CHIUSI E LA LIBERAZIONE DELLA CITTA’: MOMENTI DI COMMOZIONE AL CIMITERO DI GUERRA DEGLI INGLESI

domenica 26th, giugno 2016 / 16:28
CHIUSI E LA LIBERAZIONE DELLA CITTA’: MOMENTI DI COMMOZIONE AL CIMITERO DI GUERRA DEGLI INGLESI
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FOLTA DELEGAZIONE CHIUSINA AD ORVIETO. E I 5 STELLE FESTEGGIANO DA SOLI. IN FORMA PRIVATA…

ORVIETO – Questa mattina, nel giorno del 72° anniversario della liberazione di Chiusi dal nazifascismo, una delegazione della città ha reso omaggio ai caduti sudafricani e più in generale del Commonwealth che combatterono e morirono a Chiusi e dintorni nei primi giorni dell’estate del ’44.  Come annunciato, infatti, il sindaco Juri Bettollini, la giunta comunale, alcuni consiglieri comunali del gruppo di maggioranza e i due della lista Possiamo Sinistra per Chiusi, oltre ai rappresentanti dell’Anpi, dell’associazione Triora e di Primapagina che ha lanciato la proposta dell’iniziativa, hanno fatto visita al War Cemetery di Orvieto dove riposano circa 200 soldati alleati morti nel nostro territorio durante l’avanzata del fronte, nella battaglie di Orvieto, Montegabbione, Città della Pieve, Chiusi e Trasimeno… Ragazzi di 19, 20 anni e poco più, arrivati da terre lontane, che persero la vita per la nostra libertà. BETTO-BISTA

C’erano anche la segretaria del Pd Pamela Fatighenti e un buon numero dei candidati e sostenitori di Possiamo che si sono dati appuntamento e sono partiti proprio da Piazza XXVI Giugno a Chiusi Scalo…

Un “giusto e doveroso tributo alla memoria” l’hanno definito Bettollini e l’assessore Sara Marchini, i quali nel loro breve discorso di commemorazione hanno annunciato, per i prossimi anni del loro mandato, una ancora  più forte “istituzionalizzazione” dell’appuntamento, con visite anche ai War Cemetery alleati di Bolsena, Foiano della Chiana ed Assisi.

Senza alcun cedimento alla retorica, la visita ha avuto momenti diBETTO ORVIETO 2 commozione vera. Vedere tombe di ragazzi di 19 -20 anni venuti a combattere, molti da da volontari, il fascismo e il nazismo in un Paese di cui a malapena conoscevano l’esistenza, lascia indubbiamente senza fiato. La scelta di arruolarsi volontari dei giovani sudafricani (tutti di origine scozzese) e venire a combattere in Europa e in Italia, accomuna quei ragazzi ai partigiani che, anche loro autonomamente, decisero di prendere le armi per liberare il Paese… Ora quei ragazzi, come i morti di Spoon River, “dormono sulla collina”, con vista sulla Rupe di Orvieto e sul Duomo, in un angolo di Inghilterra in territorio umbro.  Il minimo che si possa fare, per essere loro riconoscenti è, appunto, mantenere viva la memoria del loro sacrificio, delle ragioni di quel sacrificio…

Questo è stato fatto, nella mattinata di oggi ad Orvieto. Senza enfasi. Senza ridondanze. In un clima di rispetto,

I 5 Stelle sono arrivati anche loro, ma “dopo i fuochi”. In forma “privata”. E hanno visitato il cimitero inglese mezz’ora dopo la delegazione ufficiale. Scelta legittima, certamente. Ma poco comprensibile. Distinguersi e prendere le distanze dal “potere costituito” va bene, è anche salutare. Ma su questioni di questo tipo, come la memoria condivisa, la presa di distanze appare piuttosto patetica. Diciamo pure una… cazzata.

Tanto più che il sindaco e la giunta hanno fatto propria una iniziativa proposta da altri, nella fattispecie da una testata giornalistica non allineata, considerata “di opposizione”. Forse i 5 Stelle hanno voluto marcare una loro distanza anche dalle altre opposizioni, non solo da Bettollini & C. O dal Pd che non c’entrava niente e in effetti ha partecipato,  ma in modo defilato, non debordante… Bettollini, nel suo intervento, non ha mancato di rimarcare l’amarezza per l’atteggiamento dei 5 Stelle, criticandolo piuttosto duramente. BETTO ORVIETO

Il 26 giugno a Chiusi è festa. E’ giusto che sia festa. E’ giusto che questa data resti scolpita nella memoria collettiva della città. E non perché c’è il Tria Turris o si avvicina la celebrazione di Santa Mustiola, patrona della città.

E’ festa perché è la data della riconquista della libertà e della democrazia costata sangue, dolore e lacrime… Giusto celebrarla, con il massimo dell’ufficialità possibile. Il gonfalone del Comune è di tutti, non solo del sindaco pro tempore. E anche il sindaco, ora che la campagna elettorale è finita, è il sindaco di tutti. Che piaccia o meno. Ci sono momenti, situazioni, argomenti, che sarebbe meglio affrontare, celebrare, ricordare, insieme. Peccato che qualcuno abbia voluto frcordare, celebrare e festeggiare da solo,  in forma privata. E separata.

 

 

 

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