GRANDI OPERE SOTTO INCHIESTA. ARRESTATO IL TITOLARE DELLA DITTA CHE STA LAVORANDO AL RESTYLING DELLA STAZIONE DI CHIUSI

mercoledì 26th, ottobre 2016 / 15:13
GRANDI OPERE SOTTO INCHIESTA. ARRESTATO IL TITOLARE DELLA DITTA CHE STA LAVORANDO AL RESTYLING DELLA STAZIONE DI CHIUSI
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CHIUSI – Mentre il premier Renzi e i suoi ministri parlano di grandi opere, le grandi opere finiscono ancora una volta sotto inchiesta. Due inchieste, per la precisione, che hanno fatto scattare le manette o misure cautelari per 21 persone.

Nel mirino degli inquirenti – Guardia di Finanza di Genova e Carabinieri di Roma – il terzo valico ferroviario Genova-Milano (alta velocità), il sesto macro-lotto della Salerno-Reggio Calabria e anche la realizzazione quasi ultimata del “People Mover” di Pisa, una cosa simile al minimetrò di Perugia per collegare la città all’aeroporto Galileo Galilei.

I capi di imputazione sono corruzione, tentata estorsione e associazione per delinquere. Ma si parla anche di utilizzo di materiali scadenti nel’esecuzione delle opere. Tra gli arrestati anche l’imprenditore Giandomenico Monorchio, figlio dell’ex ragioniere generale dello Stato, mentre Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro delle infrastrutture è indagato a piede libero. La “cupola” del sistema sarebbe composta, secondo gli inquirenti da Michele Longo ed Ettore Pagani, presidente e vicepresidente di Cociv, dell’ingegnere Giampaolo De Michelis e l’imprenditore Domenico Gallo.

In particolare, secondo quanto emerso dall’inchiesta, De Michelis e Gallo volevano mettere in piedi lo stesso sistema adottato per i lavori di realizzazione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Per gli inquirenti, “i due avrebbero intimidito anche con metodo mafioso gli imprenditori per fare acquistare loro gli inerti dalle ditte da loro indicate”.  E per ungere certi meccanismi, pagavano in mazzette, ma anche in… escort. Per la famosa storia che a volte tira più un pelo di…

Agli arresti anche un imprenditore di Orvieto e un suo familiare. Si tratta di Francesco Ceprini, 71 anni, titolare della Ceprini Costruzioni Srl, anch’egli coinvolto nell’indagine genovese. La ditta orvietana infatti è specializzata e da anni impegnata nei lavori relativi all’alta velocità ferroviaria. La Ceprini Costruzioni Srl è anche l’azienda appaltatrice che sta eseguendo i lavori di adeguamento della stazione ferroviaria di Chiusi. Primo lotto: innalzamento dei marciapiedi dei binari 2, 3, 4 e 5 e relative opere accessorie, per 1.900.000 euro, da eseguire in 440 giorni. Sono cominciati una decina di giorni fa.

Alla stazione di Chiusi i lavori procedono regolarmente. Gli operai sono al pezzo. L’opera non è sotto inchiesta, ma è chiaro che la notizia dell’arresto del patron dell’azienda e di un suo familiare (il direttore è dei lavori è Marco Ceprini), è una bella tegola che potrebbe avere ripercussioni sull’opera che è appena cominciata. I lavori già appaltati sono per un importo di circa 3 milioni e mezzo di euro, altrettanti sono da appaltare, ma già previsti e annunciati. Totale circa 7 milioni di investimento da parte di RFI, adeguamento di marciapiedi e binari e restyling di tutta la stazione, entro la fine del 2017. Il sindaco di Chiusi, Juri Bettolini, colto di sorpresa dalla notizia mentre era in Regione, si limita a dire: “mi auguro che la questione non incida negativamente sull’andamento dei lavori. Non ho elementi sufficienti per dare giudizi, fiducia nella magistratura”.

Naturalmente il fatto che sulle opere pubbliche, soprattutto sulle più sostanziose,  si scatenino appetiti e malversazioni non è una novità in Italia. E’ praticamente  la norma, purtroppo. Ma questo non vuol dire che le opere pubbliche, se utili, necessarie o in qualche caso indispensabili, non si debbano fare. Il problema è evitare quelle inutili ed evitare che si scatenino gli appetiti e le malversazioni… Cosa che in questo paese sembra una mission impossible…

m.l.

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