DOPO I CINGHIALI ANCHE I LUPI. E’ SOLO “SINDROME DI TIGER JACK”?

giovedì 29th, settembre 2016 / 13:04
DOPO I CINGHIALI ANCHE I LUPI. E’ SOLO “SINDROME DI TIGER JACK”?
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CHIUSI – Chi ha una certa età e si è formato anche politicamente leggendo Tex Willer sa che i Navajos erano bravissimi a scoprire e a interpretare le tracce di cavalli, uomini e animali… Lo stesso Tex, chiamato dai Navajos Aquila della Notte e il suo ‘pard’ Tiger Jack riuscivano a capire dalle tracce da quante ore era passato di lì un cojote, o un puma, e se il cavallo aveva in sella un uomo, due, o magari un bambino…

Ecco, ad una settimana dall’articolo che segnalava la presenza di cinghiali nell’area della fornace di Chiusi scalo a pochi metri dalle case e a 4 giorni dalla battuta controllata eseguita domenica mattina, con 7 cinghiali abbattuti, siamo diventati tutti Tex Willer e Tiger Jack. Tutti lì a scrutare le tracce. E siccome è stata Primapagina a segnalare i problema, molti adesso segnalano avvistamenti alla nostra redazione.

Tra martedì e mercoledì ne sono arrivate 4: la prima da parte di una signora che abita in via Oslavia segnalava due belle buche sicuramente fatte dai cinghiali, nell’area delle ex cava della fornace, buche che la mattina della battuta non c’erano. Sono quindi successive. Il che farebbe presupporre che un po’ di cinghiali siano ancora lì..

Poi un ciclista pievese ha riferito di aver incontrato un lupo lungo la vecchia Fondovalle che da Chiusi Scalo corre verso Ponticelli, poco dopo La Fabbrica (il monumento alla Bonifica di fine ‘700). Lo stesso ciclista ha detto che dopo aver visto l’animale allontanarsi, si è fermato un po’ impaurito ed ha notato tracce di pelo di lupo in un fil di ferro di recinzione a bordo strada. Deve avere anche la vista molto buona oltre che gamba e fiato, il ciclista. Ma non è la prima volta che qualcuno avvista lupi nelle campagne pievesi.

Un’altra segnalazione è arrivata, sempre via telefono, da un signore concitato che si è definito “abitante della zona Montelunghino”, il quale si è detto esasperato dai danni all’orto e al pratino all’inglese intorno alla sua abitazione causati dai cinghiali, che ormai pascolano indisturbati sia di notte che di giorno ed entrano sistematicamente nella sua proprietà: “dopo la battuta di domenica scorsa sono scappati dalla Fornace e sono venuti tutti qui! Ho già avvertito anche il Comune. Lasciano tracce inconfondibili!” ha detto.

La zona in effetti non è lontana. E’ poco a monte. Ed è possibile che i cinghiali che avevano trovato rifugio nella vecchia cava diventata boscaglia, si siano spostati più in alto, ma a poca distanza.

Infine l’ultima segnalazione, da parte di un cacciatore: “Venga con me direttore, le faccio vedere dove sono i cinghiali. Anzi le dirò di più: non solo i cinghiali e le volpi, che più o meno ci sono sempre stati, ma anche i lupi. Le faccio vedere le tracce anche dei lupi!”

Le tracce. Sembra quasi una psicosi. Ora tutti vedono cinghiali e lupi ovunque. Anzi, più che altro vedono “tracce” come il grande Tiger Jack.  E’ probabile che quel po’ di battage mediatico suscitato dalla battuta controllata fatta tra gli altri dal sindaco in persona abbia in qualche misura fatto crescere l’attenzione sul problema. Che adesso molti cerchino il loro quarto d’ora di visibilità…

Ma il problema esiste. I cinghiali indubbiamente ci sono e sono aumentati in misura esponenziale rispetto al passato. Si trovano ormai anche in aree molto vicine all’abitato, dove prima non c’erano e non dovrebbero esserci. Forse si avvicinano alle case anche per la presenza di predatori a monte (i lupi, per esempio che prima non c’erano neanche loro). Ma se cinghiali e caprioli si spostano, i lupi li seguono…

E anche il lupo è presenza anomala in questi territori. C’era sul Monte Rufeno (tra Allerona, Acquapendente e San Casciano Bagni), c’era sull’Amiata e più raramente sul Cetona… Non si erano mai visti prima d’ora lupi sulle colline di Sarteano o di Città della Pieve e men che meno nel fondovalle o nei dintorni di Chiusi…

La specie è stata introdotta di recente per riequilibrare la catena alimentare, ma forse, come i cinghiali, anche i lupi si sono moltiplicati più del previsto e adesso costituiscono più che un elemento di equilibrio, un fattore di rischio. Vagante.

Sia cinghiali che lupi è difficile che attacchino l’uomo, ma può succedere. Magari qualche ciclista o podista che percorre il Sentiero della Bonifica. Non sono pochi quelli che lo fanno anche di notte… In ogni caso sia lupi che cinghiali provocano danni alle attività agricole e zootecniche. Nei dintorni di Montallese (in piena zona di valle, non in montagna e neanche in collina) si sono verificati di recente attacchi a greggi di pecore. Cani randagi inselvatichiti o lupi?

Questo non vuol dire che si debba aprire un fronte di guerra e predisporre battute di caccia selettiva più o meno controllate ovunque e contro tutte le specie animali.  Ma è certo che nella politica venatoria e in  quella che attiene la gestione ambientale del territorio qualcosa non ha funzionato e quindi andranno riviste entrambe.

Così come dovranno essere eliminate o ripristinate ad una situazione di normalità le aree degradate o in abbandono come quella contigua alla fornace di Chiusi per evitare che diventino rifugio sicuro per specie animali che non ci dovrebbero stare. E questa è una battaglia su cui non c’è neanche il rischio di dividersi tra animalisti e cacciatori…

A proposito di “tracce”, pare ne siano state trovate alcune inequivocabili che fanno pensare a episodi di bracconaggio e caccia di frodo, probabilmente in notturna e con armi non convenzionali meno rumorose dei fucili, sempre nella zona della ex fornace.

Sarà anche la “sindrome di Tiger Jack”, ma che il problema in generale sussista è fuor di dubbio.

m.l.

 

 

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