CHIUSI, LA RIVOLUZIONE A 5 STELLE PARTE DALLA… POTATURA DELLE PIANTE.

martedì 26th, aprile 2016 / 18:54
CHIUSI, LA RIVOLUZIONE A 5 STELLE PARTE DALLA… POTATURA DELLE PIANTE.
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CHIUSI – In attesa di conoscere i nomi dei candidati del Pd e quelli della destra, la prima mossa l’hanno fatta i 5 Stelle. Venerdì scorso, alla sala San Francesco di Chiusi Città, il Movimento i suoi li ha presentati. Rapida carrellata in apertura della manifestazione che aveva come tema “Agricoltura, Ambiente e Verde pubblico”. E infatti, al di là dei 20 minuti iniziali, dedicati alla presentazione del candidato a sindaco e dei 12 componenti della lista per il consiglio comunale, di quello si è parlato. Fedeli alla linea di prendere le cose sempre dal punto di vista tecnicistico e sostanzialmente equidistante, non hanno parlato per niente di politica e nemmeno di elezioni. I due parlamentari Gagnarli e Gallinella chiamati ad illustrare i temi della serata, hanno parlato per tre ore di normativa e tecniche di coltivazione delle mele, di disciplinari per l’olio d’oliva, di fitofarmaci. Riguardo al verde pubblico, il terzo oratore, il tecnico Marcellino, ha tenuto un corso specialistico accelerato sulla potatura delle piante, con particolare riferimento alla “capitozzatura”, tecnica molto in voga nei comuni, ma sbagliata sotto tutti i punti di vista. Soprattutto per le piante.

Unico riferimento alle imminenti elezioni comunali di Chiusi l’annuncio che i 5 Stelle metteranno nel proprio programma elettorale anche un “Piano del verde”…

Per il resto, informatissimi su come si potano platani, gelsi e tigli, dovremo attendere qualche iniziativa successiva per sapere cosa vogliano fare i 5 Stelle a Chiusi e per Chiusi. La campagna elettorale ufficiale deve ancora cominciare, ci sarà tempo e modo. Intanto la prima uscita pubblica dei candidati, con quelle 3 ore a parlare di tecniche agronomiche, ha spiazzato un po’ tutti. Chi si aspettava il primo attacco a Bettollini o agli altri “competitors” sia  a destra che a sinistra, sarà senza dubbio rimasto deluso. Gli stessi candidati si sono limitati, tutti, a brevi cenni di curriculum vitae, senza fare proclami o lanciare proposte personali.

Pubblico alla serata, non molto. Soprattutto non molto del posto. La sala è sembrata composta per la maggior parte dai militanti del meet up locale e da qualche pattuglia grillina arrivata dai paesi limitrofi. A livello nazionale i 5 Stelle sembrano avere il vento in poppa (e il Pd, tra indagati e arrestati ci sta mettendo molto del suo per dar loro una mano), ma a Chiusi la gente ancora li guarda con una certa diffidenza. Non perché tema rivoluzioni, ma perché sono tutti pressoché sconosciuti e non si sa cosa intendano fare… Vedremo più avanti. E se la prima mossa ha lasciato un po’ perplessa la platea, almeno nella parte dei “curiosi”, la seconda mossa i grillini locali l’hanno proprio sbagliata: alla celebrazione del 25 Aprile, con deposizione di corone alle lapidi che ricordano i caduti e piccoli cortei allo Scalo e a Chiusi Città al suono dell’Inno di Mameli e Bella Ciao, non si son fatti vedere. Nè il candidato a sindaco, né gli altri candidati. Quando cominceranno a parlare di Chiusi e delle elezioni magari spiegheranno anche questa.

E comunque, per ora, anche gli altri non è che brillino per iniziative e chiarezza d’intenti.

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