FUSIONE CHIUSI-CHIANCIANO, IL SINDACO DI CHIANCIANO FRENA E STOPPA SCARAMELLI

giovedì 21st, luglio 2016 / 18:46
FUSIONE CHIUSI-CHIANCIANO, IL SINDACO DI CHIANCIANO FRENA E STOPPA SCARAMELLI
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CHIANCIANO TERME –  Comune unico tra Chiusi e Chianciano. Se Stefano Scaramelli qualche giormo fa ha rilanciato la proposta alla festa del Pd di Chiusi, gettando benzina sul fuoco, il sindaco di Chianciano Andrea Marchetti fa subito il pompiere e il fuoco lo spegne sul nascere. Almeno in questa fase. “La fusione tra comuni – scrive Marchetti – non può essere trattata come un business: si stravolge la storia e l’anima di generazioni di persone. E’ un’operazione che si può fare solo dopo aver costruito un progetto serio di territorio supportato da un largo consenso popolare”. Come dire: Caro Scaramelli, queste cose non si fanno con le sparate estemporanee e soprattutto non si fanno a tavolino…

Ma il primo cittadino di Chianciano aggiunge: “Nessuna ripresa economica e sociale è possibile se non si pensa ad un sistema di redistribuzione delle risorse che passi attraverso i territori locali. L’economia Italiana potrà riprendersi solo se il mondo politico e quello finanziario riusciranno a mettere al centro delle loro attenzioni i Comuni, unico volano possibile per una ripresa a breve e per una futura promozione stabile dei territori, delle tipicità, delle imprese, della cultura, del turismo, dell’ambiente. La promessa di forti incentivi economici non è sufficiente a giustificare una fusione”. E così Marchetti che guida una giunta civica, ma sostenuta dal centro destra, sembra vestire i panni della sinistra (le sue posizioni non sono molto lontane da quelle dei sindaci dei piccoli comuni, per lo più del Pd che si sono opposti alla fusioni per decreto), mentre Scaramelli che è esponente di spicco del Pd, sembra voler accelerare verso derive di altro genere…

“Tra qualche anno – si chiede Marchetti –  quando gli incentivi si esauriranno e i nuovi comuni, vasti per territorio, disomogenei, distanti e comunque ancora piccoli in termini di popolazione, dovranno reggersi sulle proprie forze cosa accadrà? La fusione tra Chiusi e Chianciano Terme porterà davvero alla nascita di nuove imprese e alla ripresa del settore turistico? E’ accaduto questo nei pochi comuni che ad oggi si sono fusi? Oppure le fragilità e le difficoltà sono rimaste e rimarranno fragilità e difficoltà e la periferia è diventata e diventerà ancora più periferia? Non è che dietro a questa forte spinta alle fusioni c’è la previsione di un ridimensionamento dei servizi non gestiti direttamente dal Comune quali caserma dei carabinieri, plessi scolastici, centri e poliambulatori?”. Bella domanda. In sostanza il sindaco di Chianciano paventa la possibilità che la fusione tra Chiusi e Chianciano (nello specifico) diventi un un’operazione di rafforzamento, ma la somma di due debolezze, con una riduzione dei servizi e del patrimonio finora gestiti dai singoli comuni, oltre che dei “presidi” di democrazia….

Se non è uno stop alle fregole scaramelliane, poco ci manca. Ed è, quella di Marchetti, una chiara frenata, quantomeno un richiamo alla necessità di fare valutazioni più ponderate e meno estemporanee propagandistiche. Tra i due, secondo noi, ha ragione Andrea Marchetti.

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