CHIUSI: SE NON C’E’ L’EVENTO E’ UN DESERTO. COME SE NE ESCE?

mercoledì 20th, luglio 2016 / 12:07
CHIUSI: SE NON C’E’ L’EVENTO E’ UN DESERTO. COME SE NE ESCE?
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CHIUSI – A leggere le cronache dei quotidiani, a Chiusi è tutto un successo: è stato un successo il Triathlon, un successo il festival rock, un successo le due Shopping night, il Tria Turris, la festa di Santa Mustiola e anche  iniziative della festa del Pd…  Sui socialnetwork si rincorrono commenti di gente che addirittura si rammarica di non essere chiusina e di abitare altrove…

Sembra – a leggere le cronache – di trovarsi nel paese dei balocchi. O a Disneyland.  E in effetti alcune iniziative hanno avuto successo. Si è vista tanta gente. Non solo di Chiusi. Ma solo durante quelle iniziative.  Finita la festa, spenti i lumi…  Se non c’è l’evento, che sia Sbottegando o il festival rock o la festa del patrono, Chiusi città e Chiusi Scalo ripiombano nel clima da deserto del Sahara. O da vecchia mining town abbandonata anche dall’ultimo saloon. Mancano solo i cespugli che rotolano, come nei film western…

Eppure i bar e i ristoranti coi gazebo all’aperto, un po’ di colore adesso lo fanno. Chiusi Scalo, per esempio, sembra quasi un quartiere da “movida”. Ma senza la movida. Il “giro” è limitato. E a Chiusi città pure…

Tranne un paio di bar, uno allo Scalo e uno nel centro storico, ormai ritrovi giovanili di tendenza, per il resto è un pianto. O quasi. Pochissime persone negli altri bar, poche nei ristoranti, pochissime a passeggio o a guardare le vetrine dei negozi. Il centro storico, di giorno è un luogo quasi spettrale.  E, sempre sui social, c’è chi ci fa battute: “Faccio a spallate coi gatti..” e cose del genere.chisui vuoto

Qualche turista ogni tanto compare, ma i pochi che si vedono in giro, sembrano spaesati pure loro, quasi increduli: “bello questo paese, peccato che non sia abitato”…

Anche alla festa del Pd, tranne la serata della cena a sostegno del comitato per il Sì al referendum, cui erano invitate tutte le truppe renziane del territorio,  non è che ci siano state finora folle oceaniche. L’ambientino è triste assai. Un po’ di gente a cena, qualcuno a ballare il solito liscio. Per il resto, tavoli vuoti, spazi semideserti. Facce poco convinte e poco convincenti anche tra gli “addetti” ai vari stand.

Lo abbiamo già scritto tante volte, anche durante la recente campagna elettorale: questa, la desertificazione della città, è la prima vera emergenza da risolvere. Lo scoglio più duro da superare. Riportare la gente fuori di casa, far ritrovare ai cittadini anche il semplice gusto di passeggiare e mangiare un gelato in compagnia, oltre che quello di scoprire o riscoprire la città e i suoi tesori è il primo obiettivo per Bettolini & C., ma anche per le altre forze di opposizione e per le varie associazioni che si impegnano anche parecchio, ma ottengono risultati colo con eventi robusti. Altrimenti fanno una fatica del diavolo.

E’ vero che anche nei dintorni la situazione non è rosea e non è nemmeno quella di qualche anno fa. Un certo calo di presenze si nota quest’anno anche a Città della Pieve o a Castiglione del Lago per esempio. Chianciano continua a stentare… Montepulciano veleggia con il turismo straniero, ma non attrae la gente dei paesi limitrofi se non in rare occasioni…

Ma Chiusi vive una situazione decisamente al di sotto della proprie potenzialità. E nonostante  la propaganda martellante della’Amministrazione comunale e della stampa governativa, nonostante gli sforzi degli operatori la città non riesce proprio a ritrovarsi, a tornare ad essere una comunità vivace. In alcune occasioni ha dimostrato di poterlo e saperlo fare (vedi il Lars Rock Fest), ma poi non mantiene la continuità, come certe squadre che giocano benissimo la partita con la Juve o il Milan e poi galleggiano nei bassifondi pareggiando e perdendo per il resto del campionato, quando c’è da giocare col Chievo, il Cagliari, o l’Empoli…

Tra una settimana comincia il festival Orizzonti. Gente da fuori ne arriverà, perché la proposta artistica è certamente di qualità e anche molto particolare. La scommessa da vincere però è anche in questo caso quella di portarci i chiusini e magari anche qualcuno di Città della Pieve, Cetona, Sarteano, Chianciano, Castiglione del Lago, Montepulciano…

Nelle altre due edizioni targate Cigni questo è successo solo in parte e in maniera non soddisfacente (non per colpa di Cigni, piuttosto dei chiusini), vediamo se questa volta il vento cambierà come è avvenuto con il festival rock.

E come dopo il festiva rock abbiamo scritto che adesso serve dare la possibilità al “movimento musicale” locale di esprimersi, di avere continuità, dotando la città di strutture fruibili e a basso costo, per le prove, le registrazioni, gli eventi, così, dopo Orizzonti si dovranno tirare le somme e verificare se il gioco vale la candela, se l’evento lascia qualche sedimento in loco, se fa crescere la sensibilità culturale della comunità, se riesce a coinvolgerla, in qualche modo, la comunità…

Per questo ci sembrerebbe opportuno, a bocce ferme, convocarli, finalmente, “gli stati generali della cultura”, per fare il punto e l’inventario, per capire quali e quante risorse sono disponibili e come metterle a frutto.

Siamo dell’idea che dal deserto si esca per questa strada. Siamo dell’idea che partecipare al festival Orizzonti (o al Lars, o a qualunque altra iniziativa) non significhi fare propaganda a Bettollini & C. o assecondarne la loro politica, ma siamo soprattutto dell’idea che dal deserto si esca tornando a vivere la città, uscendo di casa, frequentando i locali, le piazze, i giardini , anche quando non c’è nessun evento.

m.l.

 

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