103 STAZIONI MEDIE DIVENTANO HUB INTERMODALI, MA CHIUSI NON FIGURA NEL PIANO

103 STAZIONI MEDIE DIVENTANO HUB INTERMODALI, MA CHIUSI NON FIGURA NEL PIANO
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CHIUSI – I lavori di adeguamento della stazione ferroviaria proseguono. L’arresto del titolare della ditta appaltatrice, nell’ambito dell’inchiesta sulle grandi opere, non ha creato contraccolpi. Almeno per ora. Il rifacimento con innalzamento dei marciapiedi va avanti abbastanza speditamente, peraltro senza che ciò causi intoppi al transito dei treni.

Ma mentre a Chiusi e dintorni molti si chiedono se i lavori in corso, che alla fine dell’opera costeranno circa 7 milioni di euro, serviranno veramente ad intercettare l’alta velocità e ad aumentare anche le fermate degli intercity, dai piani alti del gestore ferroviario arriva una notizia non proprio incoraggiante. Probabilmente non c’entra niente con il restyling della stazione, ma è un segnale che va in direzione opposta a quello della dichiarata e sbandierata volontà di RFI e Trenitalia di rilanciare la stazione di Chiusi come nodo centrale e fondamentale della rete ferroviaria italiana.

La notizia è il piano “SMART STATION“, un piano delle Ferrovie dello Stato per rimettere le stazioni “al centro della mobilità integrata”. E’ articolato in 5 step dal giugno 2016 al dicembre 2017 (più o meno come i lavori alla stazione, cominciati ad ottobre con la fine prevista appunto a fine 2017) e riguarda 103 stazioni in tutta Italia omogenee per dimensioni e numero viaggiatori. Tutte con la caratteristica di una quota di traffico prevalente di tipo regionale.

La stazione, secondo questo piano, cessa di essere solo un punto di arrivo e di partenza ferroviario e diventa “CENTRO DI INTERSCAMBIO DI MOBILITA’ IN AREE METROPOLITANE E URBANE” ovvero un hub di servizi di intermodalità. In queste 103 stazioni sono previsti interventi per la creazione di “Servizi complementari:  Temporary office e congressistica – Offerta servizi pubblica amministrazione, sanitari, educativi, ricreativi – Produzione energie da fonti rinnovabili – Raccolta rifiuti riciclabili • Servizi connessi al viaggio: – Vendita titoli di viaggio integrati – Micrologistica bagagli – Sosta di media durata con servizi di pernottamento e soggiorno e infine Integrazione modale: –Terminal bus – Gestione parcheggi – Autonoleggio – Car sharing / bike sharing – Ricariche veicoli elettrici.

Tra le 103 stazioni che diventeranno hub intermodali c’è Orte, c’è Arezzo, c’è Siena, c’è Grosseto, c’è Prato, poi ci sono Perugia, Foligno, Assisi e Terni… Non figura invece Chiusi. Come non c’è Orvieto. Certo per dimensioni, numero di abitanti le città inserite nel piano sono tutte più grandi di Chiusi e Orvieto. Orte è delle stesse dimensioni di Chiusi e meno grande di Orvieto, ma ha connessioni o quote di transito più significative, evidentemente. E’ snodo per Perugia e Ancona per Viterbo ed è anche più vicina a Roma.

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, forse questo piano delle FS c’entra poco o nulla con il piano di riqualificazione di 500 stazioni, tra  cui quella di Chiusi. Questo mira ad un arricchimento di servizi particolari destinati per lo più a pendolari e turisti,  in aree più vicine alle metropoli. Sarà il caso però che il sindaco di Chiusi e i suoi colleghi del territorio verifichino la questione da vicino. Per non trovarsi poi con una stazione rinnovata e un pugno di mosche in mano.

Intanto, per ciò che riguarda la possibilità di intercettare l’alta velocità e di ottenere più fermate e percorrenze più rapide per Firenze e Roma, c’è un’altra notizia che potrebbe avere risvolti interessanti: tra non molto dovrebbero entrare in funzione dei treni di nuovissima generazione, gli ETR 1000, più versatili e con una velocità in accelerazione superiore agli ETR 500, queste caratteristiche sembrano fatte apposta per consentire l’entrata e l’uscita dalla linea AV attraverso connessioni come quelle di Ponticelli e Montallese e quindi la fermata nelle stazioni come quella di Chiusi perdendo meno tempo possibile, riducendo cioè il tempo di frenata e di ripartenza…

Non solo: gli Etr 500, una volta sostituiti dagli ETR 1000, dovrebbero essere utilizzati come intercity (“frecciabianca” ) velocizzando le percorrenze e aumentando il comfort dei viaggiatori. Ma queste sono al momento indiscrezioni, anche se l’operazione sembra essere molto vicina. Ecco un altro terreno su cui Bettollini e i suoi colleghi potrebbero approfondire, pigiando forte sul tasto Chiusi… E se insieme ai sindaci si muovessero anche tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione la pressione sarebbe certamente più robusta e consistente…

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