CHIUSI, ANALISI DEL VOTO. PER LA SINISTRA DI POSSIAMO UNO DEI MIGLIORI RISULTATI A LIVELLO NAZIONALE

martedì 07th, giugno 2016 / 01:24
CHIUSI, ANALISI DEL VOTO. PER LA SINISTRA DI POSSIAMO UNO DEI MIGLIORI RISULTATI A LIVELLO NAZIONALE
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LA MACCHINA DA GUERRA DI BETTOLLINI, IL VOTO QUASI ESCLUSIVAMENTE ‘NAZIONALE’ DEI 5 STELLE E L’ASTENSIONE CHE NON CALA….

CHIUSI – Tutti a cena in un ristorante di Chiusi Scalo. Sindaco, consiglieri eletti, non eletti, militanti, amici e familiari. Così il “comitato elettorale” di Juri Bettolini ha festeggiato la vittoria alle comunali. Dopo tanto correre e tanta fatica, finalmente il meritato relax. E un ringraziamento a tutti coloro che hanno dato una mano. La vittoria era scontata, ma la misura della vittoria no. Non era scontato che Bettolini riuscisse ad eguagliare il risultato di Scaramelli nel 2011. C’è andato vicinissimo ed ha superato di circa 300 voti la soglia toccata alle regionali di un anno fa (2.816 voti contro 2.450).

Il termine “comitato elettorale” sembra più appropriato di… partito. Perché il Pd, come partito vero, radicato e politicamente presente, non esiste più. C’è ancora una “macchina organizzativa” ma è, appunto un “comitato”. Un gruppo affiatato (almeno apparentemente) che ha ramificazioni in tanti sodalizi grandi e piccoli e presenti nei due centri maggiori e anche nelle frazioni. Una claque. Un esercito che esegue e non discute mai gli ordini, o le direttive. Che si muove ancora come una vera e propria macchina da guerra, capace di chiudersi a testuggine per difendere ogni metro di terreno, ma incapace di elaborare, di progettare,di confrontarsi con il resto del mondo, di fare politica insomma. La lascia fare agli amministratori. E’ una organizzazione che fa perno su legami più amicali, familistici e parentali che politici. E questo spiega, in qualche misura, anche certe bocciature eccellenti, come quelle di Silva Pompili e Arianna Fè. Entrambe espressione al massimo livello della Fondazione Orizzonti. Silva Pompili era il “fiore all’occhiello” della lista Pd-Psi. La giovane manager che – si diceva – poteva far comodo nella nuova squadra di Bettollini. Ora la questione si complica ed è facile prevedere che le opposizioni, dopo aver indicato nei loro programmi la chiusura o il superamento della Fondazione come una priorità, adesso avranno un altro argomento a sostegno di questa tesi, visto che è stato lo stesso partito di maggioranza a sbarrare la porta del Comune alla presidente e alla funzionaria dell’ente culturale.

Per la giunta, saltati i nomi di Silva Pompili e Arianna Fè, sembra scontata la conferma di Chiara Lanari, miss 547 preferenze, e di Andrea Micheletti. Per gli altri posti sono in ballo Simone Agostinelli, Sara Marchini, Marco Vannuccini. Non si esclude il ricorso ad uno o due esterni. La partita è aperta. Bettollini ha vinto largo. Ma rischia di apparire (e di ritrovarsi ad essere) un uomo solo al comando. Al massimo con una pattuglia di amici fedeli, senza niente altro alle spalle. E cinque anni son lunghi da passare. Tre mesi fa dava questa impressione. Il voto e la vittoria netta non cambiano la sostanza della cosa. L’impressione anche adesso  è la stessa.

Per il resto la sfida per il secondo posto è stata vinta, come è noto, dalla lista Possiamo-Sinistra per Chiusi che con il 13,80% ha conseguito uno dei risultati migliori a livello nazionale per la sinistra a sinistra del Pd.

Solo a Sesto Fiorentino, una a aggregazione simile ha fatto meglio, conquistando il 25% e il ballottaggio con il Pd. In molte altre città, grandi, medie e piccole, la sinistra radicale non è andata oltre la pura testimonianza: 3,9% a Milano, 3,5% a Torino, 2,54 a Bologna, 4,5 a Città di Castello, 3,48 ad Assisi, 3,6 a Grosseto, 4,3 ad Amelia… tanto per fare qualche esempio.

Molti, adesso, anche nei dintorni, sia in Valdichiana che nella vicina Umbria, guardano a Chiusi e a Possiamo come un possibile laboratorio per ricostruire qualcosa di sinistra che duri anche dopo le elezioni e sia il contrario di un comitato elettorale, quanto piuttosto un luogo di aggregazione, elaborazione e confronto. Il voto chiusino dice che c’è spazio a sinistra e c’è voglia di riprendere la parola. E’ una sorta di posa della prima pietra di una casa da ricostruire. C’est ne q’un debut… continuons le combat, verrebbe da dire, ricordando altre belle stagioni…

A Chiusi, il testa a testa coi 5 Stelle è finito con una differenza minima. Ma non è un pareggio, perché il movimento grillino aveva ed ha un marchio più forte e riconoscibile a livello nazionale e mediatico. Ed è anche partito un po’ prima. Sulla carta sembrava avere un certo margine di vantaggio.

Non solo non hanno sfondato i grillini, ma lo scarso numero di preferenze indicate sulle schede (265 in tutto su 592 voti di lista) significa si è trattato di un voto più ideologico e “nazionale” che locale. I candidati hanno aggiunto poco, insomma, alla potenza del marchio. Alcuni esponenti, nei commenti postati sui social, si dicono pienamente soddisfatti del risultato e dei 2 consiglieri mandati in Comune, ma un po’ di amarezza certamente serpeggia. Subire un sorpasso quasi sul traguardo dell’ultima tappa non fa piacere a nessuno. Chiedere a Esteban Chavez.

Più consapevole e molto più locale invece il voto dei “podemos” (461 preferenze su 604 voti di lista) pur avendo anch’esso una componente emotiva, di appartenenza, che va al di là della lista in se.  I 5 Stelle hanno prevalso su Possiamo nelle sezioni 6-7 di Chiusi Scalo (Mar Nero e Granocchiaio) e nelle tre frazioni di Montevenere, Macciano e Montallese.

La lista di Scaramelli ha invece superato i 5 stelle  nelle due sezioni del centro dello Scalo (4 e 5), alle Biffe (sezione 8), nelle 3 del centro storico.  La roccaforte grillina è risultata la zona Mar Nero con il 20,13%. Mentre Possiamo ha fatto il miglior risultato nella sezione 1 di Chiusi Città (21,27%). Il peggiore, per entrambi, si è registrato a Montallese, dove Bettollini ha fatto letteralmente il pieno (82,8%) .

Il candidato Pd è andato benissimo a Montevenere (76,6%) e bene ovunque. Punto debole, come sempre, il centro di Chiusi città (52,6%).

Lista Fiorini e Lista Lega-Forza Italia- Fratelli d’Italia, non pervenuti. Mai così in basso. Per la triade uno dei risultati peggiori anche a livello nazionale. Dopo queste elezioni, chi cercasse la destra a Chiusi dovrà guardare da tutt’altra parte.

E tutti, destra, sinistra, 5 Stelle e Pd dovranno interrogarsi su quegli oltre 2.000 elettori, su meno di 7.000, che continuano a non votare. Più del 31% ha disertato le urne e un “partitino” più o meno come la triade di centro destra ha votato scheda bianca o nulla.

 

 

 

 

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