BETTOLLINI ANNUNCIA GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA, MA SBAGLIA SUBITO TARGET…

giovedì 12th, maggio 2016 / 15:41
BETTOLLINI ANNUNCIA GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA, MA SBAGLIA SUBITO TARGET…
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CHIUSI – Juri Bettollini, con i suoi fedelissimi, è una macchina da guerra. Non si ferma un minuto. Non lascia scoperto neanche un centimetro del terreno di gioco. Anzi, a volte sconfina pure, nella foga. Uno, due, tre, quattro incontri al giorno. Firma protocolli d’intesa e accordi come fossero scontrini del pago-bancomat. E poi selfie e fotografie a raffica sui social. Che i giornali poi riprendono e rilanciano (naturalmente senza dire che l’articolo l’ha scritto l’addetto stampa del comune… o del partito. Ma anche questo ormai fa parte del gioco. E nessuno ci fa caso. Nemmeno i giornali).

Ma Juri Bettolini ha imparato come si fanno le campagne elettorali. E stavolta gioca per sé, non per Scaramelli. Quindi è ancora più agguerrito, più determinato. Non ha paura di perdere, ma vuole vincere bene e non… benino e quindi non lascia nulla di intentato. Gira come una trottola: incontra imprenditori, associazioni, presenzia a convegni, firma accordi più o meno strategici, fa interviste in Tv e dialoga su Facebook… Sembrava un tipo più dimesso, più votato alla concretezza che all’apparenza, al fare più che al dire e forse lo è. Ma in campagna elettorale ogni buco è trincea. E lui ci si butta dentro senza andare per il sottile, senza complimenti, senza guardare se nella trincea c’è qualche dito d’acqua…

Intendiamoci, Juri Bettollini è un bravo ragazzo. Una persona per bene. Anche l’amministratore lo ha fatto finora con impegno, con dedizione. Anche con qualche apprezzabile risultato. Diciamo che, preso da solo, potrebbe essere anche una figura votabile alle prossime elezioni (e lo stesso discorso vale per alcuni suoi compagni di cordata). Il problema è che Bettollini è il candidato sindaco del Pd. E in questo senso rappresenta non solo la continuità con tutto ciò che c’è stato prima (Ceccobao, Scaramelli ecc…), ma anche un partito che sta smontando la Costituzione, sta espropriando i cittadini del “diritto di voto” (svuotando il voto di qualunque possibilità di incidere), sta sempre dalla parte dei poteri forti, delle banche, degli industriali e sempre contro i lavoratori e i sindacati, un partito che sta con i petrolieri e non con chi si oppone alle trivellazioni, che vuole trivellare anche l’Amiata, la Valdorcia e le Crete senesi e non solo l’Adriatico… Che sta mettendo ai margini gente come Cuperlo e Bersani (inetti alquanto a dire il vero), per stringere patti con Verdini, Bondi, Alfano (e probabilmente sottobanco anche con Berlusconi). Un partito che sceglie, con i suoi candidati parole d’ordine come concretezza, coerenza, dinamismo, affidabilità, sicurezza… e tralascia termini come lavoro, equità, uguaglianza, solidarietà, accoglienza… E la parola “sinistra” la lascia ad altri senza alcuna preoccupazione…

Ma qui siamo sul piano generale. Anche sul piano più strettamente locale, Bettolini nella foga frenetica di questo inizio di campagna elettorale qualche scivolone lo ha già fatto: questa mattina ha postato su facebook le foto dell’incontro con Giammarco Bisogno e lo staff della società Emma Villas. Con tutti i candidati al completo…

Niente di strano, ieri ha incontrato le imprese Giannotti, Ceipo, Fema, Orsolini… Sempre prima le imprese che i lavoratori. Ma ormai questo è  il clichet. E questa è la campagna elettorale 2016.

Il problema sorge quando dice che ha incontrato Emma Villas per parlare degli Stati Generali della Cultura e dell’Arte… Ecco, qui qualcosa non torna.  Chiunque voglia governare questa città non può non parlare con Giammarco Bisogno e con la Emma Villas. Ma per parlare di turismo e di sport, due settori in cui Bisogno ed Emma Villas  rappresentano livelli di eccellenza nel panorama nazionale. Di promozione, se vogliamo. La cultura e l’arte, però,  sono altra cosa. emma betto. jpg

A noi di primapagina fa senza dubbio piacere sentire Bettolini parlare degli Stati Generali della Cultura, per fare il punto della situazione e progettare il futuro. E’ una proposta che abbiamo fatto noi nel 2012 e che è sempre stata ignorata anche dall’amministrazione di cui Bettollini fa parte. Ci fa piacere che ci abbia ripensato e che l’abbia inserita nel proprio programma. Ma se continua a considerare la cultura e l’arte una semplice appendice della promozione turistica, a nostro sommesso avviso è ancora una volta fuori strada. Questo è lo scivolone…

La cultura e l’arte (intese anche come valorizzazione del patrimonio storico archeologico e delle risorse umane, delle sensibilità ed esperienze presenti sul territorio comunale) sono di per sé un valore, un fattore di crescita sociale della popolazione, sono elemento che può fare economia indipendentemente dal ritorno turistico. E’ più facile fare turismo con il vino, con l’olio, con qualche iniziativa specifica, che non con il teatro, la pittura o il rock & roll… Ce lo insegnano Pienza, Montalcino, Montepulciano, Città della Pieve…

Gli Stati Generali, secondo noi, dovrebbero servire a fare l’inventario del patrimonio e delle risorse, per aumentarne la conoscenza e metterle “in produzione”…  Per lanciare idee, insomma. Ma è un discorso da fare con chi fa teatro, con i musicisti, con gli artisti, gli archeologi, gli storici, gli scrittori, i fotografi, con la Soprintendenza, con la Fondazione Orizzonti, con le associazioni culturali, non con le imprese. Mettere tutto insieme, come è stato fatto nella legislatura che si sta concludendo, con l’assessorato al “sistema Chiusi-Promozione” è un errore strategico, un errore di concetto, dicevano le vecchie maestre… Per il semplice fatto che così facendo si rischia di pensare alla cultura e all’arte come ad una faccenda che serve a portare clienti ai negozianti. Quella è la promozione.  E va fatta. La cultura e l’arte sono altro e servono ad altro. E se ai concerti di Orizzonti vengono 200 persone da Roma, da Firenze o da Palermo e solo 15 di Chiusi, è il segno che qualcosa è stato sbagliato, che il meccanismo non funziona. E che non è quella la strada.

m.l.

 

 

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