REFERENDUM TRIVELLAZIONI IN MARE: A CHIUSI VALE DOPPIO

lunedì 04th, aprile 2016 / 17:19
REFERENDUM  TRIVELLAZIONI IN MARE: A CHIUSI VALE DOPPIO
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DOMANI 5 APRILE, DUE INIZIATIVE DEL COMITATO PER IL SI’: A CHIUSI SCALO ALLE 18,00 E AD ABBADIA DI MONTEPULCIANO ALLE 21,30

Il 17 aprile si vota. C’è il Referendum sulle trivellazioni in mare. Un problema di cui si è parlato poco, ma che sta assumendo contorni invece sempre più importanti. Soprattutto alla luce della vicenda della ministra Guidi, ministra allo sviluppo economico del suo fidanzato, e ancor di più dopo la dichiarazione del premier Matteo Renzi sull’emendamento-favore ai petrolieri (“Quell’emendamento è un’idea mia, la rivendico” ha detto il presidente del Consiglio in un’intervista televisiva, un po’ come Mussolini quando nel ’25 disse “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”). Naturalmente di petrolio e favori si tratta nella questione Guidi-Tempa Rossa e di petrolio e favori si tratta quando si parla di trivellazioni in mare e di durata delle concessioni. Che poi è su questo che siamo chiamati a votare. Ma il referendum, come dice giustamente il comitato per il Sì, è un istituto democratico. Il più importante. E se c’è chi dice che non serve a niente, che è meglio andare al mare il 17, questo vuol dire che quel qualcuno ha paura del voto popolare. Non solo: il referendum del 17 è stato promosso, oltre che da alcune associazioni ambientaliste anche da 9 regioni. 9 su venti. Ed è singolare – anzi incredibile e politicamente inaccettabile – che il capo di un governo e il partito di invitino la gente a disertare un appuntamento elettorale promosso da altre istituzioni democratiche. “In passato, analoghe e pretestuose dichiarazioni verso l’espressione del voto popolare l’avevano fatte Craxi e Berlusconi. Oggi, il PD e il governo Renzi si pongono in sintonia con quei personaggi, mentre chi si definisce democratico e di sinistra dovrebbe farsi carico di stimolare la partecipazione dei cittadini” scrive i comitato per il Sì che continua: “Invitare all’astensione al referendum del 17 aprile è la continuazione di un metodo che nega la democrazia e la volontà popolare. Una regola portata avanti, in questi ultimi anni, con la formazione di tre governi ‘non eletti”’, con la modifica di oltre quaranta articoli della Costituzione, approvati a colpi di voti di fiducia da un Parlamento dichiarato ‘illegittimo’. Un comportamento che proseguirà con il plateale disconoscimento del volere di 26 milioni di cittadini che, nel 2011 si pronunciarono contro la privatizzazione dell’acqua e, ancora caricando di un significato improprio e ultimativo il quesito referendario del prossimo ottobre sulle riforme costituzionali“.
Per questo – dice ancora il Comitato – bisogna andare a votare e votare SI: “Per respingere il tentativo di imbavagliare il paese. Per dire con forza che l’Italia ha urgenza di una vera politica energetica, investendo sulle rinnovabili, sulle nuove tecnologie e sull’ambiente. Settori nei quali è possibile creare nuovi posti di lavoro. Invece, di imporre norme che favoriscono i soliti potentati e le varie consorterie di parenti, amici e fidanzati“.

Domani, martedì 5, il Comitato locale per il Sì ha programmato due iniziative: una a Chiusi Scalo alle ore 18 presso la saletta della Cgil n via Mameli e una ad Abbadia di Montepulciano alle 21,30, alle quali interverranno tra gli altri Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana e Giorgio Zampetti  Responsabile Scientifico Legambiente. Due occasioni per approfondire, per saperne di più.

A Chiusi la battaglia referendaria (e l’esito del referendum) avranno valore doppio. Per un semplice fatto. Perché a Chiusi si voterà a breve anche per le comunali. E il comitato referendario vede insieme, o quantomeno schierati dalla stessa parte i 5 Stelle, la Lega, Sel e quella sinistra diffusa che si ritrova “senzatetto” ma che è presente e viva nel sentire comune di buona parte della popolazione. In sostanza il referendum del 17 aprile potrebbe essere una sorta di prova generale , di conta preventiva in vista delle elezioni.

L’esito del referendum potrebbe far capire infatti che forza reale ha l’area, certo frastagliata, che non si riconosce nel Pd. E quindi se una alternativa al Pd è possibile oppure no, alle comunali. L’esito del referendum potrebbe anche consigliare qualche “cambio di rotta” o qualche accordo finora non cercato o non trovato. O in ultima analisi potrebbe indurre qualcuno, rimasto fin qui sottotraccia, a scendere in campo o a rinunciare definitivamente. Si vedrà, inoltre se il corpo elettorale del Pd darà retta a Renzi o sentirà il richiamo antico della tradizione di sinistra per la quale il voto è sempre importante, oltre che un diritto-dovere. Naturalmente se gli elettori Pd andassero a votare in massa (magari per il Sì) farebbero saltare tutti i calcoli di chi si pone come alternativa…

Per questo, il referendum sulle trivellazioni, dicevamo, ha una valenza doppia e più ampia nella cittadina di Porsenna.

Ma il quesito su cui dovremo pronunciarci non è in ogni caso di per sé problema da poco. Attiene alla tutela del nostro mare, delle coste, della biodiversità messa a rischio dalla ricerche petrolifere, ma anche ai rapporti tra politica, istituzioni e petrolieri. Quindi vale la pena andare a votare. Noi diciamo di votare SI’. Ma l’importante è andare a votare.

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