CASTIGLIONE DEL LAGO, UN LIBRO-FUMETTO SU ASCANIO DELLA CORGNA

lunedì 26th, settembre 2016 / 16:30
CASTIGLIONE DEL LAGO, UN LIBRO-FUMETTO SU ASCANIO DELLA CORGNA
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CASTIGLIOONE DEL LAGO –  E’ stato presentato sabato scorso nella cittadina del Trasimeno (e dove se no?) un libro-fumetto di 208 pagine con 426 tavole di illustrazioni. Titolo, “Ascanio della Corgna e il duello dl secolo”. Autori, Luciano Festuccia ( testi) e Luca Petrucci (disegni).  Il volume ricostruisce il percorso storico-biografico di Ascanio della Corgna figura chiave nella storia di Castiglione e del Trasimeno e nipote per parte di madre di papa Giulio III, salito al soglio pontificio nel 1550. Perché a Castiglione del Lago? Perché lì, Ascanio ebbe il suo quartier generale, la sua “reggia” anche se fu “signore” di tutto il cosiddetto Chiugi Perugino, cioè del territorio che da Perugia arrivava fino al confine di Chiusi che aveva avuto proprio da Papa…

Ascanio fu uomo d’armi valoroso (e sanguinario, di pochi scrupoli, come molti del suo tempo) ed ebbe una carriera militare folgorante, impetuosa:  fu al servizio della Repubblica di Venezia e dello Stato Pontificio, poi del Duca di Firenze, del Viceré di Napoli, della Francia e della Spagna. Partecipò a notevoli imprese di guerra, come la liberazione di Malta dall’assedio dei Turchi nel 1565 e concluse la sua carriera militare con la Battaglia di Lepanto del 1571, dopo la quale morì.

Ma è noto anche per un’impresa “solitaria”, una battaglia a due. Ovvero un duello. Anzio, come dice il titolo del libro-fumetto di Festuccia e Petrucci, “il duello del secolo” che è raffigurato in una delle sale di palazzo Corgna a Castiglione del Lago. Fu proprio Ascanio a commissionarlo al pittore Niccolò Circignani, detto il Pomarancio. Un duello a due spade, con l’ex amico e compagno d’armi Giovanni Taddei, fiorentino, molto vicino ai Medici e a Cosimo I, per cui Ascanio stesso combatté qualche anno dopo contro la  Repubblica di Siena… Il duello, infatti si svolse il 26 maggio 1546 a Pitigliano, la perla rinascimentale di Francesco Orsini che offrì il campo “franco e libero” ai due contendenti e si assunse il ruolo di giudice della sfida alla quale assistettero migliaia di cavalieri e nobili dell’Italia centrale… Nel duello, Ascanio, pur essendo cieco da un’occhio per una ferita riportata in battaglia,  uccise Giovanni Taddei, e il dipinto della reggia castiglionese ritrae il Duca della Corgna proprio nell’attimo in cui trafigge il rivale…

Il libro a fumetti di Festuccia-Petrucci ci restituisce un Ascanio figlio della sua epoca e dell’ambiente “papalino” che proprio in quegli anni vedeva Roma tornare a dominare la scena anche artistica in contrapposizione, spesso, con Firenze. Ci restituisce un Ascanio uomo d’armi  al servizio ora di un signore ora d un altro, come accadeva allora a tutti i capitani di ventura e a tanti “mercenari”. E a questo proposito, al di là dell’opera appena presentata, vale la pena ricordare come Ascanio, 8 anni dopo il duello di Pitigliano venne salvato solo dalla intercessione e dalla potenza del Papa Giulio III (suo zio), quando la notte del venerdì santo del 1554 subì lo smacco più pesante e terribile della sua vita militare e non solo. Ne abbiamo parlato di recente su queste stesse colonne. Parliamo della “Pasqua di sangue chiusina“. Ascanio stava assediando Chiusi, baluardo della repubblica di Siena, con il suo compagno d’armi Ridolfo Baglioni e oltre 2.000 armati. I difensori della città guidati da Santaccio da Pistoia finsero di tradire e si accordarono con Ascanio e Baglioni per aprire loro la porta e facilitarne l’ingresso dentro le mura cittadine, onde evitare spargimento di sangue… E in effetti la porta la aprirono, ma la richiusero immediatamente alle spalle di Ascanio e delle sue truppe, che si trovarono improvvisamente in un tranello, accerchiate e sotto il tiro dei francesi di Santaccio… Fu una carneficina: oltre 400 morti tra cui Ridolfo Baglioni. Ascanio fu preso prigioniero. E avrebbe fatto una brutta fine se il Papa in persona non fosse intervenuto chiedendone la liberazione con uno scambio…

Cinque anni dopo la Repubblica di Siena, ritiratasi a Montalcino cadde, i Medici alleati di Carlo V conquistarono anche Chiusi e le ultime roccaforti (Radicofani, Orbetello, Grosseto…) che resistettero ben oltre la Repubblica e per motivi non sempre nobili (i mercenari non se ne volevano andare finché non fossero stati pagati fino all’ultimo centesimo, ma non avendo più chi li pagava, cercarono di arrangiarsi in proprio…).

Ascanio della Corgna continuò a combattere per altri 12 anni fino alla battaglia di Lepanto… ma quello smacco subito a Chiusi, proprio al confine con il suo “regno” certamente gli bruciò più di ogni altra ferita. E anche questa è una storia che andrebbe raccontata e indagata più a fondo…

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