L’ONOREVOLE CITTADINO E LA POLITICA DI OGGI…

mercoledì 13th, aprile 2016 / 17:02
L’ONOREVOLE CITTADINO E LA POLITICA DI OGGI…
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A pochi giorni dal referendum sulle trivellazioni in mare, mentre in Parlamento si dà il via alla Riforma Costituzionale che eliminerà il bicameralismo, e alla vigilia della campagna elettorale per le amministrative di Chiusi, pubblichiamo di seguito una riflessione a voce alta di Gianfranco Barbanera, maestro elementare e direttore didattico in pensione, studioso di pedagogia e sociologia… Parla della politica, del rapporto tra amministratori e amministrati, dell’omertà come arma del potere… Ci sembra pertinente 

STARE AL MONDO E’ ARTE ?
LA POLITICA E’ SEMPLICEMENTE PROFESSIONE, MESTIERE?

Cosa può insegnare il politico ad un “uomo di mondo” e viceversa? Chi è il maestro, chi è l’allievo? Chi dei due è il più saggio, più solido, più esperto? Chi dei due ha miglior fiuto per individuare il nuovo per adattarvisi, o per rifiutarlo, o per spingerlo o addirittura ridirezionarlo?

O FORSE LA POLITICA E’ PIU CHE PROFESSIONE E MESTIERE E LO “STARE AL MONDO” E’ SOLO STARCI?
Un atavico concetto di educazione, o, se si vuole, l’antica reverenza per il principe ci ha pian piano portato a credere che l’omino, quello destinato a seguire il politico sia, come si era soliti dire, “nato e posto”. Ma è proprio così, o il suo istinto di sopravvivenza lo fa già un politico? Aristotele propendeva per questo.

Grazie, Aristotele, ma forse hai messo in testa all’omino qualcosa che non garba al Politico, almeno a quello scadente del terzo millennio!  Tu e Pericle non eravate mica un po’ troppo avanti? “Calma, giovani, ma dove volete andare? Ma lo sapete dove andare? “, li mette in guardia paternamente Bersani che rincara: “Non è che le zucche rotolano all’in su, eh ragassi!”

QUESTA STORIA DI ESSERE TROPPO AVANTI O TROPPO INDIETRO !
Ma chi l’ha tirata fuori ? Si può essere troppo avanti o troppo indietro così, spontaneamente, perché l’istinto primordiale agisce in ciascun omino normale.
“Eh, no”, sbuffa a questo punto il politico, “e io che ci sto a fare? “.
“Te lo dico io , se sei troppo avanti o sei troppo indietro, ragassuolo (gergo ): sono io che freno, sono io che accelero, altrimenti ti potresti far male”. Talvolta è vero.
Ma non è così forse anche per il politico? Non può darsi che L’ONOREVOLE CITTADINO rappresenti già di per se stesso l’interesse generale e dia al politico la misura giusta per accelerare o frenare?

RIFLETTIAMO: UN POLITICO, PRIMA ANCORA DI ESSERE UOMO DI POTERE NON ERA GIA’ UN ONOREVOLE CITTADINO?
La gente non va più a votare, peccato!
Il qualunquismo e l’anarchia non hanno mai dato buoni risultati.
Però qualcosa certamente vuol dire e dovremmo interrogarci sulle cause di questa diserzione delle urne.
NON CI VUOLE MOLTA FANTASIA PER INDIVIDUARNE LA MOTIVAZIONE E IL NUCLEO:

IL CATTIVO RAPPORTO TRA L’APPARATO POLITICO-AMMINISTRATIVO E IL CITTADINO: UNA STUPIDA GUERRA

Se la sai raccontare ai bambini, loro ci ridono.
“Quando la mamma (leggi politico) non ti fila, tu che le fai ?”
-“Io ( leggi cittadino) le faccio i dispetti!“
Ma la mamma però è più grande, è furba e ci tiene ad affermare che è lei che comanda e allora che ti studia’? Va in un’altra stanza, lo lascia proprio solo. Quando il bambino si accorge che i dispetti non servono per ottenereciò che vuole, cambia sistema: la va a cercare, le fa moine, la tenta ( leggi corruzione). La mamma resiste e il prezzo si alza.
I CITTADINI NON VANNO A VOTARE PERCHE’ SONO SCHIFATI DI QUESTO GIOCHETTO
Ma sbagliano. Anche perché non hanno capito che non è LA CORRUZIONE il maggiore peccato del Sistema Italia, ma…
L’OMERTA’ non è solo strumento potente dei sistemi criminali mafiosi, ma anche ARMA SEGRETA DI UN APPARATO POLITICO- AMMINISTRATIVO (quello cattivo, e per fortuna non è sempre così) SEMPLICEMENTE STUPIDO, IGNORANTE, ridicolmente AUTOREFERENZIALE. Come dire, non interessato a ciò che più gli dovrebbe stare a cuore: LA STIMA, LA FIDUCIA, LA GRATITUDINE DEI CITTADINI.

Onde evitare equivoci, sarà meglio indugiare sul chiarimento del TERMINE E DELL’USO DI QUESTA SUBDOLA MODALITA’ AMPIAMENTE DIFFUSA.
Ci può aiutare la comparazione tra i due termini: CORRUZIONE ed OMERTA’

PRIMA O POI LA CORRUZIONE VIENE A GALLA ED E’ OGGETTO DI CONDANNA, L’OMERTA VIVE IN OSCURE CAVERNE OVE MAI PENETRA LA LUCE
Nessuno ne sa niente, nessuno l’ha vista. Viene giudicata al massimo come peccato di omissione e quasi mai condannata. QUESTA E’ LA FORZA DELL’APPARATO POLITICO- AMMINISTRATIVO DEGENERE.

E’ la vera arma dei potenti L’OMERTA’, più potente della CORRUZIONE.
E’ il veleno più tossico della convivenza civile.
Il cattivo amministratore ne fa grande uso in forma di ricatto e vessazione, ispirandosi almeno a tre COMANDAMENTI:
1) NON RISPONDERE MAI ALLE LETTERE DEI CITTADINI
2) COLTIVA AMPIA SFIDUCIA NEL PROSSIMO
3) TIENILO ALL’OSCURO, IL CITTADINO , almeno delle cose che contano E FAGLI CAPIRE CHI COMANDA.
CONCLUSIONE (è doloroso ammetterlo): L’ATTUALE POLITICA ITALIANA , NEL SUO COMPLESSO, SI FONDA SULL’OMERTA’!
Tuttavia bisogna volergli bene ai nostri politici perché loro” non lo sanno”.
In molti comuni d’Italia, anche di città importantissime, ci si attiva per LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE. Più di quelle politiche, sono il cuore della convivenza civile: il Comune è … la CASA DEL BUON PADRE DI FAMIGLIA.
Ansia e affanno per i candidati capilista, all’ottanta per cento (io ci giuro) BRAVA GENTE: devono elencare “cose da fare”, collocarsi all’interno di forze già esistenti, trasmettere la loro tensione ideale, accattivarsi un elettorato sfiduciato e distratto. Roba da non dormirci alla notte e i più ce la mettono tutta. E allora perchè questa disaffezione, questo dir male della politica? Cosa viene ignorato? Cosa manca? Manca il metodo.
Di METODO, ne ha parlato in modo autorevole un certo CARTESIO, filosofo francese nel 1637 con un libro intitolato IL DISCORSO SUL METODO. Era il 1637 ed io (che non conto niente) sarei nato esattamente trecento anni dopo, 1937. E questo che c’entra? Niente, appunto. Solo un ballo di date, di eventi che si affastellano nel tempo, nello spazio, senza alcun apparente significato. Però cose importanti talvolta accadono: fanno un po’ d’effetto lì per e poi stranamente spariscono, per restare nel ricordo di pochissime persone.
Avevo letto e succhiato con avidità (anni sessanta) un libro intitolato L’ONOREVOLE CITTADINO A firma Berto Bertuzzi. Chi era costui? M’informai: grande industriale di macchine in acciaio inossidabile per lo più destinati al ciclo alimentare, ma soprattutto uomo di alto valore civico, mecenate, uno dei primi fondatori dell’istituzione del “difensore civico” in Italia  tre avvocati pagati, a sue spese, a disposizione della gente).
Dove te lo trovo? Come è grande e allo tempo piccolo lo spazio e il tempo
Dove è finito il suo motto, L’ONOREVOLE CITTADINO, il suo esempio di vita?

ERA LUI TROPPO AVANTI O L’ATTUALE POLITICA TROPPO INDIETRO?

Questo mio articolo è pieno di interrogativi e non può essere altrimenti. Un vecchio maestro di ottanta anni, che io conosco, mi ha detto: “Ma non ti rendi conto che abbiamo raggiunto la curva più bassa di analfabetismo culturale di tutta la storia? Come può nascere una nuova politica, poggiando su questo pantano? Come possono nascere nuovi grandi politici per condurci in nuovi, inimmaginabili percorsi?
Ha ragione quel vecchio maestro, ma non mi convince.
Sì può fare una buona, nobile, efficace politica, semplicemente privilegiando il metodo.
Lo sapevano bene i contadini di un tempo, lo sanno bene i nostri artigiani, i nostri operatori turistici, gli industriali, anche gente comune impegnata a realizzare qualcosa: “Occorre trovare ‘il verso’  nell’esecuzione dell’opera, sperimentando nuovi attrezzi, nuove forme, nuove direzioni; se non trovi il verso, non tiri fuori niente”.

IN POLITICA, IN UNA BUONA POLITICA CHE NON C’E’, MA CI POTREBBE ESSERE, IL METODO COINCIDE CON L’OGGETTO STESSO DELL’OPERA:  L’ONOREVOLE CITTADINO. COSTUI E’ CONTENUTO, FINE E METODO

Accadrà, è inevitaile che accada:
probabilmente entro una ventina di anni, con una nuova generazione, indipendentemente dai nostri artifici e sollecitazioni, quasi spontaneamente, per un impulso naturale: LA VITA VUOLE VIVERE.

Gianfranco Barbanera 
Semplice onorevole cittadino

 

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