Sempre sia… iodato. Umbria: record per consumo di sale iodato, l’alleato della tiroide

Sempre sia… iodato. Umbria: record per consumo di sale iodato, l’alleato della tiroide
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Lo chiamano l’alleato della tiroide per la sua capacità di prevenire alcune patologie connesse, quali ipertiroidisimo ed ipotiroidismo.
La tiroide riesce a compiere il suo lavoro nel miglior modo possibile solo se dispone di quantità adeguate di iodi: motivo per il quale ne diventa fondamentale l’assunzione quotidiana, al fine di consentire il funzionamento corretto di questa ghiandola, che produce gli ‘ormoni tiroidei’.

Quello della carenza iodica è un tema centrale in ambito sanitario italiano, tanto che circa 10 anni fa, nel 2005, si arrivò ad approvare una legge finalizzata a prevenire le principali patologie, soprattutto il cosiddetto gozzo endemico, connesse a queste carenze.
Ebbene, secondo gli esperti si potrebbe alleviare questa problematica semplicemente aumentando il livello di sale iodato sulla nostra tavola; andando quindi a sostituirlo al comune sale utilizzato in cucina.
Si parla di iodioprofilassi, tematica sulla quale l’Umbria ha sviluppato una grande credibilità, frutto di una campagna pluriennale. La regione è all’avanguardia in tema di profilassi, anche in virtù di una presenza elevata di endemia gozzigena nei bambini tra gli 11 e i 14 anni.
E la tiroide è oggetto di altre patologie molto diffuse nella regione umbra; un recente incontro svoltosi a Perugia in materia di “Tiroide e criticità sanitarie” ha evidenziato un aspetto piuttosto inquietante: circa il 10% dei cittadini umbri è interessato da tumore alla tiroide.
Si parla quindi di una diffusione decisamente maggiore rispetto alle altre regioni italiane: più nello specifico, una percentuale che va dal 5 al 10% dei cittadini umbri presenta noduli tiroidei. Di questi, il 2 – 3% arriva a sviluppare forme tumorali. Fattore che può avere una correlazione con la territorialità, come ad esempio la distanza dal mare delle regione umbra.

Secondo i dati Airc, nelle aree dove il gozzo è endemico per mancanza di iodio, si assiste a una maggiore incidenza di neoplasie tiroidee. Come nel caso dell’Umbria. Un nemico spesso invisibile la cura del quale avviene, ad oggi, tramite chirurgia, andando ad asportare direttamente la ghiandola.

Un tumore che comunque lascia buone possibilità di sopravvivenza e che ultimamente ha visto l’introduzione di tecniche all’avanguardia per il trattamento. Come le microincisioni video-assistite, note come Mivat. O come l’utilizzo di farmaci sperimentali, approvati dal ministero della Sanità negli scorsi mesi.
Sotto questo punto di vista risulta di grande interesse anche l’uso della cannabis medica; utilizzata anche in Umbria a seguito della legge regionale n.7/2014, soprattutto su malati affetti da sclerosi, la cannabis sfrutta le peculiarità dei semi di CBD, da cui vengono prodotti farmaci in grado di alleviare i dolori che sopraggiungono nei pazienti affetti da tumori di varia natura.
Ritornando alle problematiche tiroidee e alla prevenzione grazie all’utilizzo di sale iodato, il record della regione umbra non è di poco conto; se nel resto d’Italia le vendite si attestano intorno al 55%, in Umbria arrivano a toccare il 90%.
Si tratta di sale assolutamente simile a quello tradizionale, senza troppe differenze di prezzo e sapore; ma che a livello chimico è fortificato con 30 mg di iodio per chilo. Fattore che, come scientificamente provato, risulta poi essere determinante nella prevenzione di patologie tiroidee.

 

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