BETTOLLINI PRESENTA IL CANTIERE DEL PALASPORT. MA SCIVOLA SUL… REFERENDUM, USANDO IL SITO DEL COMUNE PER FARE PROPAGANDA AL SI’

mercoledì 05th, ottobre 2016 / 12:21
BETTOLLINI PRESENTA IL CANTIERE DEL PALASPORT. MA SCIVOLA SUL… REFERENDUM, USANDO IL SITO DEL COMUNE PER FARE PROPAGANDA AL SI’
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CHIUSI – Il sindaco Juri Bettolini, lo abbiamo capito, se la cava abbastanza bene quando parla di opere, progetti, cantieri… Un po’ meno bene quando deve parlare di politica. Non perché non sappia quello che dice, ma perché talvolta “esagera”, deborda, esce dal seminato per troppa enfasi. E talvolta confonde anche i ruoli tra quello di amministratore e quello di dirigente di partito. Per esempio, sul sito del Comune, compare una intervista su carta intestata con tanto di stemma del Comune, in cui Bettollini fa sapere che lui voterà sì al referendum costituzionale. Nulla di scandaloso sulla presa di posizione, ma è una forzatura politica prenderla sul sito ufficiale del Comune, cioè utilizzare uno strumento istituzionale per fare propaganda di parte. Lo dice sempre Bettollini, che lui non è un politico e che ragiona e lavora “da tecnico”, ma non può far finta di non accorgersi della forzatura. Quella intervista riteniamo debba essere rimossa dal sito del Comune. Senza se e senza ma. Se non lo farà dimostrerà di avere una concezione distorta del proprio ruolo istituzionale. La pubblichi quell’intervista sul sito del Pd, se vuole. Lasci il Comune fuori dalla contesa referendaria. Avrà modo in altre sedi di esprimere la sua opinione e la sua intenzione di voto in vista del referendum, eviti di occupare indebitamente campi che devono rimanere neutri. La politica ha delle regole che non possono essere calpestate in virtù di quella che a tutti gli effetti diventa la legge del più forte. Forzando la mano, come in questo caso, Bettollini rischia pure di infangare la sua immagine di “uomo del fare” a cui tiene particolarmente. E rischia di rimangiarsi, per un errore politico, magari reiterato, anche i punti che sta mettendo in fila sul suo pallottoliere.

Per esempio, proprio questa mattina, con il rumore di sottofondo delle trivelle che hanno cominciato a lavorare lunedì scorso, è stato presentato alla stampa il progetto esecutivo  per il nuovo palasport, proprio lì, in mezzo al cantiere che ha appena aperto i battenti. Si tratta di un’opera importante che va a chiudere definitivamente una questione annosa e largamente dibattuta, che pone fine – diciamolo – ad uno scandalo quale era ed è lo stadio incompiuto, recuperando i manufatti già realizzati come le tribune, gli spogliatoi, i bagni la centrale termica, i servizi, tutti perfettamente funzionanti e pronti all’uso. Come abbiamo già scritto il nuovo palasport a Pania (1 milione di euro di spesa utilizzando il residuo del mutuo acceso nel 2006 per lo stadio più 300 mila euro per la viabilità di accesso e una rotonda) servirà anche a liberare le palestre scolastiche attualmente utilizzate anche da alcune società sportive e decongestionare il palasport attuale di Poggio Gallina, oltre a dotare la città di una struttura capace di ospitare eventi sportivi professionali (serie A di basket, pallavolo e calcio a 5, per esempio), gare internazionali e anche eventi diversi come concerti o convegni. Previsto a questo scopo anche uno spazio all’aperto di fronte alla porzione di tribuna che non verrà coperta. E pure la possibilità, all’interno del palasport di realizzare in u secondo tempo una tribuna supplementare per portare la capienza dai 700 ai 1.000/1.300 posti. betto-palasport

Bettollini, nel presentare l’opera era visibilmente soddisfatto per una scommessa che ha voluto giocare e pare avviato a vincere. Ma non è stato enfatico e ha riconosciuto il lungo travaglio, scherzando pure sulle due “prime pietre” perse tra i rovi… Si può avere qualche dubbio su chi e come utilizzerà il nuovo palasport, su quale sarà la gestione, ma è evidente che quelle tribune, quegli spogliatoi attrezzati e funzionanti non potevano rimanere lì, in mezzo ad un campo pieno di erbacce, totalmente inutilizzati. Sarebbe stato uno scandalo sullo scandalo. Il palasport è una soluzione che può contribuire anche a riportare Chiusi ad una centralità territoriale che ultimamente ha perso… Crediamo che sia, alla fine dei conti, la soluzione più utile e meno costosa. Di sicuro la meno scandalosa. Quindi ok al palasport, con la speranza che i tempi di realizzazione previsti (maggio 2017) siano rispettati senza intoppi.  Peccato invece per quel’intervista sul referendum sul sito del Comune. Quella il sindaco avrebbe dovuto proprio evitarla. In questo articolo avremmo potuto parlare solo del palasport. E invece parliamo anche dell’intervista e dell’uso improprio del sito istituzionale del Comune. Ci ha guadagnato o ci ha perso?

M.L.

 

 

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