHE”
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Così come successe in Emilia, dopo il terremoto del 2012, con il Parmigiano e i prosciutti di Parma, anche Norcia e la Valnerina devastate dal sisma di qualche giorno fa, vedono uno dei pochi spiragli per ricominciare e vivere e per non abbandonare quella terra ad un destino di marginalità, nella vendita dei prodotti alimentari di qualità di quel comprensorio. I prosciutti e i salumi, il tartufo di Norcia, le lenticchie di Castelluccio, il ciauscolo di Visso ecc.
Imprenditori, commercianti, agricoltori della zona si sono già riunitisi in un consorzio e  stanno pensando a come poter realizzare un prodotto alimentare innovativo tipico della Valnerina, da proporre sul mercato mondiale con il brand “I Love Norcia”. Intanto si moltiplicano gli appelli (ce n’è anche uno bipartisan firmato insieme dal segretario regionale del Pd Leonelli e dal portavoce di Fratelli d’Italia Stracca) indirizzato alle famiglie, ma anche ai ristoratori, ai negozi di generi alimentari, ai supermercati, agli alberghi, affinché acquistino prodotti di Norcia e dintorni.

Vittorio Sgarbi, dalla trasmissione Otto e Mezzo, condotta da Lilli Gruber, ha lanciato la proposta che la Valnerina venga dichiarata, adesso, patrimonio dell’umanità dall’Unesco, per moltiplicarne la visibilità e la conoscenza dei tesori che non devono andare perduti. Molte opere d’arte sono state danneggiate, anche pesantemente, dal sisma, ma in buona poarte potranno essere ricostruite e restaurate, altre sono state staccate dalle pareti e accatastate in sicurezza, in attesa di una nuova sistemazione e di eventuali restauri…

Oltre la basilica di San Benedetto, patrono d’Europa e fondatore dell’ordine monastico benedettino (quello del motto “ora et labora”) di cui è rimasta in piedi solo la facciata, quasi a segnalarne l’importanza (ed è la quarta volta che un terremoto la distrugge) ci sono decine di luoghi, in quel territorio, che erano testimonianza autentica di una tradizione millenaria, del medioevo d’Italia e d’Europa. Salvare le opere d’arte, restaurarle, ricostruire chiese e monumenti non può avere la priorità sulle case delle persone, le scuole, gli ospedali, le residenze per anziani, i comuni, ma è comunque importante per salvare la memoria, la storia, l’identità profonda di una comunità… E perché no, per non rinunciare ad un richiamo di tipo turistico.

Ricostruire new town con nuove tecniche, quindi più moderne e sicure, ma senza quei monumenti, quelle chiese, quel paesaggio sarebbe come deportare altrove la popolazione che infatti non se ne vuole andare. Allo stesso modo è fondamentale salvare e mettere in sicurezza gli animali o ricostruire subito le stalle da cui poi esce la carne per i salumi, il latte per i formaggi tipici e da sempre apprezzati.
La Valnerina, i monti Sibillini, Norcia e Castelluccio, ma anche Camerino e Tolentino erano paesi a forte vocazione turistica, meta di un turismo religioso, di un turismo ambientale e di un turismo gastronomico. Già si pensa a come rimettere in moto anche questa macchina, con iniziative, corsi ad hoc.

Intanto si moltiplicano anche gli appelli a non generalizzare a non farsi attanagliare dalla paura a non abbandonare turisticamente parlando intere regioni: “quella zona tra Umbria, Lazio e Marche è stata duramente colpita e messa in ginocchio dal terremoto, ma non in tutta l’Umbria, in tutto il Lazio e in tutte e Marche c’è stato il terremoto. A Gubbio, a Spoleto, a Orvieto, a Città di Castello, a Città della Pieve o a Castiglione del lago così come a Urbino o Matelica il terremoto non ha fatto danni, questa volta. Sono città piene di tesori e vale la pena andarci, anche per far sentire la propria vicinanza alle popolazioni colpite senza intralciare i soccorsi e la fase dell’emergenza. Nelle città citate sarà più facile che altrove acquistare i prodotti della gastronomia norcina. Il turismo, anche quello domenicale, può essere un aiuto concreto alle regioni colpite. Più concreto e più “umano” dei due euro inviati via sms.

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