DOMANI IL MATRIMONIO TRA CREDIUMBRIA E BCC MANTIGNANA. MA QUALCUNO VUOLE GUASTARE LA FESTA. GIOVAGNOLA: “RESISTERE RAFFORZANDOSI”

venerdì 20th, maggio 2016 / 13:01
DOMANI IL MATRIMONIO TRA CREDIUMBRIA E BCC MANTIGNANA. MA QUALCUNO VUOLE GUASTARE LA FESTA. GIOVAGNOLA: “RESISTERE RAFFORZANDOSI”
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MOIANO – Dopo quella recentemente approvata tra Banca Valdichiana e Bcc Montepulciano, altre due banche di credito cooperativo stanno per convolare a giuste nozze. Salvo disco verde da parte delle rispettive assemblee dei soci, naturalmente. Si tratta di Crediumbria e Credito Cooperativo Umbro di Mantignana (Pg). Le due assemblee sono in programma domani, sabato 21 a Moiano per Crediumbria e domenica 22 a Mantignana.

E se nell’area perugina non sembra esserci alcun problema, nel territorio “storico” di competenza di Crediumbria qualche malumore serpeggia, anzi si è costituito un vero e proprio “comitato per il no” capeggiato da ex consiglieri e funzionari della banca stessa. Una fronda organizzata, insomma, decisa a mettersi di traverso e a mandare a monte il matrimonio… Domani vedremo se il dissenso si esprimerà anche al momento del voto (che deve essere palese e quorum dei due terzi dei votanti) oppure rimarrà a livello di mugugno o poco più. Per ora la guerra è aperta e tutt’altro che sorda…

Intanto in una conferenza stampa il presidente di Crediumbria Palmiro Giovagnola e il direttore Stefano Capacci (foto) hanno spiegato i motivi della proposta di fusione e i pro e i contro dell’operazione. E per loro sono più i pro che i contro. Il primo dei motivi è proprio la necessità di non farsi trovare impreparati dal nuovo quadro economico e normativo conseguente alla riforma del sistema delle Banche di Credito Cooperativo, alla creazione del gruppo bancario nazionale delle Bcc e alla riduzione delle federazioni, che rimarranno solo 5 in tutta Italia… Tutto questo dovrebbe portare, nelle intenzioni della riforma del sistema, alla riduzione del numero delle banche di credito cooperativo. Delle 364 attuali ne dovrebbero rimanere solo 100 nel giro di pochi anni. “Quindi l’obiettivo è quello di rimanere tra le 100 che resistono e non tra le 200 che salteranno o verranno incorporate”, dice Giovagnola, inserendo la fusione Crediumbria-Mantignana nel quadro del riassetto generale. E in questo senso ha anche fatto capire che questa potrebbe essere solo un passo, non escludendo altre operazioni future, magari riaprendo un ragionamento con le consorelle toscane, Banca Valdichiana compresa…

Lo stesso Giovagnola spiega che non si tratta, come altre volte è avvenuto in passato di una incorporazione, di un assorbimento, ma di una fusione alla pari, tra due banche che hanno in sostanza la stessa consistenza  e insieme diventano di fatto la banca di credito cooperativo regionale. “Resistere rafforzandosi“, questo potrebbe essere il motto ed è questa la filosofia che sta dietro il progetto di fusione. Si prospettano tempi duri anche per le Bcc, si parla di 7.000 esuberi su 37.000 dipendenti, di 500 sportelli da chiudere. Quindi meglio giocare all’attacco che fare catenaccio a difesa dell’esistente, perché l’esistente potrebbe non bastare più per rimanere sul mercato. E il mercato, salvo qualche timido segnale di ripresa in alcun settori, è ancora asfittico. Praticamente fermo.

Ma veniamo ai dettagli del progetto di fusione. Crediumbria si presenta all’altare con una dote di 2.771 soci, 56 comuni  di competenza, 14 sportelli, 391,4 milioni di raccolta diretta, 49,9 milioni di raccolta indiretta, 320 milioni di impieghi lordi alla clientela (761,5 milioni di massa amministrata), e con un parametro Total Capital Ratio del 15,57%.

La Bcc Mantignana porta in dote 3.527 soci, 58 comuni di competenza, 15 sportelli, 427 milioni di raccolta diretta, 59,4 di raccolta indiretta, 333,7 milioni d impieghi lordi alla clientela (totale massa amministrata 820,1 milioni), parametro Total capital Ratio 13,33%.

Il Total Capital ratio minimo richiesto dall’Abi è del 7%, quindi entrambe le Bcc sono ampiamente sopra. Il rapporto impieghi lordi/raccolta è dell’81,81% per Crediumbria e del 78,15% per Mantignana.

La nuova banca che nascerà dalla fusione, se ci sarà l’approvazione dei soci, si chiamerà BCC UMBRIA e amministrerà un miliardo e 581 milioni di euro che, secondo i piani e le previsioni dovrebbe diventare 1 miliardo e 800 milioni nel 2018…

Quanto all’organigramma, la BCC UMBRIA avrà un Cda composto da 13 membri, di cui 7 espressione di Mantignana e 6 di Crediumbria. Il presidente, per due mandati sarà espressione di Crediumbria, e nel primo mandato sarà Palmiro Giovagnola. Poi si vedrà. Il “Comitato esecutivo” sarà invece composto da 5 consiglieri, di cui 3 espressione di Crediumbria. Il presidente sarà espresso da Mantignana. Il direttore generale sarà l’attuale direttore di Mantignana, Morlandi, mentre l’attuale direttore di Crediumbria Capacci sarà il vice (unico). La sede legale sarà a Perugia, la sede operativa a Moiano, che vedrà incrementare il numero degli addetti in loco di 25 unità, con una piccola ricaduta anche sull’economia locale. Anche i bancari mangiano, dormono, vanno al bar, fanno la spesa, portano i vestiti in lavanderia…

 

 

 

 

 

 

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