CHIUSI, NASCE IL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM DI OTTOBRE. ‘POSSIAMO’ IN PRIMA LINEA…

lunedì 04th, luglio 2016 / 17:13
CHIUSI, NASCE IL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM DI OTTOBRE. ‘POSSIAMO’ IN PRIMA LINEA…
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CHIUSI – Se il Pd già durante la campagna elettorale amministrativa e subito dopo ha fatto qualche volantinaggio con raccolta di firme per “fidelizzare”la propria base per il SI’ al referendum costituzionale di ottobre, comincia a muoversi qualcosa anche sul fronte opposto. Domani sera, martedì 5 luglio, presso la saletta CGIL di Chiusi Scalo (via Mameli) si tiene infatti un primo incontro promosso dai sostenitori del NO. Diciamo che si tratta del “battesimo” del nascente comitato per il NO, promosso, per ora da un gruppo di persone per lo più vicine alla lista Possiamo, che ha subito rilanciato e appoggiato l’iniziativa (confermando peraltro un orientamento già espresso in campagna elettorale). All’incontro parteciperà il Prof. Nicola Vizioli dell’Università di Siena che illustrerà i contenuti della riforma costituzionale, della legge elettorale “Italicum” e le ragioni del NO nel referendum.  “Il nascente comitato si propone di organizzare iniziative di approfondimento sul tema della Costituzione e informare l’opinione pubblica sui pericoli che la riforma, varata da un’esigua maggioranza del Parlamento getterà sulla nostra democrazia” dicono i promotori tra i quali figurano Massimo Giulio Benicchi, Marco Nasorri, Michele Trabalzini, Agnese Mangiabene, Rosa Iannuzzi, Marizio Patrizi, Alberto Baessato, Aurora Marcocci, Pier Luca Cupelli, Vittorio Bartoli, Carlo Giulietti, Leonora Gherardi…

Vedremo se al Comitato aderiranno anche le altre forze schierate per il NO come i 5 Stelle, la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e quella parte di Pd che non è convinta della riforma renziana o se ognuno andrà avanti per conto suo.

Certo è che la compagnia è eterogenea, quindi più il confronto entrerà nel merito della riforma, nei dettagli, meglio sarà. Perché quello di ritrovarsi i renziani chiusi a testuggine a gridare che chi è per il NO sta insieme ai fascisti e ai populisti,  è per la conservazione dello status quo e dei privilegi della casta è un rischio piuttosto alto…

E’ stato proprio il premier Renzi a politicizzare il referendum di ottobre e a trasformarlo in un referendum su di lui e sul suo governo, a dare al referendum una valenza di spartiacque tra innovazione e conservazione. Tra nuovo che avanza e vecchio che resiste…

E’ stato Renzi il primo a forzare la mano, sapendo forse di giocarsi il futuro…

Ma questo è lo stato dell’arte e il Comitato per il No, anzi i comitati per il No dovunque si formeranno, dovranno fare molta attenzione a non scendere sul terreno di gioco scelto dal presidente del Consiglio e dai suoi pasdaran. Dovranno parlare del tema in discussione. Cioè della Costituzione, della democrazia in pericolo (lo stanno dicendo in tanti ultimamente: anche Veltroni e D’Alema, per esempio), della rappresentatività delle istituzioni, senza farsi intruppare con Casa Pound o Salvini… E soprattutto da queste parti dovranno cercare di convincere il vecchio popolo di sinistra quello che vota ancora Pd a prescindere, ma che su una questione del genere potrebbe avere qualche tentennamento…

A Chiusi, come dicevamo all’inizio, sul versante del NO, con l’iniziativa di domani sera, la prima mossa l’ha fatta Possiamo che ha fatto proprio l’appello del comitato e ha aderito in massa. Vediamo se i 5 Stelle su questo argomento prenderanno ancora una volta le distanze, come per la visita al cimitero di guerra di Orvieto, se parteciperanno convintamente o faranno il comitato per conto loro… E vedremo anche se nel Pd il fronte del SI’  è compatto oppure no. Gli scaramelliani sembrano tutti schierati per il Sì. Gli altri non si sa. Ma quanti sono ormai gli scaramelliani e quanti sono gli altri?

m.l.

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