CHIUSI, LA PAROLA ALLE URNE. ECCO LA “SOGLIA DI SODDISFAZIONE” DELLE VARIE LISTE.

venerdì 03rd, giugno 2016 / 18:04
CHIUSI, LA PAROLA ALLE URNE. ECCO LA “SOGLIA DI SODDISFAZIONE” DELLE VARIE LISTE.
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CHIUSI – E’ finita. La campagna elettorale passa in archivio. Ora un giorno di silenzio (sperando che sia rispettato) e poi il voto e il responso delle urne. I sondaggi sono vietati, ma le valutazioni no. E allora, alla vigilia del voto, proviamo a vedere quale è la situazione sulla griglia di partenza e quale potrebbe essere la “soglia di soddisfazione” per le varie liste in campo.

Partiamo da quella del Pd-Psi e da Juri Bettollini, il principale candidato alla successione di se stesso. Due mesi fa, quando ottenne l’investitura da un Pd ridotto numericamente ai minimi termini (300 iscritti), lacerato e diviso, con la segretaria Pamela Fatighenti fatta letteralmente fuori come anche l’ex vicesindaco poi assessore semplice Sonnini, la situazione era tale da prefigurare sì una vittoria, ma con un numero di voti decisamente inferiore ai 2900 del 2011 e anche ai 2.450 delle Regionali 2015, con Scaramellli candidato. Vittoria sì, ma mutilata. Questo era il rischio, con la possibilità concreta di un astensionismo sopra al 40%. Bettollini fiutando l’aria, si è rimboccato le maniche, ha cominciato a correre in lungo e in largo, giorno e notte, Ha tenuto decine di assemblee di quartiere, ha fatto visita a decine di aziende, ha incontrato associazioni grandi e piccole, ha presenziato anche all’assaggio dei pasti dell’asilo. Comparsate tv, conferenze stampa(alcune anche in violazione dell’art.9 della legge 28/2000 che regola le campagne elettorali), premiazioni… perfino pranzi, cene, porchettate e processioni. Non si è fatto mancare niente e non ha lasciato vacante un metro di territorio. Ha ripetuto, facendo uno sforzo ancora maggiore, la campagna elettorale per portare Scaramelli in Regione. Gli è mancato solo il camper. Ma la sensazione è che abbia recuperato posizioni. E voti. Più a destra che a sinistra. Sì perché buona parte di quella che fu la destra berlusconiana e democristiana adesso sta con il Pd. Si sente rappresentata e rassicurata da Renzi e dai suoi colonnellli.  Se prenderà più voti dei 2.450 ottenuti da Scaramelli un anno fa, sarà comunque un buon risultato. Se ne prenderà più dei 2.900 del 2011 sarà un risultato straordinario. Ed è questo il suo obiettivo. Per dimostrare che al di là delle difficoltà del Pd lui gode della fiducia della cittadinanza. Oltre che a destra e nel suo serbatoio storico dovrà pescare anche nell’area del non voto. Vedremo. Parliamo di voti e non di percentuali, perché la percentuale dipende dal numero dei votanti, anzi dei voti validi (votanti meno bianche e nulle), quindi è falsata e drogata dall’astensione.

E gli altri? Gli altri si divideranno la quota di minoranza. Difficile pensare che una delle 4 liste possa insidiare la vittoria a Bettolini, come accadde con la Primavera. Stavolta quel clima non c’è.  C’è solo un po’ di competizione, molto soft tra l’altro, per la seconda piazza. Che ha un suo perché, ma non scalda la passione..

Per i 5 Stelle che sono alla prima apparizione alle amministrative comunali e hanno alle spalle l’exploit delle politiche  2013 (1.092 voti e 20%), ma anche il calo progressivo delle Europee 2014 (690 voti ) e delle Regionali 2015 (475 voti), la soglia di soddisfazione potrebbe essere quella di mantenere più o meno la quota del 2015 e attestarsi sui 500 voti, prendendo almeno un voto in più dei “Podemos” di Scaramelli. Se ne otterranno di più potranno far festa, se ne prenderanno di meno, vorrà dire che a livello locale il movimento non sfonda, nonostante il vento nazionale e un marchio forte che è sempre in Tv…  Certo, un risultato alle comunali vicino ai 1.000 voti del 2013, sarebbe un boom. Ma sembra al momento un obiettivo poco realistico. Chi si aspettava una campagna elettorale forte, aggressiva, puntigliosa, sarà rimasto deluso. Comunque a piazzare una bandierina o due ce la dovrebbero fare.

La lista Possiamo Sinistra per Chiusi è anch’essa alla prima apparizione. Ed è una novità assoluta. L’unica novità assoluta, per di più senza alcun riferimento evidente a livello nazionale (Si Toscana, Tsipras, Sel… in sottofondo, ma molto in sottofondo…). Potrà cantare vittoria se otterrà almeno 500 voti e un voto in più dei 5 Stelle. Scaramelli & C. potrebbero prenderne di più, anche molti di più, visto il clima che aleggia intorno al Pd, con un crescente malumore verso la deriva neo democristiana del partito e l’attacco alla Costituzione, ma possono prenderne anche meno, perché anche loro, come i 5 Stelle, si son visti poco, son partiti in ritardo e lentamente, hanno tenuto un profilo sobrio, ma basso. E’ la lista che potrebbe, in teoria, recuperare più elettori non votanti o intenzionati a non votare. Un risultato sotto ai 500 voti renderebbe più problematico l’impegno dichiarato a continuare l’attività politica anche dopo le elezioni, nel tentativo di ricostruire qualcosa di sinistra… Partire dal basso va bene. Troppo dal basso può essere deprimente… Per questo per Possiamo conterà più il numero dei voti ottenuti, che non quello dei consiglieri che riuscirà a portare in consiglio. Se ci riuscirà…

La lista della triade di centro destra Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia sembra contare solo sul richiamo nazionale di Salvini che peraltro è venuto a fare un comizietto antikebab anche a Chiusi scalo. La destra locale più o meno storica sembra guardare altrove e non al malcapitato Salaris. L’obiettivo è quello di rientrare almeno in Consiglio. Cosa che non riuscì a gaetano Gliatta nel 2011. Sarà difficile che Salaris riesca a coglierlo. Sarebbe un risultato con la R maiuscola.

Poche chances, sulla carta, sembra avere anche Rita Fiorini che presenta un programma fotocopia di quello di 5 anni fa e una lista messa su con l’attaccatutto e fatta di soli 9 candidati (Cittadini per Chiusi). Nel 2011 ottenne 364 voti e un consigliere, un exploit. Stavolta l’immagine è molto più stanca e dimessa, anche se Rita Fiorini è donna di mille risorse e mille contatti. Ma sarà dura tornare in consiglio, anche per lei. In campagna elettorale non si è vista.

Vale la pena ricordare che i 4 seggi di minoranza vengono assegnati con il sistema proporzionale tra e 4 liste uscite sconfitte. Vale la pena ricordare inoltre che per la prima volta alle comunali di Chiusi si possono esprimere 2 preferenze (e non una soltanto), ma nel caso dovranno essere di genere diverso: cioè un uomo e una donna. Non due uomini o due donne.

Nei paesi sotto ai 15 mila abitanti, come Chiusi, non si può esprimere “voto disgiunto” ovvero non si può votare il candidato sindaco di una lista e i candidati al consiglio di un’altra lista. Vince e ottiene gli 8 seggi di maggioranza la lista che ha ottenuto più voti. Solo in caso di parità (eventualità effettivamente poco probabile) ci sarà il ballottaggio due settimane dopo.

 

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