I TERREMOTI E LA… “VOLONTA’ DI DIO” (PIUTTOSTO FALLACE)…

lunedì 29th, agosto 2016 / 18:09
I TERREMOTI E LA… “VOLONTA’ DI DIO” (PIUTTOSTO FALLACE)…
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Lunga e tragica storia quella dei terremoti in Italia. Purtroppo il Bel Paese si trova su una posizione infelice, sopra una faglia dove i due continenti l’Africano e l’Europeo si scontrano. E’ la natura sfortunatamente, l’unica cosa che l’uomo può fare è costruire in zone più sicure e con tecnologie che permettano di affrontare meglio certi eventi catastrofici. Le tecnologie ci sono, manca la solita volontà politica di fare prevenzione. Mettere in atto una strategia di lungo termine, che punti a riqualificare e mettere in sicurezza il vasto patrimonio storico edilizio diffuso in tutto il territorio nazionale. L’Umbria ne va dato atto, ha dimostrato che questo è possibile. Come tutti, anch’io sono sgomento per quanto accaduto, ma non posso sottacere quel certo fastidio provocato dal sentire le dichiarazioni dei religiosi. Qualcuno potrebbe gridare alla mancanza di rispetto, ma non è questo il sentimento che agita il mio animo. D’accordo è sicuramente un modo un po’ particolare di affrontare l’accaduto, mentre tutti parlano d’altro, io parlo di religione e di sentimenti legati ad essa, ma dinnanzi a tanta violenza non attribuibile a nessuno ovviamente, sentire dire che ora il padreterno accoglierà tutte le anime in paradiso, mi sa tanto di cinismo. “Ma perché Dio permette tutto questo? Perché ha voluto prendere mia figlia di 36 anni e non me che sono anziana?”. E’ dinanzi a urla di dolore come queste, che è dura da accettare l’atteggiamento della chiesa. C’è anche chi, dinnanzi ai propri familiari morti, dice sommessamente: “Sia fatta la volontà di Dio. Sono certa che i miei cari dal cielo mi aiuteranno”. Parole che meritano il massimo rispetto. Però fa riflettere quel dire, “Sia fatta la volontà di Dio”. Si, perché a questo punto non si può fare a meno di chiedersi che razza di padre è questo padreterno, che a suo insindacabile giudizio si porta via centinaia di vite. Insomma manifesta una “volontà” criminale. E perché questa sua violenza? Dinanzi a interrogativi legittimi come questo, che da fastidio sentire i religiosi, esortare ora a pregare il loro Dio, “affinché accolga le anime dei morti in paradiso, o aiuti i sofferenti”. Quante volontà esprime questo Dio? La prima che lo dipinge come un vendicativo, o la seconda, che lo fa percepire come un misericordioso? E se è buona la seconda, allora accettando per buona la tesi della sua onnipotenza, poteva anche intervenire prima. Nel 1639, ci fu anche allora un tremendo terremoto che sconvolse l’Italia centrale. Crollarono persino due arcate del Colosseo. Bene a leggere le cronache di quel tempo, balsa agli occhi subito l’oscurantismo della chiesa cattolica. Per quell’evento il papa parlò di punizione divina per i peccati commessi dall’uomo. “Dio adirato contro i peccatori”, scrivevano le autorità vaticane sulla stampa in quei giorni. Provarono a dire scemenze simili anche con l’AIDS. Questo Dio che, a suo insindacabile giudizio, stando alle dichiarazioni pontificie del tempo, avrebbe deciso che i cittadini di quella che ancora non era l’Italia unita, dovevano morire in massa, perché lui, l’altissimo, si riteneva offeso dai peccati commessi e poco adorato, da quelli che evidentemente considerava e considera ancora oggi, dei sudditi. Chissà poi perché punì solamente quelli del centro Italia, forse che quelli del nord o del sud, erano particolarmente devoti e servizievoli nei suoi confronti? Meno peccatori? In sintesi, questo padreterno è un bel tipo davvero, non si fa vedere mai, non parla mai con nessuno, poi improvvisamente la collera lo acceca e manda giù punizioni a troci a casaccio. Interrogativi a cui mi piacerebbe che mi sia data una risposta. Poi, diciamo la tutta, la punizione fu davvero estrema, evidentemente ancora Dio non aveva letto “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, che infatti uscirà qualche decennio più tardi, esattamente nel 1764. Ora dinanzi all’ennesima tragedia di questi giorni, quel linguaggio, quelle ipotesi che avanzavano a quel tempo i chierici, non si azzardano più a scriverle. O millantavano allora, o il loro Dio si è ravveduto, forse anche pentito, di conseguenza non manda più i terremoti come punizioni divine. Quindi come dice la scienza, i terremoti come unico evento naturale, nei confronti del quale l’uomo ancora non ha modo di intervenire. Anche questo mi piacerebbe che la chiesa chiarisse. Certo che ne viene fuori un Dio tutt’altro che amorevole nei confronti di quella che la chiesa definisce la sua creatura principe, l’uomo. Un Padreterno narciso, permaloso, vendicativo, che non interloquisce mai con nessuno. Anche sul versante dell’onnipotenza, c’è poi da ridire. Se ha fatto tutto lui (bisognerebbe finalmente dimostrarlo), così come affermano da sempre quelli che si autoproclamano suoi rappresentanti in terra, alcune aspetti di questa sua creazione universale bisognerebbe chiarirli. Se anche i terremoti, così come altre catastrofi naturali, fanno parte della sua capacità e volontà creativa, allora c’è da sospettare che tutto quest’amore per il genere umano, sia una bufala. Se invece le catastrofi sono dettagli che gli sono sfuggiti, allora non è onnipotente, ma è come un umano, portatore di difetti e limiti. Se stanno così le cose, che ce ne facciamo di un’entità astratta, inventata, un artificio insomma, che per di più sbaglia come gli umani? Concludendo interrogativi legittimi a cui la chiesa sfugge da secoli e contraddizioni tanto eclatanti da non essere più tollerate.
Renato Casaioli

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