WEEK END DI PASQUA: CITTA’ DELLA PIEVE, CASTIGLIONE E MONTEPULCIANO FANNO IL PIENONE. CHIUSI RIMANE UN DESERTO…

WEEK END DI PASQUA: CITTA’ DELLA PIEVE, CASTIGLIONE E MONTEPULCIANO FANNO IL PIENONE. CHIUSI RIMANE UN DESERTO…
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CHIUSI – Se è vero che le elezioni comunali ormai imminenti sembrano scaldare poco il clima politico e si stanno avvicinando nella quasi totale indifferenza di cittadini, partiti e associazioni (nessuno che prende cappello), a Chiusi è passata nell’indifferenza e nel silenzio più totale anche la Pasqua. A differenza di altri paesi che hanno invece registrato un boom di presenze.

A Montepulciano il sindaco Rossi parla di migliaia di visitatori nel week end, con un trend che conferma i dati già positivi del Natale e di San Valentino e lo stesso è successo a Città della Pieve  con il mercatino dei prodotti tipici e l’ormai tradizionale street food, accompagnato anche da mostre d’arte e presenze illustri come quella del critico d’Arte Vittorio Sgarbi, che ieri, Lunedì di Pasquetta è intervenuto a parlare dell’esposizione del pittore Massimo Tizzano. Le due città più turistiche del territorio insomma hanno fatto il “pienone”, con bar e ristoranti pieni e difficoltà di posteggio. Idem Cortona e  Orvieto. E anche a Castiglione del Lago, dove la domenica di Pasqua ha visto sbarcare nel centro storico e nel lungolago, qualche migliaio di persone. A Cetona, in piazza Garibaldi, sembrava ci fosse un concerto rock…

Solo Chiusi è rimasta per tutto il week end una città più vuota di quella della famosa canzone di Mina… Un deserto sia nel centro storico che allo Scalo, con qualche sparuto gruppetto di turisti che si guardava intorno spaesato, come a dire: ma dove siamo capitati?

E meno male che recentemente hanno riaperto un paio di bar allo scalo e uno a Chiusi Città. Tra l’altro Chiusi nel week end pasquale  ha ospitato anche il torneo di calcio giovanile Terre di Siena Trophy, con centinaia di atleti e accompagnatori. Ma tutto è rimasto nell’area del campo sportivo. In città, la ricaduta è stata minima.

Vero che Chiusi, dal punto di vista turistico, non è Montepulciano, né Città della Pieve o Cortona o Orvieto. E il lago di Chiusi non è il Trasimeno. Ma è pur sempre una piccola città d’arte, con tesori archeologici e storici rilevanti e collegamenti migliori. Eppure la differenza di “clima” e di presenze con i paesi dei dintorni è ormai una voragine. Chiusi, nonostante i proclami e i protocolli d’intesa firmati con altri comuni grandi e piccoli, non riesce proprio ad entrare nel circuito del turismo nazionale, e nemmeno di quello locale. Sembra che i turisti Chiusi la saltino a pie’ pari. Senza neanche lasciarsi sfiorare dall’idea di una visita… E il bello è che gli stessi chiusini sembrano adeguarsi al trend, rimanendo chiusi in caso o recandosi altrove anche solo per un gelato o un aperitivo.

I chiusini li trovi ovunque: a Città della Pieve, a Montepulciano, a Pienza, a Castiglione del Lago, anche a Cetona, Sarteano o San Casciano Bagni. Ma non a Chiusi.

Eccola la prima emergenza da affrontare, per chi si presenterà alle elezioni del 5 di giugno. L’assenza di “movimento”, di presenze e di vitalità (non solo riferita ai turisti, ma anche agli abitanti) rende difficile qualunque ragionamento e qualunque prospettiva di rilancio dell’economia locale: del commercio e dell’artigianato in primo luogo, cioè delle attività che per decenni hanno caratterizzato Chiusi e ne hanno fatto la fortuna, insieme alla ferrovia e ai servizi.

Insomma i dati sul “movimento” turistico e commerciale nel week end di Pasqua, soprattutto in relazione ai dati dei paesi limitrofi, devono far riflettere e dovrebbero costituire il primo tema da studiare per Juri Bettollini e per chi gli si contrapporrà. Far finta di niente, rassegnarsi ad un futuro da paese dormitorio, all’immagine di una città in disarmo e in abbandono, come le mining town americane, quando si esauriva la vena mineraria, sarebbe una resa incondizionata. Una sconfitta per tutti. La classifica già piange.Urge una inversione di rotta…

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