RIPARTE LA CAMPAGNA REFERENDARIA. IL 22 A CHIUSI IL COSTITUZIONALISTA AZZARITI SPIEGA LE RAGIONI DEL NO

martedì 20th, settembre 2016 / 12:33
RIPARTE LA CAMPAGNA REFERENDARIA. IL 22 A CHIUSI IL COSTITUZIONALISTA AZZARITI SPIEGA LE RAGIONI DEL NO
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CHIUSI – Finisce l’estate e comincia l’autunno. E con l’autunno riprende anche l’attività politica e la campagna in vista del referendum costituzionale, che ancora non si bene quando si terrà. Ma entro dicembre si terrà. Se nelle varie feste del Pd si è fatta soprattutto propaganda per i Sì alla riforma proposta dal governo Renzi, salvo quella dei giovani progressisti di Panicarola dove D’Alema ha invece lanciatola campagna per il NO, adesso si muovono i comitati. A Castiglione del Lago quello per il Sì. A Chiusi quello per il No.

A Chiusi giovedì 22 verrà il professor Gaetano Azzariti, ordinario di “Diritto costituzionale” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università  “La Sapienza” di Roma, dopo esser stato docente anche presso le Università  di Perugia, Torino, Napoli, e Luiss. Un costituzionalista autorevole per spiegare le ragioni del No alla “deforma Renzi-Boschi” come molti chiamano ormai la proposta di modifica della Costituzione.  L’iniziativa si terrà alla saletta CGIL in via Mameli a Chiusi Scalo, alle ore 18,30.

Parlando della riforma, Azzariti si esprimeva così, qualche mese fa in una intervista:
«Ci sono alcune intenzioni, però la realizzazione è molto negativa. L’idea per esempio di differenziare il Bicameralismo è un’idea che convinceva molti. Il problema è che si è passati da un bicameralismo perfetto a un Bicameralismo confuso: in qualche modo l’effetto complessivo sarà quello di un depotenziamento del ruolo del Parlamento e questo è certamente un aspetto negativo.»

Insomma una riforma pasricciata: “È pasticciata – prima di tutto perché è scritta malissimo. Un consiglio che dò sempre a tutti è di andarsela a leggere. Ha una bruttissima lettura in cui si capiscono le difficoltà. Non è solo una difficoltà di lettura ma anche la difficoltà di realizzarla ove dovesse entrare in vigore. Questo per la Costituzione è terribile: Piero Calamandrei diceva che le costituzioni devono essere chiare e semplici. In questo senso questa è una riforma che ridurrà la Costituzione confusa e complicata”.

Secondo Azzariti le modifiche costituzionali,  unite alla riforma elettorale (che non è sottoposta a referendum, ma va di pari passo con esse ed è complementare ad esse) “riducono la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche. E non sburocratizza la politica, anzi. “Se si pensa che il prossimo Senato sarà composto dal ceto politico meno autorevole che abbiamo in Italia cioè i consiglieri regionali certamente non è una sburocratizzazione: è un premio al ceto politico”.

Non solo, sempre secondo Azzariti , con questa Riforma, se vincerà il Sì, “si passerà da una situazione in cui il potere è più diffuso e disseminato fra Parlamento, Governo e organi di garanzia a una concentrazione nelle mani del Governo e del capo del partito tanto più se si mette insieme la Riforma Costituzionale con la riforma della legge elettorale. È la verticalizzazione ciò che unifica tante ma anche diverse prospettive”. Quindi è un tentativo di verticalizzazione e di concentrazione del potere, diminuendo i contrappesi…

Queste in sintesi estrema alcune delle ragioni per cui lo stesso Azzariti, così come altri 50 illustri costituzionalisti tra i quali Gustavo Zagrebelskj, Valerio Onida, Andrea Manzella, Lorenza Carlassare, Francesco Paolo Casavola, Enzo Cheli hanno firmato un appello per il NO. E se il partigiano e presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia e i migliori e più autorevoli costituzionalisti sono contro la riforma, qualcosa vorrà dire…

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