DOMENICA 17 IL REFERENDUM: E SE LE TRIVELLAZIONI LE FACESSERO IN VALDORCIA?

giovedì 07th, aprile 2016 / 12:58
DOMENICA 17 IL REFERENDUM: E SE LE TRIVELLAZIONI LE FACESSERO IN VALDORCIA?
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Domenica 17 aprile c’è il referendum sulle trivellazioni in mare. Si tratta di dire sì o no all’abrogazione di una norma che consente di mantenere le piattaforme per le ricerche petrolifere a vita e non fino alla scadenza delle concessioni… Questo è il quesito posto sulla scheda. Ma si tratta  di dare anche un voto di principio certo sulla tutela del mare e delle coste e soprattutto, sul tipo di politica energetica del Paese e non ultimo su chi debba deciderla: se i cittadini attraverso le istituzioni democratiche o le compagnie petrolifere. Per questo noi invitiamo i lettori ad andare a votare e a votare sì. Invitiamo ad andare a votare e a votare sì anche perché il referendum è un istituto democratico previsto dalla costituzione, uno strumento in mano al “popolo sovrano” e non ci piacciono, al contrario, gli inviti a disertare le urne per renderlo vano, soprattutto se questi vengono da figure di primo piano del Governo e da partiti che hanno responsabilità di governo. “Se votare contasse qualcosa non ce lo lascerebbero fare”, scrisse Mark Twain. In questo caso, se Renzi e il Pd dicono di non recarsi alle urne, vuol dire che il referendum conta. Quindi meglio andare.

La questione specifica, come dicevamo è quella delle trivellazioni in mare. Per noi, di questo territorio può sembrare una questione lontana. Una questione che ci riguarda marginalmente. Ma è bene che si sappia che anche questo nostro territorio fatto di colline, di uliveti e vigneti che danno prodotti di eccellenza, di centri storici famosi e celebrati in tutto il mondo, di fonti termali, sarà (o potrebbe essere) anch’esso oggetto di trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, come lo è attualmente il mare Adriatico. E già oggi è un come una fetta di gruviera: pieno di buchi, dovuti allo sfruttamento della geotermia a fini energetici. Cosa che da anni è oggetto di forti polemiche sul Monte Amiata dove la geotermia ha causato non solo disagi, ma anche morti e dissesti ambientali rilevanti (terremoti, inquinamento delle falde da arsenico, abbassamento delle falde di 200 metri, una sospetta diffusione di tumori sopra la media, dicono i comitati).

Già nel 2007 la Regione Toscana aveva dato il via libera alle ricerche petrolifere, peraltro senza Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in un’area di 1.500 kmq tra le province di Siena, Grosseto e Pisa. In particolare tra l’Amiata, la Valdorcia, le Crete senesi, la Maremma, il Chianti e le colline metallifere… Tutto si fermò per le proteste di cittadini, comitati e comuni, ma adesso, con un decreto del 2010, poi modificato nel 2011 e nel 2012 che ha liberalizzato la geotermia e con il famoso Sblocca Italia del 2014 la questione potrebbe tornare di stretta attualità. La Regione è stata infatti subissata di richieste di ricerca per il reperimento della risorsa geotermica. E 38 sono i permessi già rilasciati.  Due anche dalla regione Umbria, nella zona di Orvieto, precisamente a Castelgiorgio e Torre Alfina. Tutte zone di alto pregio ambientale e turistico. Alcune addirittura catalogate come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Ma non è solo la ricerca geotermica a tornare d’attualità e a scatenare forti appetiti. Molti comitati sorti negli ultimi 10 anni, temono che rispuntino anche le richieste di trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, magari indotte dagli incentivi che le compagnie petrolifere interessate, potrebbero elargire ai comuni come compensazione, vedi caso di Tempa Rossa in Lucania.

Dal 2007 ad oggi in Valdorcia, Amiata e Maremma i cittadini non hanno mai abbassato la guardia… Nella zona di Montalcino-Cinigiano un comitato si oppone strenuamente al progetto di una centrale sperimentale proposto dalla multinazionale portoghese Gesto Energy Consulting sulla collina di Montenero d’Orcia, luogo di produzione di un particolare olio di oliva, non lontano dai vigneti del Brunello… La Regione Toscana dal canto suo sembra intenzionata a non sentire ragioni e ad andare avanti su questa strada. Rossi su questo tema sembra del tutto allineato con il premier Renzi che vuole sfidare per la leadership del Pd. E a dire il vero anche con chi ha preceduto Renzi: da Letta a Monti, da Berlusconi a Prodi… Su questo tema è dai tempi di Prodi infatti che la linea è sempre la stessa, indipendentemente dal colore dei governi…

m.l.

 

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