MONTEPULCIANO: SI PUO’ CELEBRARE PIERO CALAMANDREI E VOLERE LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE?

mercoledì 28th, settembre 2016 / 17:56
MONTEPULCIANO: SI PUO’ CELEBRARE PIERO CALAMANDREI E VOLERE LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE?
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MONTEPULCIANO –  C’è una via intitolata al suo nome a Montepulciano. E in cima a quella strada, che è la strada di accesso alla città per chi arriva da nord, c’è una epigrafe. Nell’epigrafe è incisa una poesia: “Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani…” La poesia che finisce con un grido: “Ora e sempre Resistenza!”.  Un grido di battaglia. Una esortazione civile a non abbassare la guardia, mai. Un monito a futura memoria per ricordare quanto è costata la libertà e quella Costituzione. Il Comune di Cuneo per cui Calamandrei la dettò, la definì “Lapide ad ignominia”. L’ignominia del nazifascismo.

L’autore della poesia e l’intestatario della strada è Piero Calamandrei. Famoso il suo “discorso sulla costituzione” del gennaio 1955. Uno dei padri costituenti più citati, ma anche dei meno ascoltati. Ieri, 27 settembre ricorrevano i 60 anni della morte e Montepulciano, a cui la famiglia Calamandrei era molto legata avendovi una residenza estiva, ha voluto rendere omaggio all’illustre giurista e figura di spicco dell’antifascismo italiano, cofondatore con Ferruccio Parri del Partito d’Azione, vicino alla resistenza a cui partecipò attivamente il figlio Franco, militante e poi dirigente e deputato comunista. Anche a Montepulciano ieri è stato possibile far annullare lo speciale francobollo emesso da Poste Italiane con l’effige di Calamendrei. E al teatro Poliziano andrà in scena una anteprima dello spettacolo “L’aria della libertà. L’Italia di Piero Calamandrei”, rappresentazione multimediale di Tomaso Montanari, da un’idea del giornalista e regista Nino Criscenti, già in cartellone per l’8 maggio 2017 all’Accademia Filarmonica Romana.

Al Poliziano si faranno due giorni di prove, al Teatro Poliziano grazie all’interessamento del Comune di Montepulciano e della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte.

Il sindaco Andrea Rossi e la giunta hanno voluto anche loro unirsi, con alcuni post su facebook, al ricordo di Piero Calamandrei, nel 60° della morte. Ma la cosa non è passata inosservata e non sono mancati commenti critici e sarcastici, sul fatto che con una mano si celebri uno dei padri della Costituzione e dall’altra si sostenga il Sì al prossimo referendum, ovvero la riforma della Costituzione voluta dal Governo Renzi, sulla quale molti costituzionalisti e lo stesso presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia, uno degli ultimi superstiti della generazione dei Resistenti nitrono dubbi fortissimi.

Insomma c’è chi vede in questo atteggiamento degli amministratori poliziani una certa “doppiezza” e una forte contraddizione politica. Si può celebrare Calamandrei e voler cambiare la Costituzione? Forse vale la pena riascoltarlo, quel discorso del gennaio 1955: “In questo clima avvelenato di scandali giudiziari e di evasioni fiscali, di dissolutezze e di corruzioni, di persecuzioni della miseria e di indulgenti silenzi per gli avventurieri di alto bordo, in questa atmosfera di putrefazione che accoglie i giovani appena si affacciano alla vita, apriamo le finestre: e i giovani respirino l’aria pura delle montagne e risentano ancora i canti dell’epopea partigiana.”

g.l.

 

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