CHIUSI: APPROCCIO DIVERSO TRA LE DUE OPPOSIZIONI. E “POSSIAMO” APRE SUBITO DUE FRONTI. MA SENZA PICCHIARE

mercoledì 22nd, giugno 2016 / 16:54
CHIUSI: APPROCCIO DIVERSO TRA LE DUE OPPOSIZIONI. E “POSSIAMO” APRE SUBITO DUE FRONTI. MA SENZA PICCHIARE
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CHIUSI – “Nessuno sconto al Pd”. Questo il proclama numero uno delle due consigliere 5 StelleBruna Cippitelli e Bonella Martinozzi, all’insediamento del consiglio comunale. Opposizione dura e niente abboccamenti dunque da parte dei pentastellati, entrati per la prima volta bell’assemblea elettiva della città e che a Chiusi però non hanno ottenuto il successo che hanno registrato altrove, da Roma a Torino ad altre decine di città. “Seguiremo il flusso dei soldi”, hanno scritto in un loro documento post elezioni. Questo per individuare e smascherare il “sistema di potere” costruito dal Pd a Chiusi, a Siena, in Toscana e non solo… E’ la linea che il movimento segue a livello nazionale. Chiusi non fa eccezione.

Più riflessiva e anche più “politica” la posizione espressa invece dall’altra componente di minoranza, che dalle urne è uscita leggermente più forte dei 5 Stelle e che a Chiusi ha ottenuto uno dei migliori risultati sul piano nazionale per la sinistra a sinistra del Pd. Ovvero la lista Possiamo-Sinistra per Chiusi.

Intendiamo svolgere il ruolo di opposizione all’interno di questa assemblea in maniera attenta, puntuale e responsabile, a tutela di tutti gli appartenenti alla nostra comunità. Non ci opporremo quindi in maniera preconcetta, ma svolgeremo un’azione di vigilanza nei confronti dell’operato della maggioranza, e ci renderemo parte attiva con un lavoro finalizzato a tenere vive le istanze che abbiamo proposto ai cittadini al momento della nostra candidatura“. Ha esordito così il capogruppo Luca Scaramelli che in apertura della prima seduta ha chiesto di potersi sedere insieme alla sua compagna di cordata Daria Lottarini sui banchi di sinistra. Ma la proposta è stata bocciata dalla maggioranza Pd-Psi, alla quale piace mantenere evidentemente quella postazione.

E una posizione più “politica” e non tranchant, i consiglieri di Possiamo l’hanno espressa anche su un punto che ha segnato subito qualche frizione con la giunta e la maggioranza.  Quella della “gestione degli eventi culturali” e in particolare della Fondazione Orizzonti. Scaramelli ha infatti posto l’accento sulla bocciatura alle elezioni della Presidente della Fondazione Silva Pompili e della funzionaria Arianna Fè, entrambe candidate nella lista Pd-Psi chiedendosi se ciò che è avvenuto non sia da considerare come “una bocciatura delle politiche della Fondazione stessa” da parte della maggioranza, chiedendo al Pd e al Psi di fornire spiegazioni. Non poteva esimersi dal farlo Luca Scaramelli, perché è indubbio che la mancata elezione di Silva Pompili (e anche di Arianna Fè) sia un fatto politico rilevante. E un fatto tutto interno alla maggioranza. E’ l’elettorato Pd-Psi che ha dato un giudizio negativo sulle due candidate o sulla politica della Fondazione, non altri… Nel contempo però Scaramelli non ha sparato sulla stessa Pompili, alla quale riconosce di “aver ripianato un bilancio fallimentare”. Insomma i “podemos” ribadiscono la posizione espressa in campagna elettorale e cioè una posizione “contraria alla gestione e alla promozione delle politiche culturali da parte di una Fondazione”, preferendo che il promotore e il gestore di tali politiche sia l’ente comunale attraverso l’assessorato alla cultura  coadiuvato da una commissione consiliare e da esperti. Ma non gettano la croce addosso al management attuale della Fondazione. Tanto più a poche settimane da due eventi rilevanti come il Lars Rock Fest (8-9 luglio) e il festival Orizzonti (29 luglio-7 agosto). Diciamo che Scaramelli e Possiamo hanno posto un problema che è esploso (chi può negarlo?), in casa Pd ed ha anche privato Bettolini di una carta da giocare anche nella composizione della sua giunta. Che ci stava a fare una figura come Silva Pompili in lista, se non per poi fare l’assessore e magari il vicesindaco? Dire, come ha detto Bettolini in consiglio, che le due candidate non son state elette perché non hanno avuto il tempo di fare campagna elettorale, è una spiegazione che non regge (perché il partito avrebbe dovuto garantire comunque l’elezione dei suoi fiori all’occhiello, evitando di farli secchi) e neanche ai bambini dell’asilo la puoi dare a bere…

Nonostante questo, il capogruppo di Possiamo ha tenuto il punto, ma non ha volutamente affondato il coltello nella piaga. Ha lasciato la patata bollente nelle meni della maggioranza. Sarebbe stato forse irresponsabile attaccare questo fronte a testa bassa alla vigilia dei due grandi eventi estivi. Ma è chiaro che a settembre il problema tornerà alla ribalta. Con in più l’esito degli eventi stessi per fare ulteriori valutazioni.

Anche su un altro “fronte” Scaramelli e i “podemos”, prendendo le distanze dalle fughe in avanti di qualche amministratore Pd dei dintorni (leggasi Montepulciano e Torrita) chiedono che si discuta a fondo, con cognizione di causa e con cautela e attenzione. E con ampio coinvolgimento della cittadinanza. E’ il “fronte” delle fusioni dei comuni sui quali lo stesso Bettollini si è mostrato più volte dubbioso. “Possiamo” vi intravede il rischio di una riduzione dei presìdi di democrazia, di una limitazione della rappresentanza dei cittadini con conseguente riduzione anche delle risposte ai loro bisogni.

Vedremo se nel corso della legislatura le due opposizioni consiliari troveranno strade comuni, se riusciranno a muoversi in sintonia (anche se il rapporto maggioranza-minoranza è sempre di 8-4), ma dalle prime battute l’approccio sembra essere abbastanza diverso. E i 5 Stelle sembrano più orientati verso l’autarchia. Ma questo fa parte dello stile, dei marchi di fabbrica… e diciamolo, pure, anche della “presentazione” sul proscenio.

I “Podemos” per esempio hanno subito fatto sapere che parteciperanno alla visita di domenica 26 al Cimitero di guerra degli inglesi di Orvieto, per celebrare la liberazione della città, proposta da primapagina e organizzata dall’Amministazione Comunale. I 5 Stelle non hanno (ancora) ufficializzato la presenza…

La maggioranza dal canto suo ha la forza dei numeri, dovuti al buon risultato delle urne (il migliore in Italia per il Pd), ma anche ad una legge elettorale che lascia pochi spazi di manovra alle minoranze. Bettollini però non è in una botte di ferro. Il Pd potrebbe anche non arrivare ad ottobre, potrebbe implodere prima del referendum costituzionale o subito dopo se le cose andassero male. Di alleati a livello locale non ne ha più tranne la sparuta pattuglia socialista che si vede solo sotto elezioni. Il gruppo consiliare garantirà appoggio fedele, ma non sembra avere grande autonomia di elaborazione e giudizio (tranne forse Simone Agostinelli, sempre piuttosto border line). Insomma a Bettolini potrebbe venire a mancare, ancor più che in passato, la politica. Il supporto di un progetto politico alle spalle. Certo, anche fare i marciapiedi, alla fine, è politica. Ma non è detto che basti. Dovrà stare attento – e accorto – anche nel rapporto con le opposizioni. Più sarà arrogante, sprezzante, autoritario, più sarà isolato… E cinque anni a pedalare in fuga da solo, neanche Merckx…

m.l.

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